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Incidenti Tesla, tutti i falsi miti della «guida autonoma»

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AUTO & INNOVAZIONE

Incidenti Tesla, tutti i falsi miti della «guida autonoma»

Non sempre Adas (Advanced Driver Assistance Systems) fa rima con sicurezza. A ben guardare, la parola sicurezza non figura nemmeno nella definizione stessa di Adas. Anche i più Avanzati Sistemi di Assistenza alla Guida non sono infallibili, come dimostrano i recenti fatti di cronaca, ma talvolta la comunicazione ci mette del suo per complicare le cose.

Sì, perché le parole sono importanti. Chiamare, ad esempio, “Autopilot” un sistema di assistenza alla guida (come fa Tesla creando più di una confusione) può risultare fuorviante e indurre così alcuni clienti poco esperti a pensare che una vettura Tesla dotata di “Autopilot” possa guidarsi da sola, con il “pilota automatico”. Non è così. Il guaio è che i sistemi Adas stanno diventando sempre più precisi ed affidabili, tanto da potersi sostituire al guidatore, ma soltanto in determinate condizioni.

Pensare che la tecnologia abbia compiuto passi avanti così importanti da permetterci di delegare alle macchine un compito così complesso e spesso stressante come quello di condurre un'automobile nel traffico delle nostre città è ancora una pia illusione. Pur essendo tifosi sfegatati di tecnologia bisogna avere l'onestà intellettuale di riconoscere i limiti di ogni tecnologia. Pur accettando la velocità esponenziale con la quale la tecnologia è oggi in grado di progredire, non si può sperare che tutto vada per il meglio quando si tratta della nostra incolumità.

Ogni giorno, in ogni istante, si stima che oltre 10.000 aerei sorvolino le nostre teste. Il 99% di questi sta probabilmente volando con il pilota automatico inserito. Per l'auto a «guida autonoma» il principio è lo stesso, salvo che in questo caso non si tratta di mantenere costanti rotta e quota in cielo. Ben diverso è muoversi su una superficie affollata di altri veicoli che si muovono in modo apparentemente ordinato e regolamentato. Sebbene le auto con sistemi di assistenza alla guida di livello 2 possano seguire le vetture che precedono mantenendo la distanza di sicurezza e la corsia di marcia, il conducente deve comunque sempre tenere le mani sul volante.

E comunque i costruttori di auto con questi sistemi non garantiscono un'affidabilità al 100%. In effetti, non di rado capita di dover correggere la traiettoria oppure di frenare anche con le più recenti vetture dotate di queste tecnologie. Le vetture dotate di sistemi di assistenza alla guida di livello 3 non possono ancora circolare sulle nostre strade.

I livelli di guida autonoma individuati dalla Sae (Society of Automotive Engineers) sono cinque, se si esclude il livello zero che non offre nessuna autonomia. Il primo livello prevede soltanto degli alert visivi e acustici in caso di situazioni di potenziale pericolo rilevato dalla sensoristica di bordo della vettura. Il livello 2 prevede un'automazione parziale: l'automobile interviene su accelerazione e frenata attraverso sistemi di sicurezza, come per esempio la frenata di emergenza anticollisione. Direzione e controllo traffico restano sotto il controllo esclusivo del guidatore. Con il livello 3, l'automobile è in grado di gestire la guida in condizioni ambientali ordinarie, gestendo accelerazione, frenata e direzione, ma il guidatore resta responsabile della guida. Il quarto livello permette di gestire qualsiasi evenienza, ma non deve essere attivato in condizioni estreme di guida come in caso di maltempo. Infine il livello 5 prevede un sistema di guida completamente automatica in grado di gestire tutte le situazioni gestibili da un umano, senza alcun intervento da parte del “guidatore”.

I sistemi “Autopilot” in dotazione alle Tesla Model S, Model X e Model 3 rappresentano un livello a cavallo tra il 2 ed il 3, in quanto queste auto, oltre ad accelerare e sterzare autonomamente per seguire il flusso del traffico e la segnaletica orizzontale, sono anche in grado di cambiare corsia, ma soltanto su certi tipi di strade e comunque con un livello di affidabilità non infallibile. Altre vetture sul mercato offrono sistemi analoghi, come Mercedes Classe E e Bmw Serie 5, che accelerano, frenano e cambiano corsia in autostrada, ma ci sono anche costruttori come Audi che preferiscono non azzardare. Se da un lato la nuova ammiraglia A8 è accreditata di sistemi di assistenza alla guida di livello 3 (anche se non sfruttabili in Europa per carenze normative), dall'altro sulla più “popolare” A6 Audi propone soltanto un sistema di assistenza alla guida nel traffico e fino a 65 km/h con 39 sistemi di assistenza integrati. Ad Ingolstadt vogliono essere sicuri che i sistemi proposti siano affidabili al 101% prima di installarli e raccontarli ai clienti. Una strategia conservativa, forse meno premiante nel breve, ma saggia sul medio-lungo periodo. E dato che i tempi non sono certo brevi prima che la rivoluzione della guida autonoma si compia, questo approccio potrebbe risultare premiante.

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