Il Sole 24 Ore
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I benefici forfettari premiano i più piccoli


Il soggetto passivo Irap, in presenza dei requisiti richiesti (e monitorando il tetto complessivo e l'alternatività tra i vari bonus), può fruire inoltre di due agevolazioni definite «forfettarie»:
edi una deduzione pari a 1.850 euro per ogni lavoratore impiegato nel periodo d'imposta (con rapporto a tempo determinato o indeterminato, purché diverso da quelli che consentono la deduzione integrale, come gli apprendisti, i disabili), fino ad un massimo di cinque, a condizione che l'ammontare dei componenti positivi Irap non superi 400mila euro. L'importo massimo deducibile è, quindi, pari a 9.250 euro (1.850 x 5);
rdi un'ulteriore deduzione differenziata in relazione alla natura giuridica del soggetto passivo, a condizione che il valore della produzione del periodo si mantenga non superiore a 180.999,91 euro.
Il ragguaglio
Entrambe queste deduzioni sono soggette al cosiddetto «ragguaglio ad anno». Per essere più chiari, con riferimento alla prima agevolazione:
a) nel caso in cui il periodo d'imposta sia di durata inferiore o superiore a dodici mesi, l'importo dei componenti positivi deve essere ragguagliato all'anno solare;
b) qualora la durata del rapporto di lavoro considerato non sia stata pari all'intero anno, la deduzione va ragguagliata ai giorni di durata effettiva, come accade nel caso in cui il lavoratore sia stato assunto (o abbia cessato il proprio rapporto di lavoro) in corso d'anno.
c) in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale, la deduzione deve essere ridotta in misura proporzionale.
Per quanto riguarda la condizione alla lettera a), l'impresa potrebbe aver realizzato nel periodo d'imposta un importo di componenti positivi Irap inferiori a 400mila euro (supponiamo 300mila), ma siccome l'attività è iniziata, ad esempio, il 1° luglio (trattandosi del primo esercizio), il ragguaglio ad anno comporta lo sforamento del limite, e il mancato riconoscimento della deduzione.
Per quanto riguarda la seconda agevolazione, nel caso in cui il periodo d'imposta sia di durata diversa rispetto ai "canonici" dodici mesi, l'importo tanto della base imponibile di riferimento quanto della deduzione spettante va ragguagliato ad anno.
Va prestata attenzione al fatto che le due deduzioni forfettarie, che tra loro sono cumulabili, hanno una base di riferimento differente: la verifica va fatta sui componenti positivi Irap nel primo caso (ricavi, variazione delle rimanenze) e sul valore della produzione netta (differenza tra componenti positivi e negativi Irap) nel secondo caso.
La soglia
La deduzione “fissa” di 1.850 euro a dipendente spetta sino a un massimo di cinque unità: se il contribuente impiega più di cinque lavoratori dipendenti con contratti di diverso tipo è libero di scegliere i lavoratori su cui calcolare la deduzione. Inoltre, per gli enti privati non commerciali, spetta solo in relazione ai dipendenti impiegati nell'eventuale attività commerciale esercitata. In caso di dipendenti impiegati promiscuamente sia nell'attività istituzionale che in quella commerciale, l'importo della deduzione spettante va ridotto dell'importo forfettariamente imputabile all'attività istituzionale determinato in base al rapporto previsto dall'articolo 10, comma 2, del Dlgs n. 446/97 (ammontare dei ricavi e degli altri proventi relativi all'attività istituzionale rilevanti ai fini Irap e ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi).
Quest'ultima deduzione va determinata nel rigo IS5 del modello Irap e poi riportata nei vari quadri della dichiarazione a seconda della natura del soggetto passivo (righi IQ63, IP69, IC67 e IE56). Diversamente, l'ulteriore deduzione differenziata a seconda del valore della produzione netta Irap non transita dal quadro IS, ma viene direttamente imputata nella sezione n. VI dei singoli quadri di riferimento, precisamente nei righi IQ62, IP68, IC66 e IE55.
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