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Il difficile addio agli studi di settore

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Il difficile addio agli studi di settore

Il superamento degli studi di settore e la loro sostituzione con nuovi indici di affidabilità fiscale è un'operazione articolata i cui effetti dipenderanno dalla tempistica e i criteri adottati per il superamento degli studi, dal tipo di dati che verrà utilizzato per costruire i nuovi indicatori e dall'efficacia degli incentivi al rispetto degli indicatori stessi.
È probabile che la sostituzione degli studi con gli indicatori avvenga gradualmente.
Logica vorrebbe che si iniziasse dagli studi che hanno dimostrato di essere meno affidabili e/o inefficaci, ovvero non in grado di incidere sulla compliance dei contribuenti, a sua volta valutata tenendo in considerazione sia l'adeguamento in dichiarazione sia quello cosiddetto “in corso d'anno”. Questa operazione-verità andrebbe fatta in modo trasparente, coinvolgendo attivamente le categorie e rendendo i risultati pubblicamente disponibili, con l'obiettivo di condividere un cronoprogramma per l'attuazione della riforma.
Tuttavia, c'è la possibilità che venga scelta una soluzione diversa, iniziando dai settori economici per i quali è più semplice ricomporre le risultanze degli studi attuali (congruità, normalità e coerenza) in un indicatore unico, magari mediaticamente attraente, e rinviando al futuro i casi più complessi.
La portata realmente innovativa della riforma si manifesterà anche sul terreno dei dati utilizzati per costruire i nuovi indicatori. L'amministrazione finanziaria deve essere indotta a sfruttare pienamente tutte le basi dati, includendo non solo quella degli studi di settore, ma anche lo spesometro, i dati sui consumi, quelli tratti dall'anagrafe dei rapporti finanziari, nonché quelli derivanti dall'attività di accertamento e verifica. Fino ad oggi questa integrazione di diverse banche dati è avvenuta in misura molto limitata per la natura rigida degli studi di settore, imperniati sulla regressione multivariata.
Nulla impedisce che questo strumento venga utilizzato solo per alcuni settori o cluster che rappresentano realtà economiche complesse, mentre per altri ci si affidi a indicatori più semplici e facilmente comprensibili per il contribuente.
Infine, sarà molto importante capire che incentivi verranno introdotti in luogo della precedente “minaccia” di accertamento dei contribuenti incongrui che, per quanto poco credibile, ha comunque presumibilmente avuto effetti, non solo positivi.
Il suo superamento è certamente auspicabile, ma la nuova premialità dovrà soddisfare contemporaneamente due esigenze contrapposte. Da un lato, la necessità di definire come virtuosi un numero non marginale di contribuenti, altrimenti l'operazione sarebbe inutile, anche per l'amministrazione. Dall'altro lato la nuova premialità dovrà essere sufficientemente selettiva, così da premiare i contribuenti che effettivamente lo meritano, evitando nel contempo che la riforma sia impedita o ritardata dalla mancanza delle coperture di gettito.

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