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Il successo del Salone di Padova dimostra che il mondo delle auto d’epoca…

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Il successo del Salone di Padova dimostra che il mondo delle auto d’epoca è vivo e maturo

Si è appena conclusa una straordinaria edizione di questa tradizionale mostra e già alcune considerazioni si possono trarre senza tema di smentite; e questo pur non conoscendo ancora i risultati dell’asta tenuta sabato 28 Ottobre da Bonhams: forse la più importante Casa d’aste al mondo che quest’anno, non a caso, ha scelto Padova per il suo maggiore evento italiano. Naturalmente il commento sui suoi risultati sarà oggetto di una futura disamina ma, tuttavia, alcune considerazioni sullo stato di salute del mercato è già possibile farle fin da ora: innanzitutto l’afflusso di visitatori è stato ancora crescente con moltissima animazione già nella giornata di giovedì; quando, è bene ricordarlo, chi non è un addetto ai lavori si è visto esibire un biglietto di entrata da € 45,00: una cifra che avrebbe potuto scoraggiare i men che interessati.

È noto che il primo segnale di calo di interesse del pubblico in qualsiasi settore è dato dal calo degli spettatori e qui si è assistito all’esatto contrario: molto rassicurante. Poi i prezzi richiesti per i veicoli in mostra, auto e moto, pur certamente in fase di assestamento, appaiono comunque lontanissimi dal concetto di crollo che avrebbe senz’altro potuto seguire un periodo di crescita che è stata molto veloce: chi era già grande all’inizio degli anni '90 del secolo scorso capisce subito a cosa alludiamo. Oggi, invece, è accaduto qualcosa di molto diverso: che alcuni modelli, anche di marche di estremo prestigio come Ferrari e Porsche, ma costruiti in molte migliaia di esemplari e che avevano corso troppo, hanno visto sì calare le proprie quotazioni ma in maniera del tutto controllata.

E qui occorre, riteniamo, trarre un paio di indicazioni da quanto accaduto: la prima, e lo ripetiamo, è che il calo è da ritenersi fisiologico in un mercato complessivamente in salute e la seconda è che ciò che mette al riparo i propri risparmi, quando investiti in un veicolo d’epoca, è principalmente la sua rarità poiché è l’unica circostanza che, nei momenti di riflessione come l’attuale, impedisce che l’elevato numero di esemplari in vendita di un determinato modello o versione crei un clima di concorrenza che, inevitabilmente, porta ad un calo delle quotazioni; un calo che, però, noi riteniamo passeggero vista la passione che si è respirata nei padiglioni della Fiera per tutta la durata dell’evento.

Viceversa, a conferma di quanto affermato, vetture strane e rarissime, come per esempio una Opel Commodore GS/E in condizioni perfette di conservazione e messa in vendita da un privato, hanno riscosso enorme interesse e sono state vendute a quotazioni impensabili. In ogni caso i tanti settori riservati ai commercianti, ma anche ai Club, avevano il potere di stordire il visitatore dopo poche decine di minuti, tanto era il fulgore di vernici e cromature sempre più perfette su modelli dalle quotazioni spesso astronomiche; uno spettacolo trionfale che valeva il viaggio anche per persone non particolarmente coinvolte in questo mondo.

Ma, oltre al mercato, a Padova vi è sempre molto di più, con alcune iniziative che stanno diventando dei classici loro stesse come il concorso di restauro organizzato da Porsche Italia Classic, che è arrivato alla sua terza edizione, oppure come le varie mostre tematiche che quest’anno hanno coinvolto principalmente la Maserati, con il titolo «la marcia trionfale delle Gran Turismo», la quale, per svolgere adeguatamente il tema, ha presentato una 5000 GT con finiture in oro appartenuta allo Scià di Persia. Un importante anniversario, i 50 anni della AMG, è stato adeguatamente festeggiato dalla Mercedes Benz con l’esposizione di un’esemplare praticamente nuovo della CLK serie W 209 (2002-2010) nel cattivissimo allestimento «Black Series» a nascondere un poderoso V8 da 6,3 litri e 507 CV.

Nei padiglioni dedicati ai ricambi ed all’automobilia in generale, è giusto ricordare che a Padova è possibile trovare componenti e pubblicazioni introvabili in qualsiasi altra sede, con espositori provenienti da tutta Europa, solo in questa occasione sul nostro territorio, ad ulteriore dimostrazione dell'importanza che «Auto e Moto d’Epoca» ormai riveste per tutto il nostro mondo. Da qualche anno, poi, la mostra si è aperta ai Costruttori ed alle loro filiali per la presentazione anche dei loro prodotti correnti: si è così potuto constatare il grande successo che la nuova Fiat 124 Spider ha ottenuto nello stand di FCA e si è potuta ammirare in anteprima la Jaguar E-Pace: un piccolo SUV veramente bello e destinato a sicuro successo anche se, onestamente, molti appassionati, davanti ad esso, si sono chiesti che cosa abbiano a che fare la tradizione ed i valori della Jaguar, con un prodotto come questo.

E, a questo punto, ci si consenta una riflessione: a cosa serve ad un Gruppo acquisire tanti marchi dal passato glorioso, ognuno con la propria tradizione e DNA, per poi sfruttarli sopra modelli non in armonia con quei valori !? Ci scusiamo: non siamo esperti di marketing ma semplici commentatori ancora emozionati dopo una giornata in questo tempio della passione.

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