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Suzuki Burgman 400 my2017, com’è fatto e come va

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Suzuki Burgman 400 my2017, com’è fatto e come va


Più sportivo e aggressivo, ma sempre comodo e protettivo: così è cambiato il Suzuki Burgman 400 (nero, bianco o grigio, a circa 8mila euro), modello che, fin dalla sua nascita nel 1998, ha creato un nuovo segmento, quello dei maxiscooter. Basta un'occhiata per rendersi conto della virata in senso sportivo: alcune componenti sono più evidenti, come per esempio i bei cerchi rossi della versione in nero o i fari a led, altri più nascosti come il telaio irrigidito rispetto alla versione precedente e la ruota anteriore da 15 pollici (prima era da 14), o ancora il mono posto in posizione orizzontale sotto il motore con precarico molla regolabile (non molto agevolmente) su sette posizioni. Un altro dato testimonia la sportività del nuovo Burgman 400: il peso in ordine di marcia – con il pieno di benzina di 13,5 litri – calato di ben 7 kg (da 222 a 215 kg), segno di una maggior attenzione alla dinamicità.
IN SELLA. Con la seduta a soli 755 mm da terra, e una sella più spessa di 20 mm, gestire il Bugman 400 è un'operazione alla portata anche dei piloti meno alti, aiutati nel mettere i piedi a terra dalla pedana visibilmente rastremata nella zona di appoggio; per tutti, invece, lo schienalino regolabile si rivela una comodità. Il parabrezza largo della passata versione ha lasciato il posto a uno più contenuto nelle dimensioni, ma sempre sufficientemente protettivo (tra gli optional c'è anche un parabrezza maggiorato). Nonostante lo snellimento del posteriore, il sottosella (più piccolo e, purtroppo, non illuminato) ha un volume di 42 litri che consentono di stivare un casco integrale e un jet. Chi avesse bisogno di altro spazio può approfittare dei due vani dietro lo scudo - entrambi purtroppo senza serratura - da 2,8 e 3,5 litri, dove riporre gli oggetti quotidiani, compreso lo smartphone per il quale troviamo anche un punto di ricarica. Esauriente la strumentazione, con tachimetro e contagiri analogici e un display per tutte le altre indicazioni; c'è anche la spia delle presenza di ghiaccio che si attiva sotto i 3°C.

SOTTO LE CARENE. A spingere il Burgman 400 è sempre il monocilindrico bialbero raffreddato a liquido di 399 cc, ora Euro 4: è meno potente di 1,4 cv (31 i cavalli ora a disposizione) ma ha più coppia (1,6 Nm in più per un totale di 36 Nm a 4.800 giri). Il telaio è un doppia culla in tubi d'acciaio la cui struttura è in pratica quella di un telaio motociclistico con la parte superiore molto ribassata. Detto del mono, la forcella ha steli da 41 mm ed escursione di 110 mm, con un buon sostegno in frenata. A proposito: frenare il Burgman 400 è compito di tre dischi, due anteriori del diametro di 260 mm e uno posteriore da 220 mm; d'obbligo l'Abs. Non manca il freno di stazionamento per le soste in pendenza.
SU STRADA. Il nuovo Burgman 400 non è sportivo solo nell'aspetto, tanto che ci è capitato più spesso di guidare con le gambe piegate a “spingere” sulla pedana che distese comodamente. Merito della nuova distribuzione dei pesi e di un anteriore molto comunicativo che rende i percorsi pieni di curve molto divertenti. In effetti, la posizione di guida è meno rilassata e “sdraiata”: il pilota è meno infossato e ha una postura che comporta un maggior carico sull'anteriore, facilitando una guida più aggressiva quando lo si desidera. Intendiamoci: il setting è sempre più tarato sul comfort (la risposta del posteriore sul pavé è da riferimento per comodità), ma c'è la giusta rigidità per divertirsi guidando più allegri. La risposta del motore è sempre pronta e corposa per muoversi agilmente nel traffico e per avere una riserva di potenza in autostrada quando si vuole superare un mezzo più lento (i 130 km/h indicati si raggiungono con il motore a circa 7500 giri). Assente il controllo di trazione: sulle strisce pedonali bagnate dalla pioggia bisogna aprire il gas con attenzione. Infine, i consumi: in città si percorrono circa 25 km con un litro di verde, fuori un po' meno.

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