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Fca balza oltre 15 euro sulle ipotesi Hyundai

Auto. Quotazioni ai massimi storici

Fca balza oltre 15 euro sulle ipotesi Hyundai

(Ansa/Ap)
(Ansa/Ap)

La calda estate del 2017, automobilisticamente parlando, si chiude in rialzo per Fca. Dopo un agosto che ha segnato rialzi del 55% in Borsa sulla scia di voci (e smentite) di un possibile interesse di case cinesi (Geely e Great Wall) per il gruppo italo americano ora si accende un nuovo faro ed è coreano. Ieri , Fca a Piazza Affari è andata in piena accelerazione con il titolo che ha toccato i massimi storici superando la soglia dei 15 euro con un massimo a 15,19 euro. Le azioni del gruppo sono state scambiate «oltre soglia 15» con un rialzo del 4,2 per cento. Questa impennata è stata generata dalla sola ipotesi, ripresa da media coreani, come il Korea Herald, di una ipotetica fusione tra Fca e il gruppo Hyundai. Infatti un analista, industriale, tale Lee Jae-il ha sostenuto in un report che il gruppo Hyundai Motor, attualmente al quinto posto nella classifica mondiale dei costruttori, potrebbe diventare il primo car maker del mondo fondendosi con il quello guidato da Sergio Marchionne. E possibilità di un eventuale interesse del gigante di Seoul, già apparsa nelle scorse settimane su alcuni media specializzati sull’automotive, non appare infatti priva di senso logico al contrario della sola cessione di Jeep ai cinesi paventata nei rumors estivi. Va detto che in realtà Fca neppure commenta l’eventualità che siano contatti in corso ma comunque l’ipotesi di una fusione sul pacifico (già ventilata durante l’estate) è intrigante per una serie di motivi. Hyundai Motor Company, che controlla anche Kia, fa parte di un chaebol (cioè un megagruppo multisettoriale) che ha accesso facilitato non solo a grandi risorse finanziarie, ma anche a tecnologie di punta (robot industriali ed elettronica, ad esempio) e persino (questo è un punto chiave) a materie prime come l’acciaio. Hyundai Steel che è integrata in Hyundai Motors è una vera major dell’acciao. Avere la materia prima in casa è un grande asset per una casa automobilistica.

Per quanto riguarda il prodotto, un patto tra Hyundai e Fca potrebbe fare del bene a entrambi. Da una parte i coreani dispongono di piattaforme moderne (più attuali e sofisticate di quelle di Fca), motori di concezione moderna, soluzioni green che spaziano dall’ibrido all’elettrico dal gas fino all’idrogeno. Inoltre esibiscono una gamma di modelli di ultima generazione che coprono molti segmenti e in particolare quello, cruciale dei suv. Tuttavia i due marchi coreani, a dispetto della qualità dei prodotti (e cresciuta enormemente in pochi anni) scontano un ’immagine ancora poco appetibile in alcuni mercati. Fca ,invece, ha in portafoglio marchi di assulta rilevanza. Jeep, Alfa Romeo e Maserati in primis. Hyundai invece vanta una copertura commerciale globale (Hyundai e Kia sono forte anche negli Usa), centri di ricerca e di design in tutto il mondo (come quello tedesco di Rüsselsheim in Germania, nella cittadella di Opel) e fabbriche diffuse globalmente, anche in Europa (a Žilina in Slovacchia e a Nošovice nella Repubblica Ceca)

Sono questi ulteriori punti a favore di un’ipotetica alleanza tra le due case automobilistiche che riguarderebbe anche i veicoli commerciali. Insomma, i presupposti di sinergie tra i brand americani, italiani e coreani ci sono. Ma si tratta solo di rumors di stampa e di ipotesi di studio fatte da analisti che non hanno nulla di concreto. mentre molto evidente e tangibile è la enorme differenza di capitalizzazione tra Fca che vale 27 miliardi di euro e Hyundai che si aggira sugli 11.5 miliardi .

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