Il Sole 24 Ore
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Abitazione principale

A cura di Luigi Lovecchio, Tonino Morina, Marco Zandonà


Il 16 dicembre 2011 ho fatto un atto di donazione di un appartamento a mia figlia derivante da una ristrutturazione-divisione di un appartamento più grande. Mia figlia deve pagare l'Ici riferito al mese di dicembre 2011, che ho già pagato? Se sì, come?
Poiché il periodo di possesso del donatario è inferiore a 15 giorni, l'Ici è dovuta unicamente dal donante.

L'appartamento di mia proprietà , come tutto il palazzo , è stato a suo tempo accatastato , per errore , con una rendita nettamente superiore al valore : è possibile ed eventualmente cosa si puo' fare per aggiornarlo al reale valore ?
Occorre presentare una denuncia di variazione al locale ufficio del Territorio redatta da un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, eccetera)

Sono militare quindi non ho obbligo di dimora o residenza presso l'immobile di mia proprietà, volevo chiedere se posso continuare a pagare quell'immobile come Imu/ICI prima casa.
Perché l'immobile sia considerato abitazione principale occorre sempre la concomitanza della dimora abituale e della residenza anagrafica

Mia figlia di 24 anni, tuttora residente con me nella mia prima casa, ha comprato da pochi mesi la sua prima casa in un altro comune dove ha appena chiesto la residenza senza avere ancora avuto una . Come dovremo pagare l'Imu?
Fino a quando la figlia non avrà ottenuto la residenza nella casa appena acquistata, l'immobile sarà tassato ai fini Imu come seconda casa. L'altro immobile invece sarà considerato come abitazione principale, con diritto alla maggiorazione della detrazione di 50 euro. È dubbia la modalità di imputazione di tale maggiorazione, poiché non è chiaro se valgono le regole della detrazione ordinaria (suddivisione in parti uguali tra i comproprietari) oppure se l'intera maggiore detrazione deve essere attribuita al genitore.
Sono residente insieme a mia moglie in un Comune diverso da dove è ubicata la casa di proprietà dove attualmente risiede mia figlia nubile. Qual è l''aliquota da pagare ai fine dell'Imu?
Se la casa di residenza della figlia è in proprietà dei genitori, la stessa deve essere considerata come seconda casa, con applicazione dell'aliquota ordinaria del 7,6 per mille

Sono proprietario per un 1/4 di un appartamento con mia mamma che ne possiede i 3/4. Per il catasto è un appartamento unico ma, avendo sempre avuto due ingressi, ognuno vive per proprio conto. Vivo con mia moglie e due figli a carico. Come sarà calcolata la nuova detrazione Imu?
Se in catasto risulta un unico immobile e non devono essere presentate denunce di aggiornamento della situazione catastale, la casa in questione sarà considerata abitazione principale di entrambi i comproprietari. La detrazione maggiorata relativa ai due figli, pari a complessivi 100 euro, dovrebbe spettare solo al genitore. Sul punto però si attendono istruzioni ufficiali.

Sono proprietaria di un terreno edificabile (divenuto tale nel 2005) di circa 10.000 mq nel comune di Medesano (Pr). Ora, in realtà questo terreno continua ad essere agricolo anche e soprattutto perché non riesco a venderlo nemmeno al prezzo indicato dal Comune e su cui pago l'Ici. Che cosa cambia con la manovra Monti?
La tassazione delle aree edificabili non è cambiata con l'Imu che continua ad essere dovuta sul valore di mercato al primo gennaio di ciascun anno. L'unica variazione, non di poco conto, è l'aliquota di base che è pari al 7,6 per mille, con possibilità per i comuni di arrivare sino al 10,6 per mille.

Il proprietario di due appartamenti, uno sotto e l'altro sopra, distinti catastalmente, con due rendite separate, che li usa entrambi come abitazione principale (le camere al secondo piano vengono utilizzate dai figli minorenni), deve pagare, sull'appartamento al secondo piano, l'Ici come se fosse la seconda casa oppure no? I due appartamenti sono collegati da una scala interna e hanno un unico ingresso principale. Come si può dimostrare che l'appartamento al secondo piano viene utilizzato come abitazione principale?
Se si tratta di due appartamenti catastalmente separati su uno di due l'Imu è dovuta come seconda casa anche se è utilizzata unitamente al primo appartamento come abitazione principale. In sostanza rileva al situazione catastale e non quella di fatto e se si tratta di due distinte unità immobiliari una delle due paga l'Imu con l'aliquota dello 0,76% come seconda casa.

Sono comproprietaria con le mie due sorelle di due appartamenti a Milano: la quota è 1/3 a testa. Nel primo appartamento abito io, nel secondo un'altra sorella. Come dobbiamo ripartire l'Imu prima e seconda casa?
L'Imu è dovuta da tutte e tre le sorelle comproprietarie ciascuna per 1/3 di ciascuno dei due appartamenti . Ciascuna delle due sorelle residenti nei due appartamenti paga l'Imu con l'aliquota prima casa per la propria quota di 1/3. Per le restanti quote si paga l'Imu con l'aliquota per la seconda casa fissata dal comune. La terza sorella paga sempre l'Imu con l'aliquota per la seconda casa per la propria quota di 1/3 di ciascuno dei due appartamenti.

Da tre anni ho dato in affitto un appartamento a contratto concordato. Finora non ho pagato l'Ici perchè il Comune di Bologna mi ha esentato da questa tassa. Nel 2012 cosa succederà?Preciso che sono anche proprietaria insieme a mio marito della casa in cui abito. Preciso inoltre che continuerò con il contratto concordato.
Sulla abitazione principale in comproprietà del marito si pagherà l'Imu con l'aliquota prima casa. Sulla casa affittata a canone concordato si pagherà l'Imu come seconda casa. Il comune nell'ambito della propria autonomia potrebbe stabilire l'applicazione dell'aliquota ridotta prevista per la prima casa dell'Imu anche per gli immobili affittati a canone concordato (e non solo). Si tratta di un'ipotesi prevista espressamente dalla legge, ma si tratta di una facoltà e non di un obbligo di legge.
Vorrei sapere che aliquota si applicherà da questo mese per gli appartamenti dati in affitto e per i quali si è optato per la tassazione "cedolare secca". Sarà l'aliquota dello 0,76% o i Comuni potranno applicarne una agevolata per gli immobili locati?
Anche per gli immobili locati per il quale si è optato per la tassazione del reddito con la cedolare secca, l'Imu si applica con l'aliquota ordinaria dello 0,76%. In sostanza non c'è una previsione di legge di applicare l'aliquota ridotta prevista per la prima casa (0,4%). Tuttavia è previsto che il comune, nell'ambito della propria autonomia possa stabilire l'applicazione dell'aliquota ridotta prevista per la prima casa anche per gli immobili affittati. Ma si tratta di una facoltà e non di un obbligo di legge.

Ho locato da molti anni un appartamento a un inquilino, cui soltanto qualche mese fa - per fruire dei benefici della cedolare secca - ho comunicato che intendevo, come previsto dalla norma, avvalermi di questa modalità. La "cedolare secca" è decaduta? Il contratto era stato concluso il 1° dicembre 2007, durata 4 anni di diritto, prorogato di due anni. Come mi devo comportare? Non posso fare nulla? Mi toccherà per intero l'onere della nuova manovra?
L'opzione per la cedolare secca non ha alcun rilievo ai fini della nuova imposta municipale sugli immobili, in vigore dal 1° gennaio 2012. Al riguardo, si ricorda che la base imponibile della tassa piatta è costituita dal canone di locazione annuo stabilito dalle parti. L'imposta deve, pertanto, essere calcolata assumendo una base imponibile più elevata rispetto a quella da assoggettare ad Irpef e relative addizionali, in quanto sul canone stabilito contrattualmente non può essere operata alcuna riduzione.
Mio suocero è proprietario di un grande appartamento dove vive da anni con la moglie. Non ha mai unito, ai fini catastali, i due appartamenti che compongono l'immobile in cui abita, che quindi risultano tuttora accatastati separatamente. Può pagare un'unica aliquota prima casa e non due Imu diverse?
Per considerare le due unità come abitazione principale occorre chiederne l'accatastamento unitario.

Sembra che la nuova imposta sulla casa cosiddetta "Imu" incorpori anche la quota dell'imponibile Irpef sul reddito degli immobili non locati ( in quanto dovrebbe trovare applicazione il comma 1 dell'articolo 8 del decreto legislativo 23/2011 ) Se l'interpretazione è esatta nella prossima dichiarazione dei redditi 2011, da presentare nel 2012, ci sarà ancora da pagare l'imposta Irpef sugli immobili non locati e quindi anche sulla prima casa?
L'Imu trova applicazione a partire dal 2012. Ne deriva che l'Irpef sugli immobili non locati non sarà più dovuta a decorrere dal modello Unico 2013, relativo al 2012. L'abitazione principale, invece, non è da tempo assoggettata ad Irpef, a prescindere dalla entrata in vigore dell'Imu.

Chi è proprietario di un unico immobile (ereditato dai suoi genitori) ma non lo abita, in quanto per ragioni di lavoro e stato costretto a trasferirsi in un'altra città dove abita in casa in affitto, perché gli viene considerata fiscalmente seconda casa l'unico immobile che possiede su tutto il territorio Nazionale
L'immobile in cui non si risiede ha lo stesso trattamento della seconda casa. Quindi si applica l'aliquota ordinaria dello 0,76%. I comuni nell'ambito della propria potestà regolamentare potranno prevedere un trattamento di favore anche per le abitazioni possedute dai lavoratori all'estero ma si tratta di una facoltà che rientra nella loro autonomia impositiva.

Risulto proprietario per 1/3 insieme a mio fratello e mia mamma della casa che era di mio padre deceduto. Essendo io e mio fratello proprietari di altre case dove abbiamo le nostre residenze, dobbiamo pagare l'imu sull'abitazione in questione dove tra l'altro mia mamma abita ed ha la residenza e sulla quale ha sempre pagato lei l'ci fino a che è stato in vigore sulla prima casa?
La madre ha acquisito, mortis causa, il diritto di abitazione sull'intera casa (come coniuge superstite). Cosi come con l'Ici anche l'Imu è sulla casa è interamente dovuta dalla madre residente con le agevolazioni prima casa (0,4% e detrazione di 200 euro), mentre i due figli non devono l'IMU su tale abitazione

Perché dite che la manovra Monti ha abrogato la disposizione che equiparava all'abitazione principale le case concesse in uso gratuito a parenti?
Nell'art.13 comma 13 si legge: " Restano ferme le disposizioni dell'art.14 comma 6 del decreto legislativo 14/03/2011 n.23". Questo comma conferma la potestà regolamentare degli enti locali di cui agli articoli 52 e 59 del decreto n. 446/1997 anche per i nuovi tributi. L'art. 59 recita che i comuni possono, con regolamento, considerare abitazioni principali quelle concesse in uso gratuito a parenti in linea retta o collaterale, stabilendo il grado di parentela. Sommando il tutto io avevo capito che i comuni potevano confermare una eventuale equiparazione già regolamentata.
Ho sbagliato?
I comuni potrebbero abbassare l'aliquota del 0,76 % fino al 0,46 % solo per alcune tipologie di abitazioni (per esempio quelle in oggetto) oppure se deliberano un abbassamento dell'aliquota base questo deve valere per tutti i tipi di abitazione indistintamente?
Chiedo ancora: resta consentito ai comuni abbassare senza limitazioni l'aliquota per le abitazioni affittate a canone concordato agli studenti universitari (art.5 comma 3 della legge 431/98 )?

La disciplina dell'Imu prevede che per abitazione principale si intende quella in cui il proprietario ha la dimora abituale e la residenza anagrafica. Occorrono i due requisiti. E' chiaro che l'abitazione concessa in uso gratuito ai familiari non è in genere quella in cui si ha la residenza anagrafica. Questa è una novità dell'IMU e, come tale, supera la normativa previgente. Tuttavia i comuni nell'ambito della propria potestà regolamentare potranno prevedere un trattamento di favore anche per le abitazioni date in uso ai familiari, ma tale facoltà non è prevista dalla legge come prima. Il comune in ogni caso può limitare sempre l'applicazione di aliquote ridotte anche solo per alcune fattispecie di abitazioni e non necessariamente per tutte, comprese quelle affittate a canone concordato a studenti universitari.

Volevo capire l'impatto dell'Imu. Per capire simuliamo l'effetto dell'Imu su un'abitazione (A/2) non prima casa con rendita di 700 euro in un Comune dove l'aliquota Ici era del 6 per mille.
"Vecchia" Ici: 700x1,05x100= 73.500 x 6/1000= 441 euro
Imu: 700x1,05x160=117.600 x 0,76/100= 894
Quindi, in questo caso, con l'Imu si paga il 103% in più!
È corretto il calcolo?

Si è corretto. In particolare per le abitazioni, il "coefficiente moltiplicatore" ai fini Imu passa da 100 a 160, conseguentemente la base imponibile Imu è determinata dalla rendita catastale rivalutata del 5% moltiplicata per 160. Di fatto, la rendita aumenta di circa il 60%. Trattandosi di seconda casa l'Imu si applica con l'aliquota ordinaria dello 0,76% (con facoltà del Comune di aumento o riduzione dello 0,3%).

Sono in procinto di acquistare un piccolo appartamento nella stessa città dove sono già proprietario della casa che abito. Se intestassi il nuovo immobile a mio figlio (diciottenne e studente) potrei godere delle agevolazioni fiscali prima casa nel trasferimento di proprietà? Egli dovrebbe trasferire la sua residenza in quell'immobile per pagare l'Imu come prima casa, o può mantenerla insieme alla mia? E se intestassi a lui solo la nuda proprietà, mantenendo per me l'usufrutto, l'Imu sarebbe relativa alla prima o al secondo?
Infine, se l'appartamento in un secondo tempo dovesse venire locato, perderebbe il requisito di prima casa?

Si le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa (imposta di registro al 3% o Iva al 4% e ipotecarie e catastali in misura fissa di 168 euro) si applicano anche nell'ipotesi in cui acquirente sia uno studente diciottenne. L'importante è risedere nel comune e non possedere altra abitazione nel comune medesimo. Per pagare l'Imu con l'aliquota per la prima casa (0,4% e detrazione di 200 euro) il figlio deve avere la residenza anagrafica nell'abitazione. L'Imu è dovuta dal solo usufruttuario e non anche dal nudo proprietario. Pertanto in caso di intestazione al figlio della sola nuda proprietà l'Imu è dovuta dal genitore usufruttuario con l'aliquota prevista per la seconda casa (0,76% con facoltà del Comune di aumento o riduzione dello 0,3%). Se l'appartamento in futuro è locato si conserva il diritto alle agevolazioni sull'acquisto prima casa ma ai fini Imu si paga l'aliquota della seconda casa salva la facoltà del comune per gli immobili locati di prevedere l'applicazione dell'aliquota prevista per l'abitazione principale.

Sono residente a Bergamo e in questo comune possiedo un bilocale (circa 60metri commerciali) con relative pertinenze, garage e cantina, intestato al 50% con mia moglie, bilocale in cui viviamo, per una rendita catastale totale di 512 euro.
Dal 2003, anno in cui è morto mio padre, sono diventato proprietario di 2/12 di due altri appartamenti con un box e una cantina nel comune di Sorisole.
Nei suddetti appartamenti vivono, in quello più grande, al primo piano, al quale è collegato il box con cantina, mia madre, (coniuge superstite) e un mio fratello, proprietari rispettivamente di 4/12 e 2/12 di entrambi gli appartamenti. Nell'appartamento più piccolo, al piano terra, senza pertinenze, vive un altro mio fratello, proprietario a sua volta dei 2/12 dei due appartamenti. Vi è poi un'altra sorella, proprietaria a sua volta dei 2/12 dei due appartamenti.
Con le nuove le leggi su Imu, dovrò pagare per quei due dodicesimi come seconda casa, o saranno invece coloro che ci vivono a pagare per quelle abitazioni come prima casa?

Per la casa abitata dalla madre l'Imu è dovuta solo da quest'ultima sull'intera proprietà come titolare del diritto di abitazione acquisito come coniuge superstite. Per l'altro appartamento occupato dal fratello l'IMU è dovuta da tutti i comproprietari sulla base delle quote di proprietà. In particolare sui 2/12 L'Imu è dovuta con l'aliquota prevista per la seconda casa (0,76% con facoltà del Comune di aumento o riduzione dello 0,3%).

Possiedo, provenienti da successione, due appartamenti in comproprietà al 50% con mio figlio.
In uno ho la mia residenza, nell'altro risiede mio figlio con la famiglia; sono fino ad ora state considerate due prime case (in sostanza è come se ne possedessimo una per ciascuno).
Cosa cambia con l'introduzione dell'Imu? Devo considerare il 50% di proprietà di mio figlio come seconda casa e viceversa? La detrazione per la prima casa spetta per intero o al 50%?
Considerandole due prime case l'Imu è già più alta della vecchia Ici sull'abitazione principale, se si considerano prima casa solo per la metà sarebbe un vero disastro.

Sì è cosi'. La casa in cui si ha la residenza anagrafica ha il trattamento dell'abitazione principale solo per il 50% sia per il padre che per il figlio (aliquota abitazione principale e detrazione). La detrazione è ridotta al 50% cioè pari a €100. In pratica per l'altro 50% sia il padre che il figlio devono applicare, ai fini IMU, l'aliquota prevista per le seconde case (ciascuno dei due possiede una mezza prima casa e una mezza seconda casa).

Ho lavorato tanto per comprarmi la mia piccola casetta- il piccolo appartamentino . Sono una vedova col figlio - studente universitario e col basso stipendio. Vorrei chiedere se con il mio ISEE avrò una agevolazione per la tassa.
No, l'Imu si paga con aliquota ridotta (0,4%) se si tratta dell'abitazione principale a prescindere dall'ISEE del proprietario.

Con Ici appartamento non prima casa ma abitato da familiare diretto era equiparato ad aliquota prima casa- con Imu cosa succede?
Appartamento non prima casa, ma unico immobile posseduto, non abitabile e da sistemare come viene considerato?

L'Imu con aliquota ridotta per la prima casa è quello in cui il proprietario ha la dimora abituale e la residenza anagrafica. Pertanto se non ci sono tali requisiti (residenza del figlio) si paga l'aliquota ordinario. Ciò vale anche per l'immobile posseduto ma in cui c'è la residenza anagrafica. Se il fabbricato è inabitabile (provvedimento di inagibilità) il comune può prevedere la riduzione sino al 50% dell'imposta.

Io ho traslocato per lavoro, con famiglia, andando in una casa resa disponibile dalla mia azienda.
Prima abitavo in una casa di proprietà che ora non è più abitazione principale. So che posso ancora detrarre gli interesi passivi del mutuo perchè il trasferimento per lavoro è una fattispecie trattata, ma lato Imu e Irpef come mi devo comportare? La mia casa, unica, ma non più di residenza, è trattata come una seconda casa?

Ai fini Imu l'abitazione in cui non si ha la residenza anagrafica non ha il trattamento della prima casa (aliquota ridotta). Spetta ai comuni eventualmente prevedere una riduzione per i trasferimenti connessi a motivi di lavoro in quanto non è previsto un trattamento agevolato.

La nuova Imu sulla casa incorporerà anche l'imposta di registro sulle locazioni immobiliari?
No l'Imu per il momento sostituisce solo L'Ici e l'Irpef per i fabbricati non locati è la cedolare secca sugli affitti che sostituisce l'imposta di registro sulle locazioni.

Come posso calcolare l'imposta Imu della seguente mia proprietá (prima casa)?
Comune:Gargazzone (Prov. Bolzano)
1.A/2, classe 2, 13 stanze, 282 m², rendita cat. 1.409,93
2.C6, classe 1, 11 m², rendita cat. 40,90
3.C6, classe 1, 11 m², rendita cat. 40,90
4.C6, classe 1, 11 m², rendita cat. 40,90
5.C6, classe 1, 18 m², rendita cat. 66,93

Si prende la rendita catastale di tutti i 5 immobili la si moltiplica per 1,05 poi per 160 e su quelli si applica l'aliquota prima casa (0,4%) per l'abitazione e una pertinenza. Per le altre si applica l'Imu con l'aliquota fissata dal comune per le abitazioni diverse dalla prima (aliquota base dello 0,76%).

Come verrà considerata, in termini di nuova tassazione la prima casa - non adibita ad abitazione principale - ma concessa in comodato d'uso ad un figlio?
Come seconda casa, in quanto per l'aliquota ridotta prima casa occorre avere la residenza anagrafica nell'immobile.

I miei genitori sono proprietari, per il 50% ciascuno, di un immobile, attualmente seconda casa. Lo cederebbero a me con un comodato d'uso gratuito. Questo immobile diventerebbe per me prima casa. Devo pagare l'Ici?
La casa concessa in comodato a un figlio non evita l'applicazione dell'Imu con l'aliquota prevista per la seconda casa (0,76%). L'unico modo è la vendita o donazione al figlio.

In qualità di comodatario sto ristrutturando un immobile di mia madre per adibirlo alla mia abitazione principale (non possiedo alcun immobile), al termine della ristrutturazione verrà fatta la variazione della categoria catastale.
Pongo i seguenti quesiti:
1)come verrà calcolata l'Imu sull'immobile che mia madre mi ha concesso in comodato d'uso?
2)verrà considerata seconda casa in capo a mia madre?
3)se la
è sì al punto 2) cosa mi suggerite di fare ?
L'immobile concesso in comodato non ha nessun trattamento di favore. Pertanto si rende applicabile l'Imucome seconda casa con l'aliquota ordinaria dello 0,76%. I comuni hanno facoltà di aumentare o ridurre l'aliquota (sino a un massimo di 0,3%). Per ridurre il peso fiscale si può solo vendere al figlio la casa ovvero concederla in locazione (il comune ha la facoltà di applicare l'aliquota per la prima casa anche per i fabbricati locati ).

Mia madre possiede la sua abitazione principale (categoria catastale A/3) e possiede un secondo immobile
(categoria catastale C/2 e C/6 fabbricato oggi di pertinenza della abitazione principale) che mi ha concesso in comodato d'uso tramite la sottoscrizione nel 2010 di un contratto di comodato d'uso registrato alla Agenzia delle Entrate.

Per i fabbricati concessi in locazione è prevista la facoltà del comune di ridurre l'aliquota dell'Imuallo 0,4% anziché dello 0,76%. Ciò non vale per i contratti di comodato. Pertanto nel caso di specie non trattandosi di immobile utilizzato di fatto come pertinenza (dato in comodata ad altro fabbricato), si applica l'Imu con l'aliquota ordinaria (0,76%).

Sono proprietaria di una casa nel comune di Roma dove però risiedono i miei genitori e non ho altri immobili a me intestati, come dovrò calcolare l'Imu come prima o come seconda casa?
Come seconda casa. L''immobile in cui non si risiede anche se concesso in comodato ai genitori e anche se non si possiedono altre abitazioni, ha lo stesso trattamento della seconda casa. Quindi si applica l'aliquota ordinaria dello 0,76% (con facoltà del Comune di aumento o riduzione dello 0,3%).

Per quanto concerne gli immobili concessi in uso gratuito a familiari, la manovra Monti ha abrogato la disposizione che consentiva di assimilare all'abitazione principale tali immobili. Quindi i comuni non hanno nessuna possibilita' ad esempio di equiparare i suddetti immobili all'abitazione principale neanche a livello di regolamento imu? Tale in quanto nelle vostre risposte del 08-12-2012 da una parte si dice che tali immobili scontano obbligatoriamente il 7,6 per mille e in due risposte invece indicate che i comuni possono operare delle delibere agevolative.
Effettivamente l'immobile in cui non si risiede anche se concesso in comodato ai figli ha lo stesso trattamento della seconda casa. Quindi si applica l'aliquota ordinaria dello 0,76%. I comuni nell'ambito della propria potestà regolamentare potranno prevedere un trattamento di favore per fattispecie da loro ritenute meritevoli di tutela e tra queste anche per le case in uso gratuito ai figli. Ma si tratta di una mera facoltà (e non di un obbligo del legge) che potrebbe essere stabilita con il regolamento IMU del comune.

Sono comproprietario, assieme ai miei fratelli, di altra abitazione, sita sempre in comune della provincia di Bologna, ricevuto per eredità e assegnato in comodato d'uso gratuito a mio padre che vi abita; in base alle vecchie disposizioni sull'Ici ed al relativo regolamento comunale in materia, su questo immobile non eravamo tenuti al pagamento della vecchia Ici, il mio dubbio e se anche le nuove disposizioni sull'Imu prevedono la possibilità per i comuni di confermare l'esenzione per questa fattispecie.
Per il fabbricato concesso in comodato non è prevista una espressa possibilità di applicazione dell'aliquota prima casa (occorre la residenza anagrafica). I comuni per i fabbricati concessi in comodato ai familiari potranno prevedere tale possibilità.

Con la nuova legge, ci sono agevolazioni Ici, Imu ed Irpef se concedo un alloggio di mia proprietà in uso gratuito a mia figlia?
Si applica l'Imu con l'aliquota prima casa solo per si ha residenza anagrafica nell'abitazione. In caso contrario si applica l'aliquota per le seconde case. Ovviamente i comuni nel regolamento Imu potranno prevedere agevolazioni per le case date a disposizione dei familiari.

Risiedo in una casa a piano terra costituita da due unità immobiliari contigue, una di proprietà e l'altra ricevuta in comodato d'uso dai genitori. Come devono essere assoggettate a tassazione ai fini Imu ed Irpef?
Ai fini IMU la casa di proprietà se abitazione principale in cui si ha la residenza anagrafica è soggetta all'aliquota prevista per la prima casa (0,4% con detrazione di €200) l'altra invece è soggetta all'aliquota ordinaria dello 0,76%. Per gli immobili non locati l'IMU sostituisce anche l'Irpef che non è quindi dovuta.

Oltre alla prima casa,dove risiedo, sono proprietario di una seconda casa, sita in altro comune, al 50% con mio fratello che ne usufruisce totalmente come prima casa, a titolo gratuito. Come dovrò comportarmi in merito all'Imu quest'anno?
L'immobile in questione sarà equiparato a una seconda casa, con applicazione dell'aliquota Imu ordinaria del 7,6 per mille e nessuna detrazione.

Vorrei costruire la prima casa su un terreno di mia proprietà. Nell'abitazione sono previste due unità abitative, una per me e una per i miei genitori, che godrebbero dell'abitazione come principale in comodato gratuito. In entrambi i casi ogni unità abitazione sarebbe primaria e non ci sarebbbero altre proprietà immobiliari. Come si applica l'Imu?
Nell'Imu l'immobile concesso in uso gratuito a parenti è considerato come seconda abitazione del proprietario e sconta quindi l'aliquota base, senza agevolazioni di sorta.

USUFRUTTO

Costituendo un diritto di usufrutto a beneficio di mia madre, sulla mia quota di proprietà dell'appartamento in cui risiede lei stessa e di cui possiede la restante quota di proprietà, potrà poi pagare l'Imu come prima casa sull'intero valore dell'immobile?
Poiché per effetto della costituzione di usufrutto la madre diventa l'unico soggetto passivo Imu con riferimento all'immobile in cui essa abita, la casa in questione beneficia per intero delle agevolazioni riferite all'abitazione principale.

Insieme a mia madre ho ereditato (50% ciascuno) da mio padre la dimora coniugale (un A2 + 1 immobile C2 + 3 immobili C6). Mia madre vi abita e risiede, da sola (io abito in un'altra città). Dal punto di vista sostanziale (non so se legale) è titolare dell' usufrutto, e il Comune le riconosceva la piena esenzione Ici come prima casa. Nello stesso comune possediamo al 50% ciascuno anche un'area fabbricabile e un terreno non edificabile, adibito a prato e orto. Per quest'ultimo, non essendo coltivatori professionisti, eravamo esentati dall'Ici. Con l'Imu verranno meno queste esenzioni?
Sulla casa che costituiva la dimora familiare, il coniuge superstite vanta il diritto di abitazione, in base all'articolo 540 del Codice civile. Ciò rende il coniuge superstite l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'Imu, considerando la casa come abitazione principale, cioè con aliquota base del 4 per mille e detrazione di 200 euro (non esente, dunque). Per la tassazione dei terreni agricoli non è cambiato nulla.

Mio padre è proprietario di un appartamento (dove risiede lui da solo), e ha l'usufrutto sull' appartamento (intestato a me con la nuda proprietà) dove risiedo con la mia famiglia. Non vi sono altri immobili. Purtroppo mio padre ha deciso di mantenersi l'usufrutto sull'abitazione dove ho la nuda proprietà e vi risiedo. In questo caso, ai fini Imu, posso considerare entrambe come prima abitazione?
Solo l'immobile dove risiede il titolare del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento può essere considerato abitazione principale. L'immobile adibito ad abitazione del nudo proprietario sarà invece considerato seconda casa.

Ho la residenza in un luogo diverso dall'unica casa di cui sono proprietaria, che è abitata da mia madre, la quale ne è anche usufruttuaria: devo pagare l'Imu?
No. l'Imu nel caso di specie la paga direttamente l'usufruttuario e non anche il nudo proprietario. La madre in quanto residente nell'abitazione pagherà applicando l'aliquota ridotta dello 0,4% con la detrazione di 200 euro.

La casa in cui abito è stata acquistata prima del matrimonio da mio marito con cui sono in regime di comunione dei beni. Io sono proprietaria di una casa acquistata come nuda proprietà e attualmente abitata da mia madre in usufrutto, come viene considerata ai fini Imu quest'ultima casa?
Nel caso di specie l'Imu è dovuta dall'usufruttuario e non dal nudo proprietario. Pertanto se la madre ha residenza nell'abitazione, L'Imu si applicherà con l'aliquota prevista per l'abitazione principale (o,4% e detrazione di 200 euro).

L'articolo 8 del decreto legislativo 23/2011 sul federalismo fiscale, che viene richiamato anche dall'articolo 13 del decreto legge 201/2011 (manovra Monti) prevede che l'Imu sostituisca l'Irpef per gli immobili non locati. Non v'è dubbio che l'abitazione principale, ora soggetta a Imu, sia un immobile non locato. Con la precedente normativa Irpef la rendita catastale dell'abitazione principale faceva parte del reddito imponibile Irpef (rigo 11 del prospetto di liquidazione del modello 730/2011 redditi 2010), mentre era prevista una deduzione per abitazione principale di pari importo (rigo 12 del medesimo prospetto). Si chiede se con la nuova normativa Imu il reddito dei fabbricati (rigo 3 del citato prospetto mod.730) sarà indicato al netto della rendita catastale dell'abitazione principale e del box di pertinenza e nel contempo eliminata la deduzione per abitazione principale.
Si precisa innanzitutto che l'Imu sostituirà l'Irpef sugli immobili non locati solo a partire dal 2012 (modello Unico 2013). Si ritiene inoltre che, in ragione della entrata in vigore dell'Imu, la rendita catastale dell'abitazione principale non debba più concorrere alla formazione del reddito complessivo e conseguentemente la stessa non dovrà più essere dedotta dal reddito complessivo.

La rivalutazione catastale del 60% avrà ricadute anche sull'importo delle imposte di registro, in caso di acquisto di una casa?
La risposta è negativa. Dal 2012, l'aumento medio del 60% dei valori catastali dei fabbricati vale ai soli fini dell'imposta municipale (Imu).

Sto per acquistare una prima casa con rendita catastale di 1.850 euro. Poiché abbiamo già fissato il rogito per questo mese e calcolato con il notaio circa 8mila euro di tasse, vorrei sapere come impatta la rivalutazione catastale sulle spese da sostenere.
Nessun aumento del valore imponibile è previsto per le imposte sull'acquisto dell'abitazione nel 2012 (registro, ipotecarie e catastali ). La rivalutazione dei coefficienti previsti nell'articolo 13 del Dl 201/2011 (legge 214/2011), vale solo per l'Imu.

La rivalutazione catastale del 60% avrà ricadute anche sull'importo delle tasse di registro, in caso di acquisto di una casa?
No. La rivalutazione dei coefficienti catastali vale solo ai fini Imu. Viceversa per le imposte sui trasferimenti, ivi comprese le imposte sull'acquisto della casa, restano fermi i vecchi coefficienti previsti a fin dell'imposta di registro (coefficiente 110 per le abitazioni e non 160 come per l'IMU).

Scrivo per avere un'informazione in merito alla nuova Ici, verranno rivalutate le rendite catastali anche degli immobili nuovi?
Io e mio marito abbiamo comprato a dicembre 2010 un appartamento in una nuova costruzione credo che la nostra rendita sia coerente con gli attuali prezzi di mercato e quindi non ritengo corretta l'applicazione dello stesso metodo rivalutazione catastale che verrà applicato agli immobili aggiornati a fine anni novanta.

Purtroppo ai fini Imu e rendite catastali vengono aumentate (coefficiente moltiplicatore di 160 invece che 100) anche se si tratta di fabbricato di recente accatastamento con una rendita già in linea con i valori di mercato.

La rivalutazione catastale, per il calcolo della nuova Ici, riguarda anche gli immobili di recente costruzione?
Si riguarda tutti gli immobili soggetti ad IMU e quindi anche gli immobili di recente costruzione (la paga anche l'impresa di costruzioni che non ha ancora venduto l'immobile nuovo).

Abito a Genova e vorrei chiarimenti in merito al nuovo moltiplicatore della rendita per il conteggio Ici. Vorrei sapere se questo moltiplicatore lo si deve utilizzare anche per l'imposta di registro al momento dell'acquisto di un nuovo immobile o se la percentuale di riferimento (tre o dieci percento) si calcola sempre sulla rendita per 105.
Attualmente la rivalutazione delle rendite riguarda solo l'Imu e non anche le imposte sui trasferimenti.

Il nuovo coefficiente – 160 - da moltiplicare per la rendita catastale al fine di determinare la base imponibile sulla quale calcolare la nuova imposta sulla casa dovrà essere utilizzato anche per il calcolo dell'imposta di registro per l'acquisto della prima casa?
No per l'acquisto della prima casa (registro ipotecarie e catastali ) si applica ancora il vecchio coefficiente. Solo ai fini IMU il coefficiente per le abitazioni è stato aumentato da 100 a 160.

Assieme a mia moglie sono proprietario della prima casa di abitazione, si tratta di un immobile di recente costruzione acquistato a luglio 2010 e ubicato in comune della provincia di Bologna; la rendita catastale certificata dall'Agenzia del Territorio è di € 1.328, il mio dubbio è relativo al meccanismo di rivalutazione della rendita, ossia se la maggiorazione del 60% sia da intendersi uguale per tutti gli immobili, vecchi e nuovi, oppure se sono previste modulazioni di questo moltiplicatore in rapporto all'età dell'immobile (anno di costruzione).
La rivalutazione della rendita (coefficiente 160) si applica per tutte le abitazioni anche di recente costruzione e accatastamento).

Come è noto con effetto dal 2012 l'Ici per le seconde abitazioni sarà sostituita dall'Imu che ingloba anche la componente immobiliare dell'Irpef e delle addizionali. Si chiede di conoscere se la rendita catastale, aggiornata con i nuovi coefficienti di rivalutazione, relativa alla seconda casa di abitazione potrà essere portata in deduzione dal reddito complessivo ai fini Irpef, così come in atto praticato per l'abitazione principale.
L'Imu sostituisce oltre l'Ici anche l'Irpef per i redditi fondiari (per i fabbricati non locati). Pertanto se la seconda casa non è locata, dal 2012 non sarà più dovuto l'Irpef calcolata sulla rendita catastale aggiornata aumentata di un terzo. In dichiarazione dei redditi sarà prevista, probabilmente, una detrazione corrispondente al reddito così determinato (le modalità della dichiarazione devono ancora essere determinate). Si ricorda che i nuovi moltiplicatori delle rendite (160 per le abitazioni) valgono solo per l'Imu.

Le rivalutazioni delle rendite catastali (160,140 ecc) vanno sommate alle rendite precedenti? Perchè vengono chiamati moltiplicatori?
Ai fini Imu, il calcolo dell'imponibile si effettua partendo dalla rendita catastale rivalutata del 5% e moltiplicando (per questo si chiamano moltiplicatori) tale importo per i coefficienti determinati nel D.L. n. 201/'11.