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Dossier La torinese Idea firma la Venere elettrica per i cinesi di Lvchi

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Dossier | N. 63 articoliSpeciale Salone di Ginevra 2018, tutte le novità in vetrina

La torinese Idea firma la Venere elettrica per i cinesi di Lvchi

È parte della tradizione del design auto in salsa torinese, accanto a Italdesign – Giugiaro e poi i tedeschi di Audi –, Pininfarina e Bertone. Quest’anno è al Salone di Ginevra con un progetto industriale nuovo di zecca, sviluppato con il Gruppo cinese Lvchi. Il concept che viene presentato è in realtà una vettura marciante, si chiama Venere ed è una limousine elettrica. L’azienda, fondata alla fine degli anni Settanta da Franco Mantegazza e Renzo Piano, torna in campo e guarda al mercato asiatico.

Nelle parole di Domenico Morali, presidente e amministratore delegato di Idea, gli step della collaborazione con il gruppo cinese che dichiara la passione per l’«italian style» nella sua presentazione aziendale, e che scommette di produrre oltre mezzo milione di vetture entro il 2023. La Venere sarà in edizione limitata, sarà assemblata a Torino e farà leva su una filiera – design, progettazione e componenti – quasi completamente locale, al netto del sistema di batterie.

Entro il mese prossimo i manager di Idea annunceranno in quale stabilimento saranno prodotte le vetture. Ma il secondo step di collaborazione è assai più ambizioso e con numeri significativi: i cinesi di Lvchi assegneranno a Idea anche il design e la progettazione di una linea di citycar full electric, 2 e 4 posti, che sarà prodotta in Cina e potrebbe avere una base produttiva anche in Italia. «In Cina stanno crescendo numerosi produttori elettrici puri in Cina, almeno 7-8 – raccontano i manager di Idea – pensiano al mercato europeo al 2020 con costi «cinesi» e citycar a 5.500 euro di listino».

Saranno 500 all’anno gli esemplari della Venere che dovrebbero essere prodotti a partire dal 2019 e fino al 2021: si tratta della prima vetture in serie con telaio totalmente in composito – in «sandwich» in fibra di carbonio ed honeycomb – a cui vengono aggiunti i telai in alluminio di supporto per il gruppo motopropulsore anteriore e posteriore. Il powertrain elettrico – fino a 250 Km/h, da 0 a 100 in 3 secondo – è costituito da quattro motori installati due sull’asse anteriore e due su quello posteriore, uniti ad un differenziale per asse, la scatola del differenziale contiene anche un cambio di velocità a due marce per ottimizzare la distribuzione di coppia e di potenza.

L’autonomia invece è assicurata da un pacco batteria Litio Ioni di 100 kWh, con una autonomia superiore ai 500 chilometri. Il sistema di interfaccia con il guidatore ed i passeggeri si basa su una consolle collocata sul tunnel del guidatore con sistema touch screen a cristalli liquidi che sostituisce il tradizionale «pomello», gli specchietti fungono da telecamere, il sistema di ricarica «home charge» è stato sviluppato da Idea in collaborazione con un’azienda italiana.

Si tratta di un modello di auto elettrica lusso, che si inserisce nel segmento di mercato superiore alla Tesla, con una stima di prezzo sui 200mila euro. La limousine, la nicchia è, come da miglior tradizione, una sorta di test per conquistare credibilità, industriale e di mercato. Sul piatto, sintetizzano i vertici di Idea, ci sono risorse per 40 milioni, 20 da destinare allo sviluppo e 20 per la produzione vera e propria. La vettura che ha debuttato a Ginevra, in particolare, rappresenta un lavoro di “filiera”, con 200 componentisti coinvolti e 3 milioni di investimenti diretti. Se la scadenza del 2019 sarà rispettata, Lvchi potrebbe essere il primo Gruppo cinese a produrre direttamente in Italia.

E se per tradizioneil ruolo dei designer era di lavorare sulle linee dell’auto con un motore “dato”, l’avvento del motore elettrico ha rivoluzionato l’approccio riportando in primo piano il lavoro delle case di stile. «Design e confort tornano centrali e devono misurarsi con l’intero sistema di trazione e telai» chiosa Morali. La partnership industriale con il produttore cinese arriva nell’anno in cui Idea festeggia i suoi 40 anni di vita, forte di una scommessa: restare privati e italiani al 100 per 100.

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