Il Sole 24 Ore
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Operatori Ue con «visto»

Sergio Pellegrino



Le operazioni intracomunitarie di acquisto e di cessione di beni sono subordinate all'ok dell'agenzia delle Entrate. I contribuenti Iva, fino al 28 febbraio, potranno usare un meccanismo provvisorio che andrà a regime dal 1° marzo. Tuttavia, gli adempimenti da porre in essere richiedono di fissare in agenda la data del 29 gennaio prossimo, spartiacque da osservare per non rischiare di sospendere le transazioni con altri operatori Ue. Questo il panorama delineato con l'articolo 27 del Dl 78/2010 (che ha modificato l'articolo 35 del Dpr 633/72) e con i provvedimenti attuativi (n. 188376 e n. 188381) del direttore dell'agenzia delle Entrate del 29 dicembre scorso, tenendo anche in considerazione le indicazioni del regolamento Ue 904/2010 in tema di cooperazione amministrativa e lotta alle frodi Iva.
L'obiettivo primario è quello rendere il sistema Vies, che raccoglie l'indicazione dei numeri identificativi degli operatori dei vari Stati membri, più completo e affidabile, affinché possa essere utilizzato come base per l'effettuazione dei controlli; perché ciò possa avvenire, l'agenzia delle Entrate ha stabilito che si debba istituire un archivio informatico dei soggetti abilitati all'effettuazione di operazioni comunitarie sui beni (appare possibile e probabile anche una estensione alle prestazioni di servizi che, per effetto della riforma sulle regole della territorialità, infatti state espulse dal Dl 331/93 e assorbite nel Dpr 633/72), per l'inserimento nel quale risulta necessaria una specifica manifestazione di volontà del soggetto (provvedimento 188376) e una serie di controlli automatizzati e più approfonditi in capo all'amministrazione (provvedimento 188381). Tali controlli possono portare a un motivato diniego immediato, o a una successiva revoca; infatti il sistema è congegnato con un meccanismo di silenzio-assenso nei 30 giorni dalla richiesta (periodo nel quale sono posti in essere i primi riscontri automatizzati), salvo successive evoluzioni negative dei controlli più approfonditi che sono esperiti nei successivi sei mesi.
A fronte di tale situazione, la platea dei contribuenti interessati alle operazioni comunitarie deve comprendere quali sono gli adempimenti da porre in essere per poter essere inclusi nell'archivio informatico, dovendosi escludere, salvo talune eccezioni, un inserimento automatico anche per operatori seri e consolidati nel tempo; in tal senso, le indicazioni delle Entrate distinguono tre differenti casi, corrispondenti ai titolari di partita Iva concessa fino al 30 maggio 2010, dal 31 maggio 2010 al 28 febbraio 2011 e dal 1° marzo 2011 in avanti (quest'ultima è la situazione normale a regime).
Se, da un lato, appare chiaro l'intento dell'amministrazione di ottemperare alle esortazioni comunitarie, concentrando i controlli solo sui soggetti direttamente interessati agli scambi comunitari, quanto alla modalità operativa prescelta, non altrettanto definito appare l'ambito sanzionatorio per chi, noncurante della nuove previsioni, dovesse operare in assenza della prescritta autorizzazione.
Qualora il soggetto volesse acquistare dei beni da un fornitore comunitario, probabilmente quest'ultimo tenderà ad applicare l'Iva del proprio paese, non riscontrando la presenza della partita Iva dell'italiano nel sistema Vies. Diversamente, più incerta appare la casistica contraria, quando cioè il soggetto residente ponga in essere cessioni intracomunitarie detassate in Italia; sul punto sembra non esistere una norma precisa che possa negare la qualifica di soggetto passivo (sia pure non inserito nell'elenco degli operatori comunitari) e portare alla possibile applicazione della sanzione per mancata applicazione del tributo (sul punto, nemmeno i provvedimenti contengono indicazioni). Si potrebbe allora ipotizzare l'applicazione della sanzione di cui all'articolo 11 del Dlgs 471/97 (da 258 a 2.065 euro) per omessa comunicazione prescritta da una legge tributaria che, tuttavia, resterebbe poca cosa, anche perché applicabile una tantum. Se il contribuente non manifesta intenzioni di frode e provvede a espletare gli adempimenti richiesti, il sistema informatico dell'Agenzia individuerà senza difficoltà l'anomalia e procederà ai controlli del caso. Qualora, invece, il soggetto intendesse compiere una frode, la mancata segnalazione legittimerebbe certamente l'applicazione delle sanzioni nella misura massima.
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www.ilsole24ore.com/ norme/documenti
I provvedimenti dell'agenzia delle Entrate
Sono stati presentati modelli Intrastat per beni e servizi
nel 2009 e nel 2010 ed è stata regolarmente presentata la dichiarazione Iva del 2009
Non sono stati presentati modelli Intrastat per beni e servizi
nel 2009 e nel 2010 o non è stata regolarmente presentata
la dichiarazione Iva del 2009
Sono state effettuate operazioni comunitarie nel secondo semestre dello scorso anno
e sono stati presentati i modelli Intrastat
Non sono state effettuate operazioni intracomunitarie
nel secondo semestre 2010, oppure non sono stati presentati i modelli Intrastat
L'Agenzia effettuerà i controlli necessari nei 30 giorni e,
in mancanza di rifiuto, il soggetto sarà inserito nell'elenco
dal 31° giorno successivo
La comunicazione si trova
a essere assorbita all'interno
del modello relativo alla variazione dati quando viene compilato dal contribuente
L'Agenzia effettuerà i controlli necessari nei 30 giorni. Il termine, tuttavia, scade oltre il 28 febbraio 2011 e sarà necessario astenersi dalle operazioni per qualche giorno
La comunicazione all'Agenzia avviene attraverso
la compilazione del quadro I
del modello (quadro A
per gli enti non commerciali)
Così l'istanza in forma libera all'Agenzia
Spett.le
Agenzia delle Entrate
Direzione Provinciale di ............
Il sottoscritto....,nato a ......il...../...../.....,residente a ........(.....),in via.........n°....., avente C.F.:.................,nella sua qualità di titolare/legale rappresentante della impresa individuale/società"........................"con sede in ...............(.....)via.................,C.F. e n. di iscrizione al Registro Imprese di .................., P.Iva:....................................,
manifesta l'intenzione
di voler porre in essere operazioni intracomunitarie di cui al titolo II capo II del decreto legge 30 agosto 1993 n. 331, sulla base delle indicazioni previste dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle Entrate Prot. n. 2010/188376 del 29 dicembre 2010.
(luogo e data)
Società/Impresa individuale (Legale rappresentante/Titolare)

ISTRUZIONI PER L'USO


T


Verso la prima scadenza


Entro il 29 gennaio
Bisogna inoltrare alle Entrate una comunicazione con cui
si manifesta l'intenzione di effettuare operazioni comunitarie. Lo scadere dei 30 giorni necessari per l'analisi della posizione, infatti, avviene entro il 28 febbraio (termine del periodo transitorio individuato nel provvedimento del 29 dicembre 2010)
Dal 1° marzo
Per le posizioni aperte da quella data, la comunicazione può avvenire tramite compilazione del modello
di variazione dati (all'apertura) o tramite istanza libera da presentare successivamente. In ogni caso, è necessario astenersi dalle operazioni
per i successivi 30 giorni
La comunicazione avviene
in forma cartacea, secondo schema libero, e deve essere indirizzata alla Direzione provinciale, ufficio controlli, competente in relazione
al domicilio fiscale del contribuente. La consegna può essere manuale o
con lettera raccomandata
con avviso di ricevimento
I soggetti che intendono effettuare regolarmente operazioni comunitarie, guadagnando l'inserimento nell'apposito elenco informatico (sistema Vies), debbono consentire alla controparte straniera di poter verificare tramite web la regolarità della propria posizione. In tal modo, ad esempio, in caso di acquisto comunitario, il cedente straniero non addebita l'Iva del proprio paese
Le norme
Dl 78/2010, articolo 27
Provvedimento del direttore dell'agenzia
delle Entrate del 29 dicembre 2010 n. 188376
Provvedimento del direttore dell'agenzia
delle Entrate del 29 dicembre 2010 n. 188381