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Questo articolo è stato pubblicato il 18 gennaio 2011 alle ore 22:02.
La Commissione Agricoltura della Camera ha varato definitivamente all'unanimità in sede legislativa il ddl sull'etichettatura che rende obbligatoria l'indicazione dell'origine sui prodotti alimentari. Ora saranno i singoli decreti attuativi della legge a stabilire nel dettaglio le modalità di applicazione delle norme del provvedimento per ogni singola filiera. Si parte dalla filiera dei suini e del settore lattiero-caseario. Poi si passerà a settori più sensibili e complessi come, per esempio, quello della pasta.
Galan: è finita l'era del falso
«Da oggi gli italiani potranno comprare prodotti ancora più sicuri - ha commentato il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan - perché sapranno sempre da dove provengono. È finita l'era del falso "made in Italy" agroalimentare che danneggia i nostri prodotti tipici e tradizionali». Una legge fondamentale per evitare casi come quello di uova e carne di maiale alla diossina della Germania. Dalle anticipazioni del rapporto Coldiretti/Eurispes emerge che circa un terzo (33%) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati, per un valore di 51 miliardi di euro di fatturato, deriva da materie prime importate, trasformate e vendute con il marchio "made in Italy", in quanto la legislazione, sino a oggi, lo consentiva.
Indicazioni chiare e precise ai consumatori
Ora per vendere in Italia prodotti agroalimentari "made in Italy", dunque, diventa obbligatorio indicare su tutti i cibi nell'etichetta luogo di origine o di provenienza, dando informazioni chiare e precise ai consumatori su cosa consumano ogni giorno. La legge estende quindi l'indicazione di provenienza anche a pasta, carne di maiale e salumi, carne di coniglio, frutta e verdura trasformata, derivati del pomodoro diversi da passata, formaggi, derivati dei cereali (pane, pasta), carne di pecora e agnello, latte a lunga conservazione, tutti prodotti finora non etichettati da questo punto di vista. Ad oggi, infatti, l'indicazione di provenienza era presente solo su carne bovina, carne di pollo e derivati, frutta e verdura fresche, uova, passata di pomodoro, latte fresco, pesce, extravergine di oliva, miele. Ma non solo: anche la pubblicità dei prodotti non potrà essere ingannevole: la nuova normativa, infatti, prevede che per i prodotti alimentari le informazioni relative al luogo di origine o di provenienza delle materie prime agricole non debbano indurre in errore il consumatore.











