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Audi A7 Sportback, una gran turismo «digitale»

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Audi A7 Sportback, una gran turismo «digitale»

CITTÀ DEL CAPO - Tecnologicamente sofisticata e con uno stile che pur non rappresentando una rivoluzione segna un punto di svolta per il marchio tedesco. É la Audi A7 Sportback, seconda generazione della gran turismo top dei quattro anelli che si ripropone con elementi del Dna del modello rimescolate con un massiccia dose di tecnologia che ricade sotto tre voci: elettrificazione, automazione della guida e digitalizzazione dell’interfaccia uomo-macchina.

La novità di Ingolstadt infatti conferma il suo carattere multiruolo con look da coupé sportivo ma con quattro porte, anzi 5 se contiamo il portellone che da accesso a un vano di carico da 535 litri, roba da wagon di grossa taglia. Del resto la A7 è lunga quasi 5 metri e larga 1,9 metri ma è bassa e filante (con un’altezza contenuta in 1,42 metri) e con un passo di passo 2.926 millimetri. Dalla nuova A8 eredita molti elementi tecnici, come la rete a 48 Volt che la qualifica come mild hybrid (Mhev) e il sofisticato sistema di guida semiautonoma (livello 2 ma pronta per il livello 3) che fa affidamento sull’hardware zFas che con cinque radar, uno scanner laser, 12 sensori a ultrasuoni e 5 telecamere, rende la vettura conscia dell’ambiente circostante. Siamo andati a conoscerla in Sudafrica, a Citta del Capo, dove abbiamo provato le due motorizzazioni V6 disponibili al lancio: il benzina 3.0 Tfsi da 340 cavalli con 500 Nm di coppia con cambio doppia frizione S tronic a 7 marce e il 3.0 Tdi da 286 cv e 620 Nm abbinato al cambio automatico tradizionale con convertitore di coppia.

I due motori sono aiutati da un alternatore-starter, alimentato a 48 Volt (c’è una batteria a ioni di litio) che tramite una cinghia è collegato all’albero motore ed in grado di recuperare sino a 12 kW.

La prima (55 Tfsi) scatta da 0 a 100 km/h in 5,3 secondi e consuma 6,9 litri di carburante ogni 100 chilometri (di 157 grammi di CO2 per chilometro). La diesel (50 Tdi) accelera in 5,7 sec. da 0 a 100 e si accontenta di 5,6 litri/100 km di gasolio ( 147 grammi di CO2 per chilometro).

Al volante abbiamo sperimentato che questo si traduce in una notevole capacità di veleggiare e in un funzionamento dello start and stop assolutamente fulmineo. E questo contribuisce anche a rendere piacevole la marcia con il traffic jam assist, capace di stare in coda in modo automatico. Va detto che proprio i comandi per l’automazione della guida che si basano sulla classica leva del cruise adattativo Audi sono l’elemento che ci è piaciuto meno della vettura a livello di ergonomia. In realtà basta farci l’abitudine ma forse un pulsante con il pittograma del volante per attivare il Lane Keeping sarebbe stato meglio. A livello di ergonomia invece è ineccepibile l’interfaccia utente che fa leva su due display principali di cui uno offre il feedback aptico (come smartphone e tablet). Affascinante la resa grafica di tutti gli schermi, compreso il virtual cockpit. Tra le chicche di questa A7 “digitale” spicca il fatto che la vettura può essere aperta e avviata anche mediante la tecnologia Nfc, utilizzando smartphone Android (fino a 5) ed è disponibile una rete wi-fi Lte.

Dal punto di vista dinamico la A7 è ineccepibile (così come le finiture), ha più carattere della A8, per la diversa taratura di assetto e il passo più corto, ma non è certo una vettura cattiva; per questo bisognerà aspettare la RS7. Le doti della nuova granturismo tedesca son infatti per lo più tecnologiche, tra cui spiccano il Garage Pilot in grado di parcheggiare l’auto stando fuori dall’abitacolo e la possibilità di comunicare all’esterno tramite il protocollo Car2x. Passando ai prezzi si parte da quasi 73.000 euro per la 50 Tdi e circa 75.000 euro per la 55 Tfsi.

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