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Il futuro dell’auto secondo Unrae

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Mercato e industria

Il futuro dell’auto secondo Unrae

Michele Crisci, presidente dell'Unrae
Michele Crisci, presidente dell'Unrae

Forse è il momento di fare chiarezza sul futuro dell'auto. A chiederla è ora l'Unrae, l'associazione che rappresenta i costruttori esteri in Italia. Tre le proposte formulate. Innanzitutto accelerare il rinnovo del parco circolante attraverso la detraibilità del 65% per chi “rottama” un veicolo Euro 3 ancora più datata, in circolazione ce ne sono oltre 7,6 milioni in Italia e hanno oltre 17 anni di età e per acquista un nuovo Euro 6 o un usato Euro 5 o Euro 6. In più occorre ridurre la pressione fiscale sugli automobilisti, con una revisione del regime della tassa di possesso, dell'IPT e l'eliminazione progressiva del superbollo partendo dalle ibride plug-in più potenti. Seconda proposta aumentare gli investimenti in infrastrutture con lo scopo di aumentare ad esempio le colonnine per la ricariche di elettriche e ibride plug-in, in Italia ce n'è appena una ogni 22 mila abitanti, ma avviare anche la sperimentazione su strada delle soluzioni di guida connessa e autonoma, come previsto dal decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Terza e ulteriore proposta è di avviare una camera di regia sul tema della mobilità sostenibile. A questo tavolo, secondo l'Unrae, devono partecipare le istituzioni nazionali e locali e le associazioni di categoria, in modo da garantire la mobilità individuale sulla base delle problematiche relative ai fenomeni dell'inquinamento ambientale e dell'incidentalità stradale. Se l'agenda proposta dall'Unrae riuscisse a trovare piena attuazione, il mercato dell'auto in Italia potrebbe evolvere da qui al 2030 verso quote percentuali sull'immatricolato che per le elettriche salirebbero al 15% rispetto allo 0,1% del 2017, per le ibride e ibride plug-in al 35% dal 3,4% dello scorso anno, per il Gpl al 7,5% dal 6,5%, per il metano al 6% dall'1,7%, per le altre motorizzazioni come quelle idrogeno dallo 0 all'1,5%. In parallelo benzina e diesel scenderebbero dall'88,3% al 35%. Fare chiarezza sul futuro dell'auto è urgente secondo l'Unrae anche per le dimensioni e il peso della filiera automobilistica italiana: 165 miliardi di fatturato nel 2016, pari a circa il 10% del Pil. Un peso specifico che riafferma anche la centralità dell'auto. Secondo una recente indagine del Censis, gli spostamenti degli italiani sono in prevalenza in macchina per il 65,3% dei casi, nel 2008 erano al 63,8%, anche se si riduce la distanza media a 11,6 km percorsi. Molto basso resta il gradimento sul trasporto pubblico, mentre cambiano le aspettative degli utilizzatori dell'auto sempre più interessati alle alimentazioni alternative e alla condivisione e al car sharing oltre alle forme alternative al possesso dell'auto.

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