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Il ritorno della station wagon inglese

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Il ritorno della station wagon inglese

Jaguar. La Xf Sportbrake
Jaguar. La Xf Sportbrake

Dopo conferme e smentite, alla fine, ritorna una station wagon firmata Jaguar. Al pari della precedente è estrapolata dalla Xf e si chiama Sportbrake, ma è ancora più robusta: è lunga ben 4,96 metri. Si contrappone alle proposte dei brand premium tedeschi e svedesi che, in maniera più convinta rispetto al Giaguaro, in Europa non hanno mai messo in discussione le possibilità d’affermazione di questo genere di vetture, perché ritengono meno opprimente che in altre parti del mondo la concorrenza dei suv. Nel mirino ci sono, dunque, Bmw Serie 5, Mercedes Classe E, Audi A6 e Volvo V90.

La Sportbrake eredita dall’Xf berlina l’architettura largamente realizzata in alluminio, i lineamenti eleganti e sportivi, l’arredamento raffinato dell’abitacolo e tutti i più avanzati dispositivi hi-tech sviluppati dal gruppo Jaguar Land Rover, ai quali affianca una notevole versatilità. Quest’ultima si cela sotto una silhouette slanciata, impressa soprattutto dal padiglione che scende all’indietro a partire dal montante centrale.

Ricca dotazione digitale

La funzionalità della Xf Sportbrake è determinata tanto dall’ampiezza del raffinato abitacolo, sebbene posteriormente l’ingombro del tunnel della trasmissione e la sagomatura della parte centrale dello schienale assicurino un’adeguata ospitalità solo a due persone, quanto da quella della zona di carico. Quest’ultima ha una capacità che spazia da 565 a 1.700 litri, è integrata da utili vani laterali con sportelli, nonché guide e anelli fermacarico. Inoltre ha la soglia bassa che facilita l’accessibilità attraverso il grande portellone a movimentazione elettrica.

La nuova station wagon inglese imbarca anche tante tecnologie: da quelle rivolte alla sicurezza e al sostegno della guida, all’ottimizzazione della trazione sino a quelle che estendono il raggio d’azione dell’infotainment e della connettività, attraverso i sistemi Incontrol e Incontrol Pro. Quest’ultimo può interagire anche con il display Tft da 12,3” che può sostituire a richiesta la strumentazione analogica. Inoltre con questa Jaguar debuttano anche comandi gestuali per oscurare il tetto panoramico. Il repertorio, tuttavia, è a richiesta per la maggior parte delle versioni, al pari di alcuni accessori che sono persino di serie su vetture di categoria inferiore.

La famiglia dell’Xf Sportbrake, in vendita a prezzi che vanno da 47mila a 80mila euro, si articola negli allestimenti Pure, Prestige, R-Sport, Portfolio e First Edition ed è composta, essenzialmente, da versioni turbodiesel. Sono spinte da motori di 2 litri con potenze di 163, 180 e 240 cv, nonché da un V6 di 3 litri da 300 cv e sono affiancate da una sola variante a benzina, mossa da un’unità turbo a iniezione diretta di 2 litri con 250 cv. Il cambio automatico a 8 marce è a richiesta solo per la versione meno potente, mentre la trazione integrale è disponibile in alternativa a quella posteriore per le turbodiesel da 180 e 240 cavalli.

Quest’ultima, grazie anche all’assetto integrato posteriormente da un sistema pneumatico autolivellante e a richiesta dalla gestione elettronica, senza mai imporre sacrifici sul fronte del comfort si comporta in maniera rigorosa, agile e sempre affidabile. È, quindi, guidabile istintivamente in ogni frangente, grazie anche al supporto del rendimento del turbodiesel, pronto a mettere in campo una bella verve quando s’impiega il settaggio più sportivo del sistema di configurazione vettura.

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