
C'è anche chi alla propria colf paga ogni mese, con la retribuzione, anche la quota di tredicesima, tfr e ferie. «Uno "spacchettamento" che non è consentito dal contratto collettivo del settore né dalla normativa generale riguardante questi tre istituti – osserva Teresa Benvenuto, segretario nazionale Assindatcolf – e che tra l'altro finisce per dare alla lavoratrice l'errata sensazione di percepire una retribuzione superiore a quella effettiva».
La busta paga del lavoratore domestico è del resto per molti datori un rompicapo, così come spesso non è facile districarsi tra gli adempimenti previdenziali e i benefici fiscali. Lo dimostrano le domande giunte all'indirizzo www.ilsole24ore.com/colf-badanti, la sezione online specificamente realizzata per rispondere ai quesiti dei lettori all'indomani della pubblicazione su Il Sole 24 Ore della guida pratica «Colf & badanti».
I lavoratori domestici sono i "dipendenti" della famiglia: persone in possesso di determinati requisiti assunte da un datore di lavoro (il capofamiglia) perché si occupino della gestione delle incombenze domestiche. Mansioni che possono andare da quelle di base (pulizia, aiuto in cucina) alle più complesse (come l'assistenza a una persona non autosufficiente) e per le quali esistono specifici profili con i relativi inquadramenti contrattuali. Il lavoro domestico che secondo le statistiche Inps impiega quasi 750mila persone (ma le stime parlano del doppio, se si considerano il lavoro "nero" e "grigio") rappresenta un vero e proprio settore occupazionale, con l'azienda famiglia da un lato e il dipendente dall'altro e un contratto collettivo nazionale, che stabilisce diritti e obblighi per entrambe le parti, minimi retributivi, adempimenti contributivi.
Una disciplina (cui si aggiungono le non facili norme per la regolarizzazione dei lavoratori extracomunitari) nella quale il datore di lavoro capofamiglia rischia di perdersi, non avendo tra l'altro, come succede nelle aziende, un "ufficio risorse umane". La guida pratica «Colf & badanti» ha voluto dare un sintetico quadro della situazione normativa, aprendo sul sito internet del giornale un canale con i lettori alle prese con i mille problemi del loro rapporto di lavoro domestico. Casi particolari che vertono soprattutto sugli aspetti contrattuali: come erogare ferie, tfr, tredicesima; secondo quale criterio calcolare la festività che cade di domenica; in che modo avviare o interrompere il rapporto; come comportarsi in caso di malattia o maternità. Ma gli interrogativi non mancano neppure sul versante dei contributi (per i quale è ormai prossima la scadenza per il pagamento degli importi del secondo semestre, il 10 luglio) e della deduzione dei versamenti previdenziali.
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