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Ad Amburgo i test dell’auto che parcheggia da sola

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GRUPPO VOLKSWAGEN

Ad Amburgo i test dell’auto che parcheggia da sola


È ad Amburgo che il gruppo Volkswagen sta mettendo a punto un altro pilone portante della guida autonoma. È quello inerente al parcheggio. Un'attività che, secondo una recente ricerca, impegna gli automobilisti europei per più di 30 ore all'anno e quelli nord americani, addirittura, per più di 100 ore ogni anno. L'Autonomous Parking, questa la denominazione del dispositivo, intende alleviare lo stress da parcheggio che affiora per il 30% del tempo che passiamo alla guida di un'auto ed è in fase di messa a punto in un'area dedicata dell'aeroporto di Amburgo. Una location che rientra fra quelle definite nell'ambito della partnership strategica fra il gruppo di Wolfsburg e la città anseatica, che si propone come area modello per la mobilità urbana del futuro.

Ma entriamo nei dettagli del dispositivo di parcheggio automatico messo a punto dal gruppo tedesco, che dovrebbe essere materialmente disponibile a partire dal 2020. Lo abbiamo visto all'opera, oltre che su una Passat Variant e su un'Audi Q7, anche su una Porsche Panamera ibrida plug-in. Infatti, tra le sue funzionalità c'è anche quella di guidare l'auto sino ai parcheggi dedicati alla ricarica della batteria, dove sono presenti colonnine che riforniscono la vettura senza la presenza di nessuna persona. Insomma, in maniera del tutto automatica nel pieno rispetto di ogni altra manovra che svolge la vettura quando viene abbandonata dal suo proprietario.
Quest'ultimo, tramite una app installata nel proprio telefonino può, in prima battuta, prenotare un posto per la vettura prima di arrivare all'aeroporto. Una volta raggiunto l'ingresso del parcheggio, spegne il motore e lascia l'auto. A questo punto mentre raggiunge il terminal parte la procedura di parcheggio.

Quindi, la vettura si riavvia quando si alza la sbarra d'ingresso e, poi, sfruttando sia radar, sensori e telecamere si muove all'interno del parcheggio per raggiungere la postazione che le è stata assegnata. A orientare l'auto verso lo stallo e a farglielo individuare sono dei semplici indicatori pittorici. Una volta parcheggiata la vettura non è solo pronta per essere richiamata al ritorno del proprietario all'uscita del parcheggio, e con la fatturazione già pagata tramite la app, ma anche ad assolvere altri compiti. Oltre a quello già citato di fare il pieno di energia elettrica nel caso sia ibrida o full-electric può, per esempio, trasformarsi nell'indirizzo a cui farsi recapitare un pacco da un corriere o merci da fornitori. La consegna furgone-auto è resa possibile dall'invio all'incaricato sia delle coordinate relative alla posizione della vettura sia da una chiave “una tantum” per aprire il bagagliaio dell'auto.

L'Autonomous Parking della Volkswagen in una prima fase sarà operativo soltanto in aree dedicate dove potranno muoversi soltanto auto a guida autonoma, quindi non contagiate né da pedoni né da vetture guidate dall'uomo. In seguito estenderà il suo raggio d'azione anche in aree a densità mista, ovviamente attrezzate in modo tale da fare intuire alla vettura dove andare a posizionarsi.

Ad Amburgo i test dellauto che parcheggia da sola

Per concludere va anche aggiunto che la collaborazione fra il gruppo Volkswagen e Amburgo prevede, per il futuro, anche test relativi alla guida autonoma in alcune aree della città e nello sconfinato porto. In questo caso, nel 2019 entreranno in scena i mezzi pesanti Man che, sebbene con un tecnico a bordo per ragioni di sicurezza, tramite tecnologie driverless sposteranno da un punto all'altro merci e container.

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