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Ls 500h, la prova su strada della quinta «essenza»…

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Ls 500h, la prova su strada della quinta «essenza» dell’ammiraglia Lexus

Non c'è lusso senza tecnologia e viceversa quando si parla di una ammiraglia. E per provare la nuova Ls 500h abbiamo iniziato il test drive sedendoci sul sedile posteriore. Siamo stati in Oman, dove l'ospitalità è una caratteristica culturale importante per mettere alla prova l'Omotenashi, il principio di accoglienza della tradizione nipponica. Così, tecnologia e comfort possono completarsi a vicenda. È quello che succede con la quinta generazione di Lexus Ls 500h, l'ammiraglia ibrida del marchio di lusso della giapponese Toyota. Un marchio nato nel 1989 proprio con LS 400 e che si sta consolidando e continua a crescere a livello italiano ed europeo, dove quest'anno si prevede che raggiunga quota 74mila unità vendute. Dopo la presentazione al Salone di Ginevra, da febbraio sarà disponibile la nuova ammiraglia Ls 500h, una conferma dell'identità premium.

A fare la differenza su una ammiraglia non è il mero possesso, ma tanto dipende dall'esperienza di bordo e unendo tecnologie, qualità il risultato non si lascia attendere. Non si tratta di una tedesca del segmento F premium ma Ls 500h cerca di sfidare le affermate Porsche Panamera, Bmw Serie 7, Mercedes Classe S e Audi A8. Costruita sulla nuova piattaforma Ga-l (Global Architecture - Luxury), -condivisa con a Lc- che dà almeno quattro vantaggi ripeto alla generazione precedente. Prima cosa, è che è più lunga, aumentando la capacità di carico che raggiunge i 430 litri. Secondo, permette di ottenere un baricentro ribassato perché più bassa di 15 mm, raggiungendo anche una migliore distribuzione dei pesi. Terzo, grazie al posizionamento del motore avanzato si è consentito di muovere i sedili anteriori verso il retrotreno, posizionando così più avanti le batterie. Infine, il passo è più lungo di 35 mm rispetto alla generazione precedente, raggiungendo i 3.125 mm totali che permettono un maggior comfort per i passeggeri posteriori.

A livello estetico, si fa notare la griglia con una trama formata da 5.000 elementi. Questo è proprio il cuore dell'auto, perché da qui i designer sono partiti per la progettazione della vettura. Anche se si tratta di un'ammiraglia, ci sembra che le forme siano morbide avvicinandosi allo stile da coupé.
Di questa ammiraglia, però, sono gli interni ad averci colpito, che sono costruiti secondo la filosofia giapponese Omotenashi, principio a cui la cultura nipponica dà un significato di accoglienza. Salendo a bordo nella parte posteriore si ha proprio questa sensazione di comfort. Davanti al bracciolo è situato un display touch da cui è possibile controllare una serie di funzioni. Queste spaziano dal posizionamento, al sistema audio e del clima o della tendina parasole. Inoltre, per essere aumentare il relax, è possibile anche scegliere di attivare la funzione massaggio. Durante la marcia a velocità costante, è quasi impossibile sentire rumori. L'insonorizzazione è data dai doppi vetri e dal sistema Active Noise Control che rileva i suoni del vano motore eliminando i rumori. Per intrattenere i passeggeri, il sottofondo musicale è dato dall'impianto Mask Levinson Qli Reference Surround System a 23 altoparlanti che utilizzano un amplificatore da 16 canali. L'attenzione per i dettagli la si nota nei materiali di qualità impiegati, nella precisione delle cuciture o nei pannelli porta plissettati a mano. Il sistema di infotainmnet si gestisce dai pulsanti (ancora presenti) nel tunnel centrale e dal touchpad nella consolle centrale. Ci lascia un po' sorpresi la mancanza dei protocolli Android Auto e Apple Car Play, ormai un must anche su auto di piccola taglia. Mentre è disponibile un hotspot per avere sempre la connessione a bordo. Infine, nel broccolo anteriore e posteriore sono presenti due Usb.

Per quanto riguarda le tecnologie di assistenza alla guida, l'ammiraglia nipponica ha raggiunto il livello 2 di 5 (Sae), grazie soprattutto a due sitemi: il Lane Tracing Assist e il Dynamic Radar Cruise Control.
A livello motoristico, la LS monta una la stessa soluzione impiegata sulla LC Hybrid: un motore benzina 3.5 V6 aspirato abbinato a due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio posizionata sotto al divanetto posteriore. La potenza totale è di 354 cavalli e ha uno spunto 0-100 km/h in 5,5 secondi, un buon risultato dovendosi portare dietro circa due tonnellate di massa. Il cambio è un Multi Stage Hybrid Trasmission a quattro rapporti che simula la presenza di dieci marce. In quanto ai consumi, in un misto e senza fare attenzione, abbiamo registrato 7.9l/100 km. Il lavoro congiunto di motore termico ed elettrici le permette di situarsi tra le auto a trazione integrale.

Alla guida dell'ammiraglia giapponese abbiamo potuto cogliere i miglioramenti in termini di comfort, dati soprattutto dalla piattaforma. Le modalità di guida sono quattro (eco, comfort, sport e sport +) e agiscono sui giri di cambiata del motore, oltre che sul sound interno che, a livello generale, nella accelerazione ci è sembrato un po' eccessivo. La partenza è silenziosa e poi entra in supporto il motore termico mi modo discreto.
Trattandosi di un'auto di lata gamma, i prezzi partono da circa 105.000 euro per la versione d'accesso (già molto accessoriata) e con la top di gamma si raggiungono i 140.000 euro. Si tratta di cifre importanti, ma a livello di tecnologie e qualità dei materiali i prodotti ne giustificano la spesa.

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