Norme & Tributi

Il modello Isee sarà precompilato da Inps e Agenzia

legge di bilancio

Il modello Isee sarà precompilato da Inps e Agenzia

Le semplificazioni degli adempimenti si allargano all’Isee pre-compilato. Nelle intenzioni del Governo dal prossimo anno l’indicatore con cui si misurano le condizioni economiche dei cittadini ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, potrebbe essere rilasciato dall’Inps con una parte di dati già definiti. Lo prevede una norma contenuta nel decreto fiscale varato sabato sera insieme con il disegno di legge di Bilancio 2017 ma ancora al vaglio di fattibilità dei tecnici di Palazzo Chigi. Capofila dell’operazione sarà l’Inps, che agirà in coordinamento con l’agenzia delle Entrate e i ministeri del Lavoro e dell’Economia. La parte di dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) con i dati già definiti del beneficiario non riguarderebbero solo le componenti più variabili, come la numerosità del nucleo familiare oppure la presenza o meno di un dossier titoli legato al conto corrente.

Se l’ipotesi andrà in porto la semplificazione toccherà non meno di 4,165 milioni di famiglie che attualmente hanno un Isee attivo, per un totale di 13 milioni di persone, pari al 21% della popolazione (secondo gli ultimi dati del monitoraggio del ministero del Lavoro).

Il nuovo Isee è entrato effettivamente in vigore il 1°gennaio 2015 dopo un lungo processo di gestazione a cavallo degli ultimi tre governi. E la sua applicazione ha dato un colpo di spugna a fenomeni di false dichiarazioni di massa. Più in particolare, gli italiani che per ottenere sconti fiscali o prestazioni sociali agevolate dichiarano di possedere «nulla», sono scesi drasticamente, passando dal 70% al 14% l’anno scorso (nel Mezzogiorno da quasi il 90 al 20%). Merito, secondo il ministero di un indicatore molto più veritiero, in cui redditi non sono più autodichiarati, ma rilevati direttamente presso l’anagrafe tributaria.

Vale ricordare che la disciplina riformata dell’Isee è stata nuovamente modificata con riferimento ai nuclei familiari con persone con disabilità. Infatti, a seguito delle sentenze del Consiglio di Stato, che hanno definitivamente chiarito che nella nozione di «reddito disponibile» non potevano essere inclusi i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità, con la conversione del decreto legge 29 marzo 2016, n. 42, è stato corrispondentemente modificato l’Isee delle persone con disabilità, recuperando alcune caratteristiche della previgente disciplina.

L’Inps ha così ricalcolato d’ufficio le Dsu interessate: l’operazione, chiusa il 10 settembre scorso, ha coinvolto 410mila nuclei familiari (escluso chi aveva già un Isee nullo). L’impatto è stato significativo per gli Isee più elevati, la cui quota si è ridotta nettamente (ad esempio, sopra i 15mila euro, con le regole precedenti c’era il 19% dei nuclei con disabili, con quelle attuali il 13,5%).

Oltre al ricalcolo dell’Isee per le famiglie con disabili, l’Inps ha rafforzato i controlli sui patrimoni mobiliari, evidenziando su oltre 5 milioni di Dsu monitorate un 24% di dichiarazioni con omissioni o difformità. Significativa l’evoluzione mensile: nelle Dsu presentante, si è passati da un nucleo familiare su due con Isee pari a zero di gennaio a uno su 12 a fine anno.

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