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Questo articolo è stato pubblicato il 17 novembre 2011 alle ore 06:41.

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Comunicazione a 360 gradi per i beni dati in uso ai soci. Il provvedimento che regola la comunicazione, diffuso ieri dall'agenzia delle Entrate, estende l'obbligo di monitoraggio ai finanziamenti e alle capitalizzazioni effettuati dai soci alle società concedenti. Sotto la lente anche i beni concessi nel 2011, per i quali la comunicazione dovrà essere trasmessa entro il prossimo 31 marzo 2012. Rilevano i beni assegnati a soci, familiari di questi e a soci o familiari di altre società del gruppo e indipendentemente dal corrispettivo previsto per l'utilizzo.
La manovra di Ferragosto (articolo 2, comma 36-sexiesdecies, del Dl 138/11) colpisce le società create per schermare i beni che si trovano nella disponibilità dei soci, attraverso la tassazione con Irpef progressiva – a partire dall'anno 2012 – della differenza tra il valore del diritto d'uso del bene e il canone pagato dalla persona fisica alla società. La norma ha introdotto l'obbligo di comunicare al fisco i beni dati in uso a soci e familiari anche al fine di potenziare le informazioni a disposizione degli uffici per gli accertamenti sintetici e da redditometro. Al tal fine, l'Agenzia valuterà anche l'esistenza di apporti effettuati dai soci alla società per finanziare l'acquisto di tali beni. Con il provvedimento di ieri, le Entrate hanno approvato il contenuto della comunicazione, che risulta estremamente ampio e dettagliato.
In primo luogo dovranno essere elencati in modo distinto i beni (classificati in sei categorie: autovetture, veicoli diversi, imbarcazioni da diporto, aerei, immobili, altri beni) dati in uso a titolo gratuito o verso corrispettivo al socio e a prescindere dal fatto che quest'ultimo sia, o meno, inferiore al valore di mercato del diritto. Sono colpite le attribuzioni fatte a soci che direttamente o indirettamente detengono partecipazioni nell'impresa, o a loro familiari, ovvero a soci e familiari di altre società del gruppo. I beni vanno riportati in modo analitico (esponendo la targa per le auto, i dati catastali per gli immobili, la lunghezza per le barche, la potenza degli aerei) indicando anche l'eventuale canone previsto per l'uso e il relativo valore di mercato (di cui non vengono però specificate le modalità di calcolo). Deve essere evidenziato anche il periodo di godimento, indicando i dati degli eventuali contratti d'uso stipulati. Unico esonero riguarda i beni della categoria residuale il cui valore non supera 3.000 euro al netto dell'Iva. Auto, imbarcazioni, eccetera, vanno invece sempre monitorate a prescindere dall'importo.
Il provvedimento estende l'obbligo di comunicazione ai finanziamenti o ad altri versamenti (si ritiene diversi da aumenti di capitale sociale già rilevati dal fisco attraverso la registrazione degli atti) effettuati dai soci alle società concedenti. La comunicazione si estende anche ai finanziamenti effettuati da soci diversi dalle persone che utilizzano i beni (il caso può essere quello di un bene dato in uso al coniuge del socio, con finanziamento effettuato invece da quest'ultimo), mentre non dovrebbero in ogni caso essere coinvolte le società che hanno ricevuto finanziamenti dai soci, ma non hanno concesso beni ad alcun componente la compagine sociale o della sua famiglia. La comunicazione, che può essere inviata dalla società o in alternativa dal socio, riguarda i beni concessi in godimento e i finanziamenti realizzati in ciascun periodo di imposta e anche se entro la fine dello stesso anno il godimento è cessato.
La nuova tassazione Irpef scatta dal 2012 (con obbligo di tenerne conto già negli acconti del prossimo anno), ma il provvedimento estende retroattivamente il monitoraggio anche ai beni per i quali l'assegnazione in godimento permane nel periodo di imposta in corso al 17 settembre 2011. Entro il prossimo 31 marzo 2012, pertanto, le società dovranno trasmettere all'Agenzia i dati dei beni (e relativi finanziamenti soci) assegnati nel 2011 o che comunque in tale anno erano ancora in uso. Successivamente, la comunicazione si invierà sempre entro il 31 marzo dell'anno seguente a quello di riferimento.
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