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Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2013 alle ore 15:16.

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(Corbis)(Corbis)

I lavoratori che nel corso del 2011 risultavano in congedo per l'assistenza a persone (diverse dai figli) o che abbiano fruito dei permessi giornalieri previsti dalla legge 104/1992 potranno accedere alla pensione con le regole previgenti la riforma del 2011. A condizione che perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il 6 gennaio 2015. Lo prevede l'articolo 11-bis del decreto Imu (Dl 102/2013), aggiunto in sede di conversione in legge.

La norma precisa anche che il trattamento pensionistico non potrà avere decorrenza anteriore al 1° gennaio 2014, evitando pretese da parte dei lavoratori che potrebbero aver perfezionato i requisiti nel corso del biennio 2012/2013.
Come di consueto il monitoraggio delle domande è affidato all'Inps e sarà effettuato sulla base della prossimità al raggiungimento dei requisiti per perfezionare il diritto al primo trattamento pensionistico utile (tra quota, anzianità contributiva e vecchiaia). Così si ampliano ulteriormente il contingente e la platea dei lavoratori che possono entrare nel "club dei salvaguardati", che dopo il decreto salva Italia (Dl 201/11) sono un settore rilevante della previdenza pubblica italiana.
Nelle precedenti riforme previdenziali, il legislatore aveva avuto riguardo per talune categorie, ma la severità della riforma fatta con il Dl 201/2011 ha comportato una rivisitazione sia delle categorie che dovevano essere salvate dai nuovi e più stringenti requisiti, sia dei diversi contingenti. Ad oggi, i termini previsti dai decreti ministeriali attuativi delle prime tre salvaguardie sono tutti scaduti.

Tra le categorie di lavoratori che possono continuare ad accedere alla pensione con le vecchie regole, e di conseguenza assoggettati ancora alla finestra mobile di 12-18 mesi, troviamo i dipendenti collocati in mobilità ordinaria in forza di accordi sindacali stipulati prima del 4 dicembre 2011 e cessati entro la medesima data nonché quelli in mobilità lunga per effetto di accordi stipulati entro il 4 dicembre 2011 e cessati dall'attività entro la stessa data.
Diversa la situazione dei titolari di prestazione a carico dei fondi di solidarietà, che risultano salvati se titolari di assegno straordinario alla data del 4 dicembre 2011. In caso contrario, sempreché gli accordi risultino stipulati entro il 4 dicembre 2011 e ferma restando l'autorizzazione dell'Inps, rimarranno a carico dei fondi fino al compimento del 62esimo anno di età.

Va meglio ai lavoratori del pubblico impiego in esonero dal servizio al 4 dicembre 2011 (si veda anche l'articolo a lato): possono contare su un ampliamento del contingente a loro riservato. Requisiti più stringenti per i prosecutori volontari poiché il solo titolo autorizzativo antecedente il 4 dicembre 2011 non sarà sufficiente se non potranno vantare anche un contributo volontario accreditato o accreditabile al 6 dicembre 2011. L'eventuale ripresa dell'attività lavorativa diversa da rapporti a tempo indeterminato, successiva al 4 dicembre 2011 e con reddito annuo lordo complessivo superiore a 7.500 euro, li farà decadere dal beneficio.
Salvi già da fine 2011 anche i lavoratori che alla data del 31 ottobre 2011 risultavano essere in congedo straordinario biennale in base all'articolo 42, comma 5 del Dlgs 151/2001, per l'assistenza ai figli con disabilità, a condizione che perfezionassero il requisito dei 40 anni di contributi entro 24 mesi dalla data di inizio del congedo stesso. Ad oggi tale categoria risulta superata, poiché è già trascorso il periodo di riferimento.

L'ultima categoria è quella dei lavoratori il cui rapporto di lavoro si è risolto entro il 2011 (o 30 giugno 2012) in ragione di accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo. Per i lavoratori salvaguardati la cui pensione dovrà decorrere entro il 6 gennaio 2015, è importante sottolineare come il perfezionamento dei requisiti previgenti deve risultare compiuto entro la fine di quest'anno affinché, trascorso il periodo di finestra mobile, possano effettivamente accedere alla pensione entro i termini previsti dalla norma.

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