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Ecco il Jobs Act dei nuovi lavori, più tutele per 2 milioni di…

le misure sul lavoro

Ecco il Jobs Act dei nuovi lavori, più tutele per 2 milioni di professionisti

ROMA - Deducibilità al 100% delle spese per formazione e aggiornamento professionale entro i 10mila euro. Indennità di maternità che si potrà percepire anche continuando a lavorare. Congedi parentali di sei mesi fino ai tre anni di vita del bambino. Sospensione del rapporto di lavoro (fino a 150 giorni) anche in caso di malattia e infortunio. Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri il Ddl sul lavoro autonomo - con un primo pacchetto di tutele per oltre due milioni di partite Iva e professionisti, compresi i collaboratori coordinati e continuativi - che disciplina anche il lavoro agile, insieme ad un secondo Ddl delega sulla povertà. I due provvedimenti viaggeranno in Parlamento come collegati alla legge di Stabilità, per accelerare l'approvazione.

Sul fronte del lavoro autonomo, in primo luogo si sancisce lo «stop ai contratti capestro», ha spiegato al termine della riunione di Governo il ministro del lavoro, Giuliano Poletti. Il Ddl, infatti, prevede l'espressa nullità delle clausole che attribuiscono al committente la facoltà di modificare unilateralmente (o recedere senza preavviso) dal contratto e di quelle che fissano termini di pagamento superiori a 60 giorni dalla fattura. Il provvedimento disciplina poi il delicato tema delle invenzioni del lavoratore autonomo. In caso di apporti originali o di vere e proprie invenzioni fatte in esecuzione o in adempimento del contratto, si stabilisce che i relativi diritti di utilizzo economico spettino al professionista, e non al committente, che al più ne può trarre un vantaggio.

Si interviene anche sulle spese per la formazione introducendo l'integrale deducibilità degli esborsi, nei limiti di 10mila euro l'anno, sostenuti per la partecipazione a convegni, congressi e corsi di aggiornamento professionale (è escluso l'incentivo fiscale per le spese di viaggio e soggiorno). Deducibilità sempre al 100%, ma nei limiti di 5mila euro, anche per le spese per i servizi per il lavoro; si potranno dedurre anche le spese per gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni di lavoro autonomo fornita da forme assicurative o di solidarietà. Con questo provvedimento «si ampliano le tutele per oltre 2 milioni di lavoratori autonomi - sottolinea Maurizio Del Conte, giuslavorista alla Bocconi di Milano e neo presidente dell'Anpal -. Confidiamo adesso in un percorso parlamentare il più rapido possibile». Per partite Iva e professionisti si dovranno aprire anche le porte dei centri per l'impiego e delle agenzie private «che dovranno aiutarli, con servizi dedicati», aggiunge Marco Leonardi, economista alla Statale di Milano, e neo consigliere di palazzo Chigi per i temi del lavoro.

Nello stesso Ddl viene disciplinato il lavoro agile, modalità di lavoro subordinato svolto in parte da “remoto”, con smartphone o computer: il lavoratore ha diritto di ricevere un trattamento economico e normativo non inferiore a quello dei suoi colleghi che svolgono la stessa mansione, così come potrà beneficiare della detassazione del premio di produttività. Il lavoratore ha diritto alla tutela contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dipendenti da rischi connessi alla prestazione lavorativa resa all'esterno dell'azienda. Per Maurizio Sacconi (Ap) l'esame parlamentare «potrà consentire di approfondire tutti i profili del cambiamento dall'orario di lavoro alla smaterializzazione del luogo fisico alla retribuzione a risultato». Cesare Damiano (Pd) sottolinea «la deducibilità fiscale delle spese per la formazione ma chiede il blocco dell'aliquota previdenziale al 27% oltre il 2016 ed in modo strutturale».

Quanto al secondo Ddl sul contrasto alla povertà, contiene una delega al governo per l'introduzione di un'unica misura nazionale che fissi il livello essenziale delle prestazioni da garantire sul territorio nazionale. L'intervento è duplice perché il sostegno economico è condizionato all'adesione ad un progetto personalizzato di attivazione e inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà. Il piano dunque comprende anche l'offerta di servizi alla persona. Con uno o più Dlgs, il governo dovrà anche razionalizzare le prestazioni assistenziali (insieme a quelle di natura previdenziale), e riordinare la normativa dei servizi sociali. «Ragioniamo su risorse previste nella legge stabilità - ha spiegato il ministro Poletti -. L'intervento riguarda 280mila famiglie e 580mila bambini, in tutto circa un milione di persone Stiamo scrivendo il decreto sull'uso delle risorse e preciseremo la platea». Per il 2016 sono stanziati 600 milioni di euro - che serviranno per l'Asdi (l'assegno di disoccupazione che spetta quando, dopo la fine della Naspi, si resta in situazione di difficoltà) e per estendere a tutto il territorio il Sostegno all'inclusione attiva - ma insieme ai risparmi e fondi pregressi si stima che le risorse disponibili superano 1 miliardo. Dal 2017 è stanziato 1 miliardo.

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