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« A rischio la certezza dei diritti»

Diritto

« A rischio la certezza dei diritti»

  • –Maria Carla De Cesari

«Misure che minano certezza e garanzia dei registri pubblici per gli immobili e per le società e che non rispondono neppure alla logica Antitrust di aprire il mercato alla concorrenza per abbassare i costi a favore dei consumatori».

Maurizio D’Errico, presidente del Consiglio nazionale del notariato, commenta le previsioni del disegno di legge sulla concorrenza, approvato venerdì dal Consiglio dei ministri. «Sono preoccupato per la tenuta del sistema dei registri pubblici, immobiliari e societari, caratterizzati dai controlli preventivi di legalità e dalla sicurezza dei dati immessi».

Presidente, per gli atti con valore catastale fino a 100mila euro, relativi a immobili non abitativi, si potrà ricorrere anche all’avvocato. Si incentiva la concorrenza?

Se ci concentrassimo sulla logica della concorrenza, direi che la norma è incoerente rispetto all’obiettivo dichiarato. Secondo l’Ocse la crescita può essere incentivata con l’apertura a un maggior numero di professionisti e con il venir meno di alcuni vincoli, quali possono essere quelli sulla pubblicità. Invece, la possibilità di avvalersi di una scrittura privata autenticata da un avvocato per le compravendite di immobili non abitativi fino a 100mila euro di valore catastale incide sul sistema dei pubblici registri.

Perché?

Non è un problema di contrapposizione tra noi e gli avvocati, ma diverse sono le competenze, il training specialistico, l’organizzazione degli studi. Il notaio segue regole ben precise: opera la verifica di legalità preventiva, con l’identificazione delle parti e della loro rappresentanza, e si accerta della loro volontà. Anche in funzione di queste verifiche approfondite, dal notariato arriva il 91% delle segnalazioni antiriciclaggio, presentate dagli intermediari non finanziari. E poi c’ è la conservazione degli atti, anche dopo la chiusura dello studio del notaio, attraverso gli Archivi.

Ci saranno delle mele marce anche nel notariato.

Sì , ma non è questo il punto: il sistema è efficiente perché c’è un controllo sistematico sulla nostra attività. Se il notaio sbaglia, paga, ma il cliente è salvo.

Un sistema parallelo ai notai comprometterà la sicurezza dei dati dei registri?

Un dato è certo: l’attuale sistema è fonte di sicurezza e di certezza. Il controllo di legalità preventivo rende i pubblici registri assolutamente affidabili, per il cittadino e per gli investitori. Si tratta di un patrimonio trasparente per gli operatori nazionali ed esteri. Una procedura che faccia a meno di quei controlli, per gli atti fino a 100mila euro, mette a rischio il sistema.

Anche per le Srl semplificate si introduce l’atto costitutivo con scrittura privata.

L’atto costitutivo delle Srl semplificate è fatto gratuitamente dal notaio. L’anno scorso sono state costituite circa 30mila Srl semplificate, un terzo di tutte. Il sistema funziona e funziona gratuitamente. Banca mondiale, Gafi e Ocse promuovono i controlli preventivi come vengono fatti in Italia, anche perché tra tra i fattori di alto rischio c’è l’abuso societario. Se togliamo i controlli si apre una breccia enorme di sicurezza.

Che fine faranno i quasi 5mila notai? Meglio diventare tutti avvocati specializzati nel diritto societario o nel real estate?

Io credo che il sistema notarile abbia un futuro perché è efficiente. Decine di Paesi lo hanno copiato. Occorre coerenza. Un sistema si cambia se non funziona. Non è il caso del sistema-notariato. Se il legislatore ha a cuore il buon funzionamento del mercato e la certezza dei diritti non può spacciare uno spostamento di competenze, dai notai agli avvocati, per una manovra di vantaggio per i consumatori e per il mercato.

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