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TEST DRIVE GEELY

Lynk & Co 02, abbiamo guidato la “gemella” cinese della Volvo XC40

C'è da tempo grande curiosità attorno al nuovo brand cinese Lynk & Co. Non fosse altro perchè fa parte del Gruppo Geely che attualmente in Cina vende 1,25 milioni di auto, ma soprattutto è anche il proprietario di Volvo, di Lotus e anche della London Electric Vehicles Company che produce i taxi londinesi, senza contare che di recente ha acquisito una partecipazione del 10% di Daimler dando l'impressione di voler mettere nel mirino Mercedes.

Nella “mente” di Geely e in particolare del suo ambizioso fondatore, il miliardario cinese Li Shufu c'è soprattutto di tentare l'avventura del mercato europeo, mettendo al vertice dell'offerta Volvo col ruolo di capogruppo a fare da “chioccia” alla Lynk & C come marchio di fascia media con molto in comune con Volvo, che se più accessibile.

Il modello “chiave” scelto da Li Shufu per la sfida europea è il suv compatto 02 il terzo modello della gamma del brand, che prevede la 01 un altro suv ma più grande dello 02 che sarà il primo a debuttare in Europa per aprire la strada al più interessante 02, mentre la 03 una berlina non dovrebbe mai sbarcare in Europa, visto che il mercato cinese è il più importante per le auto con la “coda”. Lynk & C propone la 02 con suv-sportivo che potrebbe collocarsi dimensionalmente parlando fra la Nissan Juke e il Qashqai, con potenziali rivali dalla Mazda CX-3 fino alla Mercedes GLA. La 02 è stato progettata sulla piattaforma Compact Modular Architecture su cui si basano anche la 01 e la 03, ma soprattutto è la stessa della Volvo XC40.

La stretta parentela fra i due modelli non finisce qui. La 02 sarà venduto in Europa dal 2020 solo nella variante ibrida plug-in la stessa o quasi della XC40 denominata T5 Twin Engine che ha debuttato al Salone di Pechino. Entrambe, infatti, si basano su un motore termico a benzina a 3 cilindri di 1.500 cc da 177 cv abbinato ad un'unità elettrica da 75 cv e ad un'inedita trasmissione automatica a doppia frizione a sette rapporti con un'autonomia in elettrico di circa 50 chilometri.

Abbiamo testato la 02 soltanto per una quindicina di minuti su strade non molto trafficate nei pressi della fabbrica Lynk & C a Zhangjiakou, a 200 chilometri da Pechino. Si trattavano di auto attualmente prodotte per il mercato cinese con motori termici di 1.500 da 177 cv o 2.000 cc da 190 cv gli stessi derivati da quelli della XC40 e non nella versione elettrificata che arriverà in Europa. In particolare abbiamo guidato la 02 col motore 1.500 cc da 177 cv lo stesso utilizzato anche da Volvo sulla XC40.

Qualche segnale incoraggiante l'abbiamo verificato come una buona ripresa sin dai regimi più bassi, uno sterzo leggero per l'impiego in città, ma la sensazione è che ci sia ancora molto lavoro da fare in vista del lancio in Europa. Il responsabile della ricerca e sviluppo del brand Ling Zhi ci ha spiegato che le versioni per l'Europa della 02 saranno più dinamiche perchè gli europei sono più interessati alla guidabili rispetto ai cinesi che sono abituati a viaggiare su autostrade dritte. Gli interni sono funzionali, anche se curati e i materiali di buona qualità.

Un esempio? I tecnici cinesi ci fanno sapere che il vetro dello schermo centrale da 10,2 pollici è lo stesso dell'iPhone 8. Anche il sistema di infotaiment sembra molto intuitivo, anche se la prova era limitata perchè il sistema era solo in cinese. La connettività, del resto, sarà uno dei fiori all'occhiello della vettura anche In Europa dove potrebbe offrire come in Cina una connessione wi-fi gratuita, anche se al riguardo non ci sono per ora conferme ufficiali. Un primo bilancio positivo, dunque, anche se rispetto alla Volvo XC40 la “cinese” 02 è più basica, ma probabilmente il prezzo di listino sarà molto più interessante.

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