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Questo articolo è stato pubblicato il 28 giugno 2014 alle ore 08:13.

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Arrivano quasi all'ultima ora i chiarimenti in vista del cambio di regime fiscale per le rendite finanziarie. La circolare 19/E, emanata a ridosso dell'entrata in vigore delle novità introdotte dal Dl 66/2014, contiene una serie di indicazioni che interesseranno intermediari finanziari e risparmiatori da martedì 1° luglio. Da tale data, nella maggior parte dei casi, i proventi di natura finanziaria attualmente assoggettati a ritenuta o imposta sostitutiva del 20%, saranno tassati nella misura del 26% del loro ammontare.
Gli interessi che matureranno sui titoli di debito emessi da enti territoriali di Stati white list saranno invece tassati, sempre dal 1° luglio, nella misura del 12,5% in luogo del 20% attualmente previsto. I titoli di Stato italiani e quelli ad essi equiparati continueranno a essere tassati ancora nella misura del 12,5%. Allo stesso modo non subirà alcun incremento la tassazione degli interessi derivanti dai project bond, che saranno ancora tassati nella misura del 5 per cento. La tassazione dei proventi da contratti di riporto o pronti contro termine aventi ad oggetto tale particolare categoria di titoli sarà invece interessata dall'incremento della tassazione. Allo stesso modo, come ricorda la circolare, i redditi diversi di natura finanziaria derivanti dalla cessione o dal rimborso di project bond saranno tassati nella misura del 26% del loro ammontare. Le medesime disposizioni si applicano anche per gli interessi derivanti dai titoli di risparmio per l'economia meridionale, che saranno ancora tassati con l'aliquota agevolata del 5 per cento. I proventi derivanti da altre tipologie di operazioni sui titoli sconteranno invece la nuova aliquota del 26 per cento. Non saranno interessati dall'incremento dell'imposizione fiscale gli utili corrisposti a società ed enti esteri residenti nella Ue e in Paesi See, inclusi nella white list, ai quali si applica invece l'aliquota dell'1,375 per cento.
In sede di conversione del Dl Irpef è stata invece aumentata dall'11 all'11,5% la tassazione dei proventi percepiti da fondi pensione italiani, mentre tale incremento non riguarda i fondi pensione esteri, a condizione che siano residenti in Stati Ue o aderenti all'accordo See, inclusi nella white list. Un regime speciale è previsto per le Casse di previdenza dei professionisti. I proventi di natura finanziaria erogati in favore di tali soggetti nel periodo luglio-dicembre 2014 saranno in prima battuta assoggettati alla nuova aliquota del 26%, in luogo del 20 per cento. Il maggior carico fiscale sopportato nel periodo luglio-dicembre 2014, pari al 6% della base imponibile di tali redditi, potrà essere successivamente recuperato, dal 1° gennaio 2015, sotto forma di compensazione con F24 con altri tributi. Il credito oggetto di compensazione dal prossimo anno, che non è sottoposto ai limiti attualmente in vigore per altre tipologie di crediti ed eccedenze d'imposta compensabili, non rileva ai fini del calcolo della base imponibile ai fini delle imposte dirette e Irap.
Le altre istruzioni fornite nella circolare sono sostanzialmente in linea con le precedenti istruzioni (circolare 11/2012) in occasione del precedente incremento della tassazione delle rendite finanziarie, entrato in vigore il 1° gennaio 2012. In particolare, con riferimento alla decorrenza delle nuove aliquote, viene ribadito che saranno interessate dall'aumento della tassazione esclusivamente le plusvalenze realizzate dopo il 1° luglio. Nel caso di capital gain realizzati prima di tale data, anche qualora il relativo corrispettivo venga riscosso dal mese di luglio 2014, troverà applicazione la vecchia aliquota del 20% in quanto ciò che rileva ai fini dell'individuazione dell'aliquota d'imposta è il momento in cui la cessione del titolo possa considerarsi perfezionata da un punta di vista civilistico.
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