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Questo articolo è stato pubblicato il 17 settembre 2012 alle ore 21:40.

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Se ne riparlerà a primavera 2013. Per l'esattezza martedì 2 aprile. Le Entrate scelgono la strada della proroga ampia per la comunicazione dei beni intestati a società e concessi in utilizzo (tecnicamente «in godimento») ai soci o ai loro familiari. Troppe difficoltà di ordine tecnico e l'«assoluta novità della misura» come recita il comunicato di accompagnamento al provvedimento dell'Agenzia hanno consigliato per ora di congelare l'adempimento. Si tratta già della seconda proroga, perché il termine originario del 31 marzo 2012 era stato già spostato al 15 ottobre 2012. In pratica, entro questa data le società che concedono beni come, tra gli altri, auto, imbarcazioni, aerei, immobili avrebbero dovuto trasmettere un elenco dettagliato all'Anagrafe tributaria, ossia al cervellone del fisco a cui affluiscono le informazioni sulla «vita fiscale» dei contribuenti.

Le finalità antielusive
Il censimento era stato voluto dalla legge di conversione della manovra di Ferragosto dello scorso anno. L'intento era quello di stringere ulteriormente le reti sulle finte intestazioni di beni a società. Un meccanismo secondo cui alcuni contribuenti che utilizzano un bene (magari di lusso) ne fanno risultare la proprietà alla società per fare in modo da non farlo risultare al fisco quando applica il redditometro. Solo che al di là di queste pratiche elusive, molte società concedono legittimamente beni ai soci in cambio di un corrispettivo adeguato al valore di mercato.

Qualche esclusione dall'obbligo era già stata prevista. Tanto è vero che non vanno comunque comunicati tutti quei beni sotto i 3mila euro (Iva esclusa) di valore: è il caso, per esempio, di telefonini, smartphone o computer portatili. E comunque società semplici, enti non commerciali e imprese agricole non sono obbligati all'invio. A questo, però, ha fatto da contraltare un allargamento delle maglie sui finanziamenti.

Il pressing delle categorie
Ma nelle ultime settimane professionisti e categorie produttive hanno fatto emergere più di una difficoltà sia nel censimento che nelle modalità tecniche di trasmissione dei dati. Il poco tempo a disposizione e le richieste di chiarimenti su alcuni capitoli ancora intricati della disciplina hanno fatto breccia anche nell'agenzia delle Entrate. Così l'amministrazione finanziaria ha decidere di far nuovamente slittare la scadenza per la comunicazione telematica. Il nuovo termine fissato dal provvedimento è il 31 marzo 2013 . Solo che si tratta della domenica di Pasqua e il giorno successivo è comunque un giorno festivo. Quindi tutto sarà posticipato a martedì 2 aprile 2013. Sempre che sia quello il termine definitivo.

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