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Questo articolo è stato pubblicato il 11 agosto 2012 alle ore 08:17.

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MILANO
È «inaccettabile» l'introduzione di «rilevanti modifiche» al sistema di comunicazione del lavoro a chiamata «nel pieno periodo di ferie con aziende a organico ridotto e studi professionali chiusi per consentire il rispetto dell'obbligo del periodo di ferie per il personale». Per questo motivo i consulenti del lavoro chiederanno, quanto meno, il congelamento delle sanzioni nel primo periodo di applicazione delle nuove regole.
Per Rosario De Luca, presidente della Fondazione studi dei consulenti del lavoro «ci vorrebbe maggiore conoscenza delle situazioni di fatto, prima di intervenire; apportare modifiche alle procedure, peraltro con una circolare e non un Dm, il giorno dell'inizio del periodo di ferie è irrazionale oltre che inaccettabile. È indispensabile – aggiunge De Luca – un ulteriore intervento che congeli il regime sanzionatorio, lasciando aperto il doppio canale di trasmissione, in una sorta di periodo transitorio. Solo così – conclude – si eviterà l'ineluttabile contenzioso».
In questo modo, invece, il ministero – sostengono i consulenti del lavoro in una nota – «crea solo le condizioni per indurre in errore aziende e consulenti del lavoro, con la conseguente applicazione delle rilevanti sanzioni amministrative introdotte dalla legge 92/2012».
L'errore, insomma, è dietro l'angolo. «Basti solo pensare – si legge nel comunicato – che nel nuovo modello di fax si prevede un campo destinato all'indicazione del codice identificativo della comunicazione di avvio del rapporto di lavoro, ma si tratta di un numero reperibile solo sul modello Unilav di assunzione in possesso del solo consulente del lavoro quale intermediario abilitato, ma che probabilmente ha lo studio chiuso per ferie. È altrettanto evidente che la mancanza di questo dato non invalidi la comunicazione regolarmente inviata nei termini previsti (prima dell'inizio della prestazione) e sia sostituibile con la data di assunzione, così come previsto dai primi modelli predisposti in forma libera dal 18 luglio 2012».
Non solo. Nell'introdurre dal 17 agosto la modalità di invio tramite sms (3399942256), il ministero pone anche una serie di paletti (nessuno spazio, campi separati da virgola, con eccezioni per separazione con punti, formato della date e asterischi per separare) che – secondo i consulenti – non agevolano la preparazione di un sms: «Se nella stessa circolare – si legge ancora nel comunicato – è prevista una pagina di esempi solo per tale modalità, significa che l'invio dell'sms non è proprio una vera semplificazione».
A complicare il sistema c'è poi la separazione tra contratti stipulati prima del 1° marzo 2008 e quelli stipulati successivamente. «La data – scrivono i consulenti del lavoro – coincide con quella dell'introduzione dell'obbligo di trasmettere le comunicazioni ai Centri per l'impiego esclusivamente con le nuove modalità informatiche. Pertanto, per i contratti stipulati prima del 1° marzo 2008 non è in alcun modo reperibile alcun numero identificativo in quanto era ancora possibile effettuare l'invio cartaceo (fax o con consegna a mano)».
Insomma: ora i consulenti del lavoro che assistono i datori di lavoro si trovano costretti a riavvisare tutti coloro che occupano lavoratori intermittenti a cambiare il numero di fax e gli indirizzi e-mail ai quali destinare la comunicazione. Un'operazione che, nella migliore delle ipotesi, «richiede una capillare opera di sensibilizzazione presso i propri clienti».
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