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Questo articolo è stato pubblicato il 30 settembre 2012 alle ore 08:13.

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Il decreto Balduzzi introduce importanti novità anche su responsabilità dei medici liquidazione del danno biologico per i loro errori e aggiornamento degli albi dei consulenti tecnici d'ufficio. Inoltre, il decreto (Dl 158/12, ora in discussione alla commissione Affari sociali della Camera come Ac 5440) detta alcuni criteri cui dovrà attenersi il legislatore nel costituire il previsto fondo (finanziato dalle assicurazioni che operano nel settore e dai medici che ne faranno richiesta) per garantire ai sanitari un'idonea copertura assicurativa.
La regolamentazione del danno biologico appare dettata dall'esigenza di arginare il contenzioso nascente da presunti o reali casi di medical malpractice, che nell'ultimo decennio, è cresciuto in termini esponenziali, determinando ingentissimi oneri risarcitori in capo alle strutture sanitarie, ai medici e alle loro assicurazioni (che anche per questo hanno limitato il loro impegno nel settore). Il primo comma dell'articolo 3 del decreto stabilisce che il giudice, nell'accertare la colpa lieve, deve tener conto dell'osservanza nel caso concreto delle linee guida e delle buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica nazionale ed internazionale. Finora, invece, la giurisprudenza ha affermato che il medico risponde anche per colpa lieve quando in un caso ordinario non abbia osservato un'adeguata preparazione professionale o abbia omesso le regole cautelari acquisite alla scienza medica ed alla pratica. Col decreto Balduzzi, quindi, il medico che ha agito con colpa lieve non è responsabile nei confronti del paziente, qualora si sia attenuto alle linee guida previste dalla letteratura medica.
La portata più significativa dell'articolo 3 del decreto sta proprio nell'aver attribuito un ruolo esimente della responsabilità del medico all'osservanza delle linee guida. Osservanza che, di contro, per espressa disposizione della Cassazione e della quasi totalità delle corti di merito, non aveva mai costituito nemmeno una mera attenuante. Probabilmente nei procedimenti giudiziari si assisterà ad una maggiore disamina della misura della colpa, nonché alla necessità che i consulenti tecnici d'ufficio specifichino l'aderenza o meno da parte del medico alle linee guida relative al caso preso in esame.
Connessa al danno biologico è quella che forse è la novità più rilevante del decreto: i criteri a cui dovranno attenersi i giudici nella liquidazione di tale danno quando è conseguente a medical malpractice per lesioni di lieve entità, quelle che comportano invalidità permanente dall'1% al 9%. Parliamo di circa il 90% dei casi e vi rientrano anche lesioni rilevanti, come la perdita di un dito o dell'olfatto. Sinora i Giudici applicavano in le tabelle elaborate dai singoli Tribunali e la più utilizzata era quella di Milano. Per effetto dell'articolo 3, comma 3 del decreto, ora devono applicare la tabella unica nazionale prevista dall'articolo 139 del Codice delle assicurazioni per gli incidenti stradali. Ciò comporterà una diminuzione degli importi risarciti per le lesioni di lieve entità, proprio com'è avvenuto dal 2003 (anno di entrata in vigore della prima tabella, prevista dalla legge 57/01) nel caso dei sinistri stradali.
L'articolo 3, comma terzo del decreto Balduzzi stabilisce anche che i giudici dovranno applicare la tabella prevista dall'articolo 138 del Codice delle assicurazioni anche per il danno biologico da malpractice sanitaria per lesioni non di lieve entità (dal 10% al 100%). Per ora non ci saranno, però, cambiamenti in quanto la tabella unica nazionale non è stata ancora emanata. Si continuerà, pertanto, a risarcire il danno biologico come prima applicando le tabelle elaborate dai vari Tribunali e in particolare quella di Milano.
L'altra novità del decreto riguarda l'obbligo di aggiornare ogni cinque anni l'albo dei consulenti tecnici d'ufficio presente in ciascun Tribunale. In tutte le cause che hanno per oggetto un'asserita responsabilità sanitaria i giudici, per accertare se sussista o meno negligenza professionale, da parte dei medici, dispongono una consulenza tecnica nominando uno o più ausiliari presenti nell'albo del locale Tribunale. Ebbene, più volte la dottrina ha denunciato che gli esperti delle varie discipline specialistiche al di fuori di quella medico-legale non garantissero adeguati standard qualitativi. Per ovviare a queste carenze, il decreto stabilisce che gli esperiti siano designati ogni cinque anni con il coinvolgimento proprio delle società scientifiche.
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APPROFONDIMENTO ON LINE La tabella completa dei risarcimenti www.ilsole24ore.com/norme

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