Norme & Tributi

Tasse e arretrati comunali? Li pago pulendo le strade della mia città

«BARATTO AMMINISTRATIVO»

Tasse e arretrati comunali? Li pago pulendo le strade della mia città

Parte da Invorio (Novara), 4.500 abitanti, la rivoluzione del rapporto tra cittadino e fisco comunale: chi vorrà, potrà presentare un progetto di pubblica utilità, realizzarlo e scontare il suo impegno dal debito tributario con il municipio. Lo stabilisce la delibera del 2 luglio 2015, che in sostanza, dato che « alcuni cittadini hanno più volte chiesto di poter svolgere servizi di pubblica utilità al fine di poter adempiere ai propri obblighi tributari», li autorizza a fornire «in corresponsione del mancato pagamento dei tributi comunali già scaduti, ovvero di contributi per inquilini morosi non colpevole, offrendo all'ente comunale, e quindi alla comunità territoriale, una propria prestazione di pubblica utilità, integrando il servizio già svolto direttamente dai dipendenti e collaboratori comunali».

Il tutto viene chiamato ufficialmente «baratto amministrativo» e parte da un progetto che i cittadini devono presentare e che deve venir approvato. Il primo caso è stato quello di un cittadino che comincerà lunedì a pulire le strade: lavorerà 4 ore al giorno per circa due mesi. A 7,50 euro l’ora (così è stato concordato) fanno circa 1200 euro di lavoro, che gli permetteranno di saldare il debito che aveva accumulato con il Comune sui canoni di una casa popolare non pagati. Il regolamento adottato dal Comune di Invorio prevede
che i destinatari del “baratto amministrativo” (in ogni caso non superiore a 5mila euro) siano residenti maggiorenni, con un indicatore ISEE non superiore a 8.500 euro e che hanno tributi comunali non pagati, iscritti a ruolo e non ancora regolarizzati, o che abbiano ottenuto contributi come inquilini morosi non colpevoli negli ultimi tre anni.

L’esempio di Invorio, però, potrebbe estendersi facilmente in tutta Italia, con regolamenti tagliati su misura e in massima libertà in ciascun comune: questa di Invorio, infatti, è la conseguenza dell’applicazione dell’articolo 24 del Dl 133/2014 (lo “Sblocca Italia”), che recita: «I comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare la
pulizia, la manutenzione, l'abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano. In relazione alla tipologia dei predetti interventi, i comuni possono deliberare riduzioni o esenzioni di tributi inerenti al tipo di attività posta in essere.
L'esenzione è concessa per un periodo limitato e definito, per specifici tributi e per attività individuate dai comuni, in ragione dell'esercizio sussidiario dell'attività posta in essere. Tali riduzioni sono concesse prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute».

© Riproduzione riservata