Motori24

C3 Aircross, la cittadina a ruote alte

Auto

C3 Aircross, la cittadina a ruote alte

Dopo il successo ottenuto con C3 berlina (ha appena vinto il premio “Auto Europa” della Uiga, l’Unione italiana giornalisti dell’auto), Citroën rilancia con la versione crossover che si posiziona nel segmento B-suv: C3 Aircross. Si tratta del degno erede della C3 Picasso, che segna il passaggio dalle monovolume ai crossover. Sono numerosi gli elementi in comune con C3 e anche con la Opel Crossland X, la cugina tedesca arrivata sul mercato da pochi mesi.

Il primo punto in contatto riguarda il pianale Pf1 (Architettura A) di proprietà di Psa, da cui consegue anche la condivisione dello stabilimento produttivo di Saragozza. Lunga 4,15 metri e larga 1,76 metri, offre una buona padronanza della strada, data dall’altezza da terra di 1,64 metri.

La versatilità è una dote che caratterizza la vettura e la si vede dal bagagliaio, che esibisce una capacità elevata per il suo segmento, con 410/20 litri (a seconda di come sono posizionati i sedili scorrevoli) e che raggiunge i 1.300 litri abbattendo i sedili posteriori.

Come Citroën ci ha abituato con gli ultimi modelli, anche questo ha un alto tasso di personalizzazione: 85 combinazioni della carrozzeria e 5 armonie interne. Negli interni la plancia è quasi identica a quella delle C3 berlina: al centro c’è il display touch da cui si accede a tutti i sistemi di bordo, compresa la climatizzazione, una soluzione discutibile in termini di sicurezza ed ergonomia.

Le “famiglie” tecnologiche di quest’auto sono due e riguardano connettività e sistemi di assistenza alla guida. Nel primo gruppo rientrano il Mirror Screen, il Connect Box e il Connect Nav. Nel secondo, invece, ritroviamo come optional la frenata automatica d’emergenza, l’head-up display, la commutazione automatica dei fari, il riconoscimento dei limiti di velocità, il sistema di sorveglianza dell’angolo morto, l’avviso di superamento della linea di carreggiata e il Park Assist. Sono tre gli allestimenti disponibili (Live, Feel e Shine).

All’inizio della commercializzazione le motorizzazioni saranno cinque: i benzina PureTech nelle varianti da 82, 110 e 130 cv e i BlueHDi da 100 e 120 cv. Il cambio automatico c’è solo per la versione PureTech da 110 cv. Non è prevista una versione a trazione integrale, ma avendo una vocazione off-road, è disponibile come optional il sistema Grip control con funzione di assistenza alla guida in discesa (Assist Descent) che, con cinque modalità di guida, permette di adattarsi al fondo che si va ad affrontare.

Abbiamo provato il benzina da 110 cv con Eat6 e il diesel da 120 cv con cambio manuale a sei rapporti. In entrambi i casi, molto positiva la precisione dell’auto nelle curve. La seduta di guida è rialzata e non è possibile abbassarla più di tanto. Ottima la visibilità, che permette di avere sempre sotto controllo le dimensioni (non eccessive) dell’auto. Utile l’head-up display che, nonostante non sia esteticamente bello da vedersi, permette di avere sotto controllo velocità di percorrenza, limiti e, nel caso sia stata avviata la navigazione, indicazioni stradali. Le motorizzazioni non sono aggressive nell’erogazione della potenza, il benzina è più pronto ai bassi regimi, avendo una coppia di 205 Nm già a 1.500 giri a differenza dei 300 Nm a 1.750 giri del diesel. I prezzi partono da 15.500 euro e raggiungono i 22.500 euro.

© Riproduzione riservata