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Giustizia tributaria, tavolo per la riforma

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Giustizia tributaria, tavolo per la riforma

ROMA - La riforma della giustizia tributaria entra ufficialmente nell'agenda di Governo. Con una nota diramata ieri il ministro dell'Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, e il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, hanno reso noto di aver condiviso l'esigenza di «un intervento volto ad assicurare un funzionamento più efficace» del contenzioso fiscale. In questo senso va vista l'istituzione di un tavolo tecnico presieduto da Roberto Garofoli e Giovanni Melillo, capi di gabinetto rispettivamente del ministero dell'Economia e delle Finanze e di quello della Giustizia per arrivare a individuare soluzioni per «una riforma della giustizia tributaria che si ispiri alle migliori pratiche internazionali», spiegano dal Mef.

Regista dell'operazione sarà il viceministro dell'Economia, Luigi Casero, con delega alle Finanze, che proprio in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario della giustizia tributaria, il 19 febbraio scorso, annunciò all'organismo di autogoverno dei giudici tributari l'intenzione di istituire «una commissione di altissimo profilo in grado di elaborare una proposta in tempi brevi per una riforma di sistema della giustizia tributaria».

Non siamo ancora alla nuova commissione di alto profilo ipotizzata dal viceministro ma l'istituzione del tavolo tecnico rappresenta il primo passo ufficiale per arrivare alla sua nomina. Ma allo stesso tempo il tavolo tecnico appena istituito avrà il compito di convogliare verso un'unica direzione tutte le iniziative che si stanno mettendo in campo sia in Parlamento che fuori dalle Camere per la riforma del contenzioso. L'obiettivo di fondo sarà quello di arrivare a un sistema semplice ed efficace, «ma soprattutto terzo e assolutamente corretto», aveva precisato Casero. Fenomeni di corruzione come quelli delle ultime settimane minano il sistema e per Casero «Il cittadino-contribuente ha diritto a un giudizio giusto ed equo cui affidarsi». Il giudice tributario post-riforma, sempre secondo le prime indicazioni di Casero, «dovrà avere grande professionalità», ossia dovranno essere in campo giudici professionisti «e vanno cancellati i rapporti tra lavoro privato e attività giudicante».

Nel cantiere delle idee aperto da Il Sole 24 Ore il 24 marzo scorso per la riforma del contenzioso il presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria, Mario Cavallaro, ha evidenziato che per un sano riformismo occorre avviare un percorso che porti a giudici professionalizzati. Per risolvere il nodo della Cassazione si può affidare alle Corti di secondo grado anche la competenza in sede di legittimità come avviene già in Consiglio di Stato.

Per Mario Cicala, presidente Ugt, «la creazione di un tavolo tecnico può costituire un passo importante per giungere a proposte razionali e condivise abbandonando sterili polemiche e diffidenze».

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