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Questo articolo è stato pubblicato il 07 marzo 2011 alle ore 06:41.

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Oneri pluriennali a doppio binario per i soggetti Ias. È l'impostazione che emerge dalla circolare dell'agenzia delle Entrate n. 7/2011.
Per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali, il comma 3 dell'articolo 108 del Tuir – in linea con quanto previsto dal Codice civile nell'articolo 2426 n. 5 – stabilisce che le spese a carattere pluriennale siano deducibili in funzione della quota di ammortamento imputabile a ciascun esercizio. Si fa riferimento alle spese di impianto e ampliamento, gli oneri di start up, o tutti quei costi che, non esaurendo la loro utilità nell'arco di un unico esercizio, possono essere capitalizzati.
Dal punto di vista fiscale, pertanto, è riconosciuta piena rilevanza alle scelte di bilancio, consentendo la deducibilità della quota di ammortamento imputata a conto economico ovvero l'integrale deduzione del costo nel caso in cui venga spesato integralmente nell'esercizio.
Con riferimento, invece, ai soggetti Ias adopter, per i quali la capitalizzazione degli oneri pluriennali è consentita solo in limitate circostanze, l'articolo 11 del Dlgs n. 38/05 ha integrato l'articolo 108, comma 3, del Tuir prevedendo che tali spese, non capitalizzabili per effetto del principio contabile internazionale Ias 38, siano deducibili in quote costanti nell'esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro successivi.
La ratio originaria di quest'ultima previsione era di evitare che la predisposizione dei bilanci secondo principi contabili differenti producesse disparità di trattamento tra soggetti Ias e soggetti non Ias adopter (in linea con lo spirito originario della disciplina fiscale Ias, come delineata dal Dlgs 38). Tuttavia è rimasta in vigore anche in seguito all'introduzione del principio di derivazione rafforzata a opera della Finanziaria 2008.
Per operare un coordinamento tra il principio di derivazione e l'articolo 108 del Tuir, la circolare n. 7/E ha precisato che gli oneri in esame – pur non essendo rappresentati come pluriennali nel bilancio – mantengono tale natura ai soli fini fiscali e la loro riconduzione nell'ambito del comma 3 dell'articolo 108 potrà risultare (presumibilmente) dalla nota integrativa del soggetto Ias, fermo restando il potere di valutazione dell'amministrazione finanziaria in sede di controllo.
Le Entrate demandano quindi al redattore del bilancio Ias l'evidenziazione degli oneri che, pur non essendo rappresentati come tali nelle scritture contabili, conservano tale natura ai soli fini fiscali, portando ad esempio di spese capitalizzabili oltre le «tipizzate» spese di start up, anche le spese di riallocazione di attività e taluni costi (oneri di transazione) sostenuti per l'emissione e/o il collocamento di strumenti rappresentativi di capitale o di strumenti finanziari.
Quindi in presenza di oneri pluriennali, i soggetti Ias potranno evidenziare in bilancio gli oneri deducibili in quote costanti nell'esercizio in cui sono stati sostenuti e nei quattro successivi. Allo stesso modo, si potrebbe argomentare la possibilità di evidenziare (e dedurre in cinque esercizi) i costi direttamente attribuibili a un'aggregazione aziendale – ammortizzabili in base al Codice civile – sebbene ai sensi dell'Ifrs3 non siano iscrivibili autonomamente né tra le attività patrimoniali né a conto economico.
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