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Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2013 alle ore 06:40.

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Si avvicina il debutto dello spesometro e i lettori segnalano alla casella di posta elettronica normeetributi.ilmiogiornale@ilsole24ore.com i diversi dubbi che ancora gravano sullo strumento.
Un primo punto critico è il riepilogo delle operazioni per le quali la fattura è emessa su base volontaria. La comunicazione riguarda tutte le transazioni rilevanti ai fini Iva per le quali è previsto l'obbligo di fattura, a prescindere dall'ammontare della fattura stessa. Tuttavia – anche se occorre ancora una conferma ufficiale da parte dell'amministrazione – quando un operatore provvede di propria iniziativa a rilasciare la fattura, con tale atto determina autonomamente la necessità di inserire il documento nell'elenco. Una conclusione diversa creerebbe una discrepanza fra i dati comunicati dal fornitore e quelli trasmessi dal cliente, siccome tale ultimo soggetto quando viene in possesso della fattura è tenuto a inserirla nella propria comunicazione. E, se si esonerasse dal medesimo adempimento il fornitore, sarebbe impossibile provvedere all'incrocio dei dati, vanificando la finalità antievasiva dello strumento in discorso.
Un altro punto di incertezza attiene la modalità di comunicazione dei dati. Il Dl 16/2012 (decreto semplificazioni fiscali) ha previsto l'obbligo di trasmissione di tutte le operazioni attive e passive effettuate con ciascun cliente e fornitore. Quindi, seguendo il tenore letterale della normativa, la comunicazione dovrebbe essere effettuata avendo riguardo non alle singole fatture emesse in conseguenza di ciascuna compravendita, bensì al complesso delle transazioni realizzate con una data controparte commerciale.
Tuttavia, questa modalità "per masse" è stata vista dagli operatori come una complicazione, siccome i sistemi contabili in uso permettono una più agevole raccolta dei dati fattura per fattura. Sarebbe dunque opportuno che l'amministrazione si pronunciasse per l'ammissibilità di una siffatta modalità "puntuale" di trasmissione dei dati, come del resto sarebbe utile che i dati relativi a tante fatture di importo inferiore a 300 euro potessero essere inglobate e comunicate, a scelta del contribuente, attraverso un singolo documento riepilogativo (come quello previsto dal Dpr 695/1996), anziché essere trasmesse una da una.
Sul fronte delle operazioni da comunicare, in assenza di una disposizione di esonero, permane l'obbligo di trasmettere i dati delle compravendite poste in essere con soggetti privati e regolate con assegno o bonifico bancario. A seguito dell'intervento del Dl 70/2011, sono stati esclusi dalla comunicazione tutti i rapporti posti in essere in ambito business to consumer qualora il pagamento dei corrispettivi avvenga mediante carte di credito, di debito o prepagate rilasciate da operatori finanziari soggetti agli obblighi di comunicazione all'anagrafe tributaria.

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