Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 30 maggio 2015 alle ore 08:13.

My24

Scatta da lunedì il nuovo adempimento, previsto dal Dlgs 23/2015, che comporta l’obbligo di comunicare se è stata effettuata la procedura di conciliazione in caso di licenziamento con contratto a tutele crescenti. Raddoppia così – per i datori di lavoro e gli intermediari – l’onere già esistente di invio della comunicazione obbligatoria di cessazione del rapporto di lavoro (Dlgs 181/2000) da effettuarsi entro 5 giorni dalla stessa.

La nota direttoriale del Lavoro 2788 del 27 maggio è infatti intervenuta a disciplinare le modalità operative, attuando le disposizioni dell’articolo 6 del Dlgs 23: la norma prevede l’inoltro di una comunicazione, entro 65 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, al fine di indicare se la nuova conciliazione è avvenuta o meno. L’obiettivo del legislatore è valutare l’utilizzo del nuovo istituto e le somme ad esso collegato, anche ai fini della spesa, poiché gli importi riconosciuti ai lavoratori sono esenti da tassazione e contribuzione (il Dlgs 23 stanzia una dote ad hoc).

La conciliazione consiste nell’offerta al lavoratore presso una sede protetta (da effettuarsi entro 60 giorni dal recesso) di un importo predeterminato, a mezzo assegno circolare: se il dipendente lo accetta rinuncia all’impugnativa del licenziamento, anche qualora l’avesse già proposta.

Come specifica anche la nota ministeriale, il perimetro applicativo ricomprende i lavoratori a cui si applica il contratto a tutele crescenti, quindi assunti a tempo indeterminato dal 7 marzo 2015, lavoratori a tempo determinato stabilizzati e apprendisti confermati in servizio al termine del periodo di formazione, sempre dalla medesima data. A questi si aggiungono i lavoratori in forza presso aziende che - sempre a partire dalla stessa data - sforano il limite dei 15 dipendenti (individuato ai sensi dell’articolo 18 della legge 300/1970).

Dal punto di vista operativo è stato introdotto il format denominato “Unilav_Conciliazione”, compilabile nella sezione “Adempimenti” del portale Cliclavoro. I datori o gli intermediari che non fossero già registrati devono prima effettuare questo passaggio.

La piattaforma prevede l’inserimento del codice identificativo della comunicazione obbligatoria di cessazione. A quel punto si dovranno indicare le informazioni aggiuntive richieste: se la conciliazione è avvenuta o meno; la data di proposta dell’offerta; l’esito della stessa. In caso di conclusione positiva si dovrà, altresì, specificare la tipologia della sede protetta adita e l’importo offerto.

Sebbene la nota faccia riferimento al termine “cessazione”, dato il nesso normativo la nuova comunicazione si dovrebbe riferire esclusivamente alle causali di licenziamento.

Il mancato invio della comunicazione è sanzionato con un importo da 100 a 500 euro, comunque diffidabile entro 30 giorni dalla data di notificazione del verbale di accertamento in misura pari a 100 euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi