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Questo articolo è stato pubblicato il 07 maggio 2012 alle ore 06:44.
Il servizio idrico integrato richiede un nuovo modello di governance, che deve essere coerente con le direttive comunitarie in materia e deve precisare le funzioni di regolazione.
La definizione di ruoli e competenze è stata elaborata dal Governo con un Dpcm che specifica i compiti del ministero dell'Ambiente e, soprattutto, dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas (Aeeg).
Il decreto ridisegna le funzioni di regolazione, per renderle coerenti con i principi dettati dalla direttiva Ue 2000/60, secondo una logica unitaria della difesa idrogeologica, della gestione integrata dell'acqua e del governo delle risorse idriche.
In questa prospettiva andranno rese operative le autorità di bacino distrettuali, ma nel frattempo molte funzioni di regolazione sono rimesse all'Aeeg. Le nuove regole scontano le problematiche di evoluzione del sistema, con una soluzione che individua nel ministero dell'Ambiente il produttore delle macro-linee di indirizzo e degli standard di qualità delle risorse idriche validi su tutto il territorio nazionale, e nell'Autorità il regolatore con maggiore incidenza sulle dinamiche degli ambiti territoriali ottimali.
All'Aeeg, infatti, spetta la modulazione dei livelli minimi e degli obiettivi di qualità del servizio idrico integrato per ogni singolo gestore (anche in ragione di quanto previsto nei contratti di servizio), e la verifica dei piani d'ambito, in sinergia con le amministrazioni locali.
Questo elemento qualifica l'organismo come l'interfaccia operativo degli affidatari del servizio idrico e degli enti locali, con poteri di vigilanza e di intervento straordinari, traducibili in premialità e penalità, ma anche in sanzioni amministrative o addirittura, in caso di gravi o reiterate violazioni, nella possibilità di proporre al soggetto affidante la sospensione o la cessazione dell'affidamento al gestore inadempiente.
I compiti di regolazione dell'Autorità sono rilevanti anche sul versante tariffario, in quanto l'Aeeg deve definire le componenti di costo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato (compresi i profili economici per gli investimenti), a predisporre e rivedere il metodo tariffario, ma soprattutto ad approvare le tariffe del servizio idrico integrato (e dei singoli servizi che lo compongono), proposte dal soggetto competente sulla base del piano di ambito.
Il nuovo assetto comporta per gli enti locali un confronto accurato proprio nei processi formativi della pianificazione del servizio in area vasta, nel quale dovranno essere evidenziati anche gli elementi fondamentali per l'impostazione delle dinamiche economiche. L'ampio novero dei compiti dell'Autorità comprende, infatti, anche l'esercizio del ruolo di garante per i cittadini, connotando la classica funzione complementare a quelle principali di regolazione.
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