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Questo articolo è stato pubblicato il 06 novembre 2011 alle ore 08:12.

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di Fabiana Di Porto Sulla scia della pubblicazione del libro di Sunstein e Thaler Nudge ("La spinta gentile", Feltrinelli, approdo divulgativo di precedenti studi), l'agenda politica dei leader statunitense e britannico si è arricchita di un nuovo modo di fare regolazione: l'uso dell'informazione per orientare scelte desiderabili, senza tuttavia imporle con strumenti di hard law (paternalismo libertario).
Una recente ricerca pubblicata da Hart sulla "reflexive governance" enfatizza l'uso di una regolazione basata sull'apprendimento costante e sull'adattamento. Secondo questi dettami, il regolatore deve farsi promotore della circolazione dell'informazione, divenire un intermediario di mercato, arbitro della condivisione dell'informazione e della conoscenza tra gli stakeholders.
In entrambi i casi l'enfasi è posta sull'informazione.
Questa riflessione sta investendo, più o meno consapevolmente, anche le industrie a rete liberalizzate. La condivisione dell'informazione di mercato è cruciale per l'efficiente gestione delle critical infrastructures, pena il collasso dell'intero sistema. Ma come si struttura questo intervento sui flussi informativi?
Prendiamo il caso della fornitura di energia, ultimo anello della catena produttiva recentemente liberalizzato. Gli interventi pubblici sono almeno due: quello dell'Autorità per l'energia (Aeeg), per il quale l'asimmetria informativa costituisce un fallimento di mercato che ne legittima l'intervento; e quello dell'Autorità antitrust (Agcm). Questa reprime gli scambi di informazione forieri di collusione e gli abusi di monopoli informativi e tutela il consumatore dalle pratiche commerciali scorrette volutamente carenti sotto il profilo informativo.
Dal lato della domanda la regolazione dell'informazione si è evoluta, passando da un sostanziale disinteresse (le carte dei servizi) ad un approccio paternalistico di stretta tutela del consumatore finale (gli obblighi di information disclosure sulle offerte commerciali) per giungere ad una fase più matura di empowerment (tra cui rientra il ricorso all'Agcm contro pratiche commerciali scorrette) e di comunicazione istituzionale (ad esempio, l'Atlante dei diritti del consumatore e lo Sportello unico del consumatore curati dall'Aeeg). Qui il regolatore si fa direttamente promotore della diffusione, presso gli utenti, delle chance – rese disponibili dalla liberalizzazione - per aiutarli nella scelta del fornitore più conveniente (con l'applicazione web "Trova offerte"). Anche la diffusione di informazione a finalità "educative" è adottata come tecnica regolatoria per indurre l'utente – senza obbligarlo – verso scelte di consumo economicamente sostenibili (come l'applicazione "Pesa consumi" che incentiva il risparmio energetico o l'obbligo di comunicare il mix di fonti di produzione per favorire la produzione verde).
Dal lato dell'offerta, gli interventi sono altrettanto massicci (tra i quali il Sistema informativo integrato, un database per la condivisione delle informazioni di mercato tra distributori e fornitori; oppure gli impegni di information sharing assunti dai maggiori distributori italiani nei cinque casi gemelli Sorgenia). Ed entrambi mirano a sostenere la produzione di un'informazione che possiamo definire "adeguata" e a veicolarla in modo efficiente. Ma mentre quello regolatorio è fortemente dialogico e rispondente alle esigenze di mercato (gli obblighi di standardizzare il formato dei messaggi sono stati richiesti da alcune imprese ed estesi dall'Aeeg a tutti gli operatori), quello Antitrust è per sua natura più rigido (una modifica continua degli impegni al mutare delle condizioni di mercato non è un esito fisiologico, come nella regolazione).
Tutto ciò conferma un interesse pubblico alla circolazione di una "adeguata" informazione di mercato che giustifica interventi assai penetranti. Occorre capire come combinare questo interesse con la tutela della privacy o con l'innovazione tecnologica.
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Professore associato di Diritto dell'economia all'Università del Salento

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