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Il terzo atto della Porsche Cayenne: ecco come cambia il suv tedesco

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Il terzo atto della Porsche Cayenne: ecco come cambia il suv tedesco

Porsche Cayenne
Porsche Cayenne

Porsche Cayenne arriva alla terza generazione con un bagaglio di 770mila unità vendute e il merito storico di aver cambiato nel 2002 i destini della casa di Zuffenhausen, allargandone gli orizzonti. La nuova serie è basata sulla piattaforma Mlp Evo (Modularer Längsbaukasten) del gruppo Volkswagen dedicata alle vetture con motore longitudinale.

Il suv tedesco sfiora i 5 metri (4,92 metri, per la precisione, e 6 cm in più rispetto all’attuale) e, rispetto al passato, ha uno stile più levigato e meno pepato. Il frontale perde la tipicità Porsche del cofano ribassato rispetto ai parafanghi, in compenso la parte posteriore è più armonica e i gruppi ottici, così come su altre sorelle più recenti, sono uniti da una striscia luminosa che sostiene la scritta Porsche.

In plancia ora spiccano i grandi schermi a cristalli liquidi

È stato migliorato lo spazio interno sia per i passeggeri sia per i bagagli, con un vano che può essere modulato da 770 a 1.710 litri attraverso il divano posteriore 40/20/40 scorrevole per 160 mm, abbattibile e regolabile in inclinazione. Gli interni sono chiaramente ispirati alla Panamera sia per lo stile sia per l’ergonomia e, per quanto la cura costruttiva sia elevatissima, sarebbe stato meglio avere maniglie sulle portiere dalla presa più solida. La strumentazione ha il contagiri centrale analogico ed è spalleggiato ai lati da due display multifunzione da 7 pollici. Come al solito, la chiave è a sinistra del piantone e, al posto della solita manopola, quattro pulsanti per i fari. La console centrale è in nero lucido e accoglie numerosi comandi a sfioramento, mentre poco più in alto c’è lo schermo touchscreen da 12,3 pollici del sistema infotelematico.

Numerose le novità a livello di telaio. Le sospensioni a controllo elettronico hanno le molle pneumatiche tricamera che regolano l’altezza tra 162 e 245 mm da terra e le barre antirollio attive elettromeccaniche a 48 Volt. Ci sono anche le 4 ruote sterzanti gli pneumatici a dimensioni differenziate tra avantreno e retrotreno. Per la prima volta su un suv c’è l’aerodinamica attiva realizzata attraverso lo spoiler posteriore, che può assumere 5 incidenze diverse, in base alla modalità di guida selezionata e al grado d’apertura del tetto apribile, fino a quella massima in frenata per diminuire gli spazi di arresto.

Novità assoluta è l’impianto frenante con dischi rivestiti in carburo di tungsteno, che si riconoscono dalle pinze bianche, sono più potenti e durano il 30% in più rispetto a quelli di ghisa “nudi”, avendo inoltre un aspetto più brillante. Com’è ormai tradizione, è disponibile anche l’impianto con dischi carboceramici e pinze gialle, anteriori a 10 pistoncini.

I motori sono tutti del tipo “hot in”, ovvero con il lato caldo e il turbo all’interno delle bancate: ne ha uno il V6 3 litri da 340 cv, ne hanno due il V6 2.9 da 440 cv e V8 4 litri da 550 cv (286 km/h, 0-100 km/h in 3,9” con il pacchetto Sport Chrono).

Basterebbero questi numeri a descrivere la Cayenne, ma è su strada che la tedesca sorprende, sfoderando un comportamento che può essere modulato attraverso 4 modalità di guida più la Sport Response, che toglie le briglie alla Cayenne per 20 secondi. In presenza del pacchetto Offroad, si possono selezionare 5 tipi di fondo. Notevole anche il comfort acustico, in particolare per il rumore di rotolamento ridottissimo.

I prezzi partono da 78.030 euro e in arrivo ci sono le versioni ibride plug-in (almeno una), la Gts, la più potente Turbo S e anche il diesel, che storicamente vale il 60% delle vendite in Italia.

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