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Precompilata, 16 milioni di scontrini in archivio

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Precompilata, 16 milioni di scontrini in archivio

Passata la scadenza del 22 luglio, per i quasi 2 milioni di italiani che hanno inviato il modello 730 alle Entrate con il fai-da-te si apre una fase da non sottovalutare: l’archiviazione e la conservazione di ricevute, fatture, scontrini e altri giustificativi alla base della dichiarazione dei redditi.

Chi non si è rivolto al Caf o al commercialista non può contare sul fatto che il fisco eseguirà eventuali controlli formali soltanto nei confronti dell’intermediario che ha trasmesso il modello all’Agenzia. Anzi, in caso di verifiche delle Entrate, il contribuente dovrà essere in grado di giustificare la propria posizione “carte alla mano”, anche a distanza di anni.

L'INVIO DIRETTO
Le dichiarazioni precompilate predisposte dalle Entrate e quelle inviate direttamente dai contribuenti con il fai-da-te (Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati agenzia delle Entrate)

In tutto si può ipotizzare che le persone interessati dal fai-da-te debbano archiviare quest’anno circa 16 milioni di documenti, prendendo come riferimento la media di otto giustificativi per modello 730 rilevata da alcuni Caf. Ma probabilmente si tratta di una stima per difetto, visto che gli intermediari di solito compattano su un unico documento gli scontrini sanitari e non hanno bisogno di registrare le certificazioni uniche (Cu) già ricevute dall’Inps o dalla pubblica amministrazione.

“Anche le stampanti più economiche sono dotate di uno scanner che permette di generare direttamente i file in digitale”

 

Già da diversi anni, i Caf si sono attrezzati per l’archiviazione in formato digitale, anche per la difficoltà di gestione dei grandi archivi cartacei (costo per i locali, normative anti-incendio, eccetera). Del resto, gli intermediari in genere si limitano a conservare una copia dei giustificativi, ed è evidente che – a parità di valore – una scansione in formato «.pdf» è preferibile a una fotocopia cartacea.

I contribuenti, invece, hanno tra le mani gli originali dei documenti. Ma anche per loro l’archiviazione informatica è un passaggio utilissimo, perché consente di proteggersi da eventuali smarrimenti o deterioramenti dei giustificativi cartacei. Chi non ha visto sbiadire uno scontrino?

Oltretutto, ormai, anche le stampanti più economiche sono dotate di uno scanner che permette di generare direttamente i file in digitale («.pdf» o altro formato). Dopodiché, le soluzioni per non perderli sono le più diverse: dal salvataggio su chiavette e memorie esterne al caricamento su internet (servizi cloud, disponibili anche gratis fino a un certo volume di archiviazione). Di certo, non conviene lasciarli solo sul computer.

Una volta stabilito “come” conservare i documenti, c’è da chiedersi “quali”. La regola d’oro è che bisogna giustificare ogni cifra inserita nel 730, partendo dalla (o dalle) Cu e facendo attenzione anche ai documenti meno scontati e alle eventuali annotazioni necessarie.

IL FAI-DA-TE PER FASCE D'ETÀ
La suddivisione per età dei contribuenti che hanno inviato il 730 precompilato direttamente tramite il sito delle Entrate. Dati in migliaia e % sul totale (Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati agenzia delle Entrate)

Spesso, ad esempio, i coniugi possono detrarre le spese in base all’effettiva percentuale di sostenimento, ma devono ricordarsi di annotarla sull’originale, come avviene per le spese di istruzione scolastica detraibili dalla dichiarazione presentata quest’anno.

Un’altra ipotesi da non trascurare è quella delle spese pagate con bancomat o carta di credito, ad esempio per l’acquisto dispositivi medici detraibili (come un materasso ortopedico) o mobili ed elettrodomestici per l’arredo di case ristrutturate: in quest’ultimo caso, le Entrate chiedono di conservare «ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente».

In alcune situazioni è comunque possibile recuperare i documenti risalendo direttamente alla fonte. È il caso innanzitutto del «Cassetto fiscale» sul sito delle Entrate, da cui si possono scaricare tra l’altro i dati delle dichiarazioni dei redditi già presentate, oltre che i rimborsi e i versamenti. Ma a volte il recupero è possibile anche da altri database.

I NUOVI DATI DEL 2016
Le informazioni aggiuntive inserite dalle Entrate quest'anno nel 730: controvalore in miliardi di euro, dati inseriti in milioni e importo medio in euro (Fonte: elaborazione del Sole 24 Ore su dati agenzia delle Entrate)

Ad esempio, sui siti di home banking si riesce a risalire alle ricevute dei bonifici pagati per le ristrutturazioni edilizie e – in alcune casi – anche alle certificazioni degli interessi sul mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale. O, ancora, dal sito dell’Enea per le trasmissione delle pratiche relative all’ecobonus (55-65%) si può accedere alla documentazione e, nel caso, ristamparla anche a distanza di anni.

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