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Diffamatorio il cartello affisso in luogo pubblico che offende il collega

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Diffamatorio il cartello affisso in luogo pubblico che offende il collega

Condannato per diffamazione un professore di Napoli colpevole di aver affisso nella scuola in cui insegna un foglio in cui campeggiava la scritta “ignorante” riferita a una collega. I giudici di Cassazione stigmatizzano l'atteggiamento del docente e confermano la condanna comminata dalla Corte di appello di Napoli.
Inutile la giustificazione del docente, secondo cui l'epiteto “ignorante” si sarebbe riferito alla mancata conoscenza della normativa antifumo da parte della collega fumatrice: secondo i giudici la questione è irrilevante, tanto più che il ricorso omette il puntuale confronto con le argomentazioni della Corte di merito, risultando pertanto carente della necessaria correlazione tra le argomentazioni sostenute contro il docente e quelle invocate a sua discolpa.
Nella sentenza 50831 depositata il 1° dicembre, la Cassazione stronca anche il tentativo dell'insegnante di bollare come “inaffidabili, illogiche, prive di dati oggettivi e dettate da malanimo” le dichiarazioni della persona offesa e di depotenziare la validità di alcuni dettagli sulle modalità di affissione. La Cassazione, al contrario, ribadisce l'attendibilità delle deposizioni rilasciate dalla parte offesa e dal dirigente scolastico. Quest'ultimo, poi avrebbe fornito una prova inconfutabile della immediata identificazione dell'imputato quale autore dell'affissione, poiché a lui si è rivolto il dirigente esigendo le scuse immediate nei confronti della collega.
Nessun dubbio, infine, sulla scarsa rilevanza dei dati probatori presentati dall'imputato a propria difesa, definiti del tutto “periferici” rispetto al nucleo essenziale della vicenda.

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