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Hyundai mostra i muscoli con il suv Kona

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Hyundai mostra i muscoli con il suv Kona

Tra i tanti suv e crossover lanciati in questo periodo, la Kona non corre il rischio di assomigliare a nessun altro. Il primo sport utility compatto della Hyundai ha lineamenti ben riconoscibili, frutto di una nuova direzione del linguaggio stilistico del marchio che, ovviamente, influenzerà le vesti dei futuri modelli della casa coreana. Esibisce un aspetto muscoloso consono al suo nome. Kona, infatti, è la località delle Hawaii dove si svolge la più massacrante gara di triathlon del mondo: i campionati del mondo di Ironman.

Disegnato dal centro stile di Irvine in California, è costruito a Ulsan, in Corea, nello stabilimento di auto più grande al mondo e, contrariamente a quanto sarebbe lecito immaginare, non è gemellato con la pur consanguinea Kia Stonic.

Siamo andati a provare Kona a Barcellona e ad approfondire la sua conoscenza a Firenze. Colpisce l’aspetto da vero suv sottolineato dagli abbinamenti cromatici che, insieme all’esperienza Hyundai nelle auto a «ruote alte» sono gli elementi su cui punta Kona per contrapporsi alle rivali. Hyundai mostra così i muscoli mentre le concorrenti formano uno schieramento capeggiato da best seller come Fiat 500X, Jeep Renegade e Renault Captur e integrato, recentemente, da ambiziose new entry. Ci sarà a una versione 100% elettrica che arriverà a giugno 2018 accreditata di un ’autonomia di 500 chilometri. Pur essendo in realtà meno imponente di quanto appaia visivamente è compatta: è lunga solo 4,17 metri (meno di alcune rivali).

Kona offre una buona quantità di spazio anche in larghezza. Tuttavia, posteriormente il tunnel della trasmissione, che permette l’adozione della trazione integrale, infastidisce chi siede dietro al centro. L’ambiente è arredato in maniera gradevole, può essere personalizzato con dettagli colorati oppure con «effetto alluminio» ed è ben assemblato, anche se non sfuggono alla vista alcuni rivestimenti in plastica rigida. La capienza del bagagliaio è nella norma del segmento in cui si colloca la Kona. Infatti, considerando anche la volumetria del vano sotto il piano di carico, spazia da 361 a 1.143 litri.

E passiamo al capitolo dotazioni, nel quale spiccano i più avanzati sistemi di sicurezza e ausilio alla guida. Partono dal mantenimento della corsa di marcia e arrivano al pre-crash anteriore e posteriore, ai fari full Led, all’head-up display, alla gestione degli abbaglianti e degli angoli bui dei retrovisori. queste dotazioni integrano l’equipaggiamento base di ogni Kona in un crescendo che segue quello degli allestimenti. Questi ultimi sono il Classic, il Comfort, l ’Xpossible e lo Style. La panoramica dei motori è costituita dai benzina sovralimentati a iniezione diretta a tre cilindri da 1 litro con 120 cv e a quattro cilindri di 1,6 litri con 177 cv, che si interfaccia solo con il cambio a doppia frizione a sette marce e la trazione integrale. La medesima combinazione è prevista anche per la Kona turbodiesel di 1,6 litri con 136 cv che, però, è proposta sia con con la trazione anteriore sia con la variante da 115 cv. Queste due diesel,saranno disponibili a giugno anche se i loro prezzi sono già noti. Il listino spazia da 18.500 a 31mila euro, tuttavia in fase di lancio è previsto per tutte le versioni uno sconto di 3.500 euro.

La Kona assicura una guidabilità istintiva ma, differentemente da alcune rivali, non ha la pretesa di proporsi con una personalità realmente sportiveggiante. Lo si riscontra sia al volante della versione più potente sia, ovviamente, della più pigra «mille», capace di sfoderare brio adeguato alla potenza solo quando si affonda con decisione l’acceleratore. Situazione in cui, però, la tonalità della frazionatura a tre cilindri diventa ben avvertibile. In condizioni normali e sui fondi lisci questa Kona offre un buon comfort che, però, si ridimensiona un po ’ in velocità a causa di qualche fruscio e sulle sconnessioni più marcate, poiché le sospensioni posteriori assorbono poco gradualmente le asperità della strada.

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