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Questo articolo è stato pubblicato il 30 aprile 2012 alle ore 06:42.

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Se chi presenta ricorso in secondo grado non deposita la copia in commissione provinciale, devi provvedervi chi fa appello incidentale. A precisarlo è la sentenza 4679/2012 della Cassazione.
La pronuncia scaturisce dalla decisione con cui una Ctp aveva annullato una cartella esattoriale. Contro tale sentenza, Equitalia ha proposto appello principale e l'agenzia delle Entrate appello incidentale mentre il contribuente si è costituito in giudizio.
La Ctr ha dichiarato entrambi gli appelli inammissibili, confermando così la decisione di primo grado. In particolare l'appellante principale (Equitalia) aveva depositato copia dell'atto presso la segreteria della commissione di primo grado oltre il termine di trenta giorni, e l'appellante incidentale (l'Agenzia) ne aveva omesso l'adempimento.
Così l'agenzia delle Entrate ha presentato ricorso in Cassazione, rilevando che il deposito in commissione provinciale è un adempimento esclusivamente a carico dell'appellante principale, la cui eventuale inammissibilità, non può travolgere anche l'appello incidentale. Mentre Equitalia rilevava nel controricorso che nel processo tributario non esiste un termine entro il quale procedere al deposito presso la Ctp e quindi la sentenza di secondo grado aveva sbagliato nel dichiararne l'inammissibilità.
A fare chiarezza in questa complicata vicenda è intervenuta la Suprema corte. Secondo l'articolo 53, comma 2, del Dlgs 546/1992, il ricorso in appello non notificato a mezzo di ufficiale giudiziario va depositato – a pena di inammissibilità – anche presso la segreteria della Ctp che ha pronunciato la sentenza impugnata. Il giudice di primo grado va, infatti, informato dell'esistenza di un appello per impedire, così, l'erronea attestazione del passaggio in giudicato della sentenza. Sebbene non esista un termine perentorio dettato dalla norma, i giudici di legittimità l'hanno identificato in via interpretativa nei trenta giorni stabiliti per la costituzione dell'appellante.
Il combinato disposto degli articoli 22 e 53 del Dlgs 546/92 prevede che l'appello principale sia notificato alle parti, depositato presso la commissione che ha pronunciato la sentenza impugnata e poi – entro trenta giorni dalla notifica – presso la segreteria della commissione regionale. Il deposito in Ctr, dunque, conclude la procedura di notifica dell'appello principale. Quello incidentale, invece, normalmente va depositato solo presso la segreteria del giudice adito entro il termine di 60 giorni dalla notifica dell'appello principale. Tuttavia, quando l'appellante principale non informa tempestivamente la Ctp, l'obbligo deve necessariamente essere surrogato dall'altra parte: solo così, infatti, si garantisce il rispetto dalla ratio normativa e si esclude un'erronea attestazione della definitività della sentenza.
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L'identikit
01 | IL MECCANISMO
L'appello incidentale è un atto con il quale la parte appellata, oltre a costituirsi in giudizio, chiede una riforma parziale della sentenza di primo grado. Una delle due parti (appellante) presenta appello (principale) mentre l'altra presenta appello incidentale per contestare altri elementi della sentenza
02 | LA TEMPISTICA
L'appello incidentale deve essere depositato entro 60 giorni dalla notifica dell'appello principale presso la Ctr

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