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Questo articolo è stato pubblicato il 10 luglio 2013 alle ore 06:46.

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Legittimi, naturali e adottivi: i figli avranno pari diritti - Scopri cosa cambia sui diritti dei figli

Presto cadrà la distinzione fra figli legittimi, naturali e adottivi. Sono infatti pronte le norme di attuazione della legge delega 219/2012 approvata dal Parlamento il 28 novembre scorso e pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 293 del 17 dicembre 2012. Il testo del decreto legislativo proposto dal presidente del Consiglio e dai ministri dell'Interno, della Giustizia, del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il ministro dell'Economia dovrebbe essere esaminato nella prossima seduta del Consiglio dei ministri.

Viene introdotto il principio di unicità dello stato di figlio, il che comporterà modifiche a diversi Codici – civile, penale, di procedura civile e penale – e alle leggi speciali in materia di filiazione dove è presente la distinzione tra figli naturali e legittimi.

Novità importanti per i figli concepiti fuori dal matrimonio: gli effetti successori scatteranno nei confronti di tutti i parenti. Cambia anche il rapporto figli-genitori, la "potestà genitoriale" viene sostituita dalla "responsabilità genitoriale". La previsione contempla espressamente il diritto della prole – nata al di fuori o all'interno di un rapporto matrimoniale – a essere mantenuta, educata, istruita e assistita moralmente dai genitori.

Nel Dlgs trova spazio anche una norma che introduce e disciplina le modalità di ascolto dei minori che hanno compiuto 12 anni «o anche di età inferiore se capaci di discernimento, all'interno dei procedimenti che li riguardano». Vengono così recepite le indicazioni contenute in molte sentenze della Corte di cassazione che più volte ha sottolineato che il mancato ascolto del minore costituisce «violazione del principio del contraddittorio e dei principi del giusto processo, salvo che ciò possa arrecare danno ai minori stessi».

Il figlio nato fuori dal matrimonio potrà essere riconosciuto sia congiuntamente, sia separatamente dalla madre e dal padre, anche se già uniti in matrimonio con un'altra persona all'epoca del concepimento. Le nuove regole abbassano l'età (da 16 a 14 anni) a partire da cui il riconoscimento del figlio naturale non produce effetto senza il suo assenso, nonché di quella al di sotto della quale il riconoscimento non può avere effetto senza il consenso del genitore che per primo ha effettuato il riconoscimento.

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