Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 aprile 2012 alle ore 19:48.

My24
(Corbis)(Corbis)

I professionisti indiani che negli ultimi mesi hanno ricevuto un flusso costante di lavoro dalle law firm anglosassoni, che per tagliare le parcelle in tempo di crisi hanno fatto ricorso al legal outsourcing, quindi alla delocalizzazione nei Paesi a basso costo di attivitá base tra cui ricerca documentale e due diligence, si preparano a entrare in concorrenza diretta con gli studi occidentali studiando in modo mirato l'applicazione della teoria legale al business e l'uso della tecnologia nella professione.

Tanto che il colosso finanziario Thomson Reuters ha annunciato il lancio di un programma di training per gli avvocati indiani, il Legal Advancement Program. Il programma é il primo dedicato in modo mirato ai professionisti indiani, e fará leva sull'uso della tecnologia nella professione, uno strumento che potrebbe dare ai giovani legali del Paese un vantaggio competitivo rispetto ai colleghi occidentali.

Per esempio attraverso il ricorso a Weslaw India, strumento di ricerca online usato anche da studi d'affari locali e internazionali. Il programma, che secondo i primi dati dovrebbe avere una durata di circa 4 mesi, punta a formare i professionisti in 5 ambiti principali.

Redazione di contratti, che deve essere fatta in modo chiaro e conciso e con un'attenzione specifica alla modifica di accordi precedenti, uso di vocabolario legale nella redazione documentale e nella struttura di email professionali, ricerca legale per massimizzare l'uso dei database online, argomentazione processuale e procedura civile, con lezioni specifiche alla risoluzione alternativa delle controversie. Proprio le stesse attivitá che le law firm anglosassoni hanno delocalizzato in India negli ultimi mesi.

Per Thomson Reuters, il business legale indiano é cosa seria. Il gruppo possiede infatti il provider di servizi in outsourcing Pangea 3, il maggiore datore di lavoro del mercato legale indiano con centinaia di avvocati al lavoro nel quartiere generale di Mumbai, acquisito nel 2010 per circa 40 milioni di dollari. Il lancio del Legal Advancement Program, che ha come bacino di utenza i circa 60mila laureati in legge in India ogni anno, punta proprio a riqualificare il loro lavoro, ha spiegato Vasant Singal, uno dei top manager dietro l'iniziativa. Ha fatto eco Lalit Bhasin, presidente della "Society of Indian law firms": «Gli studi legali indiani sono cresciuti rapidamente negli ultimi 20 anni. Ma una delle limitazioni in questo processo é stata la mancanza di professionisti specializzati e neolaureati con abilitá pratiche oltre che teoriche», ha spiegato Bhasin.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi