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Damiano chiede aiuto ai sul Jobs act professionisti alla festa dei…

PROFESSIONISTI & previdenza

Damiano chiede aiuto ai sul Jobs act professionisti alla festa dei vent’anni delle Casse «103»

Le Casse di previdenza dei professionisti non devono attenersi a quanto prevede la legge Madia sul divieto di partecipazione a cariche apicali all'interno degli enti per chi è già in pensione (riforma Madia). La notizia è stata data ieri dalla dottoressa Concetta Ferrari, direttore generale delle politiche per le politiche previdenziali del ministero del Lavoro, durante l'evento organizzato ieri per festeggiare le Casse di pevidenza nate con il Dlgs 103/96. Viene così a cadere l'interpretazione data sulla questione dal ministero della Funzione pubblica che aveva creato preoccupazione tra alcune Casse.

I presidenti
Il ventennale festeggiato ieri è stata l'occasione per fare il punto sui primi 20 anni delle Casse 103, sul palco ieri erano presenti i presidenti delle Casse cosiddette “giovani” e quindi: Tiziana Stallone per Enpab-biologi, Felice D. Torricelli per Enpap-psicologi, Mario Schiavon per Enpapi-infermieri (l’unico che già ricopriva la carica di presidente alla festa del decennale nel 2006), Stefano Poeta per Epap - ente pluricategoriale di geologi, attuari, chimici, agronomi e forestali, Valerio Bignami per Eppi-periti industriali.

Il rapporto
Le Casse “del 103” hanno commissionato a Itinerari previdenziali la stesura di un rapporto per fare un ritratto che le rappresenti. Il rapporto rileva che sono 160.238 oggi i liberi professionisti iscritti agli Enti previdenziali di “nuova generazione”, erano 51.000 nel 1999. La fascia d’età più rappresentata è quella compresa tra i 31 e i 45 anni, che sono quasi la metà del totale (48,3%); il genere più rappresentato sono le donne che rappresentano il 60% del totale.

Nel 2015 le Casse previdenziali del 103 hanno gestito attività per 4,2 miliardi e destinato al welfare dei loro iscritti 57,6 milioni di euro per un ammontare di quasi 121.000 prestazioni assistenziali complessive, in forma di contributi monetari, o di servizi.

I problemi impellenti
Il problema principale di questi giovani enti riguarda la non adeguatezza delle prestazioni pensionistiche; attualmente il tasso di sostituzione - ha detto il presidente Epap Stefano Poeta - si aggira intorno al 20%, il che significa che se le entrate di un professionista iscritto all'ente nell'ultimo anno di attività sono pari a 2mila euro la sua pensione sarà di 400 euro. Una situazione nota anche alla politica, il presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano ieri presente, ha parlato della necessità di stabilire un quantum minimo garantito «uno sgabello sociale minimo, che potrebbe essere di 500 euro, un'operazione di equità per evitare che i giovani si disinnamorino della previdenza e quindi da essa si allontanino, uccidendo di fatto l'intero sistema».

Per aumentare il tasso di sostituzione, e quindi la pensione, alcune Casse (in ultimo la Cassa di previdenza e assistenza dei dottori commercialisti) hanno ottenuto il via libera per riversare sui montanti individuali i rendimenti finanziari. Una possibilità che però non è stata concessa a tutti. Alla richiesta del perché si applicano comportamenti differenziati Concetta Ferrari ha riposto: «Non tutte le Casse hanno un sistema tecnico attuariale omogeneo, per cui a una Cassa si può approvare una determinata delibera e o disposizione che invece non viene approvata per un altro ente; la differenza dell'equilibrio tecnico attuariale di un ente rispetto a un altro fa spesso la differenza».

Alla necessità di garantire un assegno adeguato, un problema evidente per chi applica il sistema di calcolo contributivo puro, si aggiungono poi problemi noti e mai risolti come la volatilità legislativa, la stratificazione dei controlli - costosa e non sempre efficace -, la doppia tassazione.

Le novità della legge di Bilancio
«Abbiamo avviato un processo di efficienza e razionalizzazione dei controlli - racconta Lello Di Gioia, presidente della Commissione parlamentare di controllo degli enti di previdenza privati - grazie a due emendamenti alla legge di bilancio». Il primo è contenuto nel comma 96 che, si legge nel testo, «...attribuisce alla Commissione parlamentare di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale il compito di segnalare ai Ministeri vigilanti le situazioni di disavanzo economico-finanziario apprese nell'esercizio delle proprie funzioni di controllo dei bilanci degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza ed assistenza. La segnalazione è effettuata ai fini della nomina da parte del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di un commissario straordinario, il quale adotta i provvedimenti necessari per il riequilibrio della gestione». Il comma 98 contiene una norma di semplificazione della gestione perché «...interviene sulla composizione dell'organo di indirizzo generale delle Casse previdenziali dei liberi professionisti, fissando un limite massimo di 50 membri elettivi, fermo restando il rapporto di uno ogni mille iscritti all'ente gestore».

Il Jobs act degli autonomi
Cesare Damiano ha chiesto alla platea dei professionisti una mano per migliorare il cosiddetto Jobs act degli autonomi: «Servono tutele nuove nel lavoro autonomo - afferma - nel caso delle malattie oncologiche per esempio bisogna consentire la sospensione dei versamenti contributivi; è necessario poi intervenire sulla formazione continua e sugli aiuti alla maternità, mi è stato chiarito - racconta - che la professionista non può assentarsi come la lavoratrice dipendente perché perderebbe i clienti, per migliorare il testo del Ddl mi serve confrontarmi con voi - conclude damiano - esaminiamo il Jobs act e miglioriamolo insieme».

Le testimonianze degli iscritti
Le Casse in questi anni per essere vicino ai giovani si stanno attrezzando anche attraverso la leva del welfare. Ieri alcuni professionisti iscritti sono saliti sul palco per raccontare la loro esperienza di welfere, dove accanto ai più tradizionali casi di intervento assistenziale per superare malattie, sostenere lo studio dei figli o la maternità delle professioniste, sono stati presentati anche interventi di welfare più orientati all’inserimento nel mondo del lavoro o all’ampliamento delle competenze professionali. È il caso di Marcella Peroni e Mara Lastretti, iscritte all’Enpap, la Cassa di previdenza degli psicologi; la prima lavora con una associazione di Bologna che segue ragazzi con disturbi nell’apprendimento e grazie a borse di studio erogate dall’ente l’associazione ha potuto seguire corsi di alta formazione per miglirare la gestione e il rapporto con il territorio; la seconda ha visto finanziato uno studio per valutare l’effetto positivo - anche sulle casse dell’assistenza sanitaria pubblica - di un supporto psicologico su pazienti diabetici. Di stampo internazionale invece la testimoninza di Chaiara Belli, biologa nutrizionista, che grazie a Enpab è stata in Bolivia presso una Onlus che segue i banbini di zone particolarente povere e svantaggiate per educarli alla corretta alimentazione; un’esperienza che può essere spesa non solo all’estero ma anche in Italia ad esempio nella gestione dei migranti. C’è poi il racconto di Luigi Sabatella, biologo laboratorista, che grazie ai finanziamenti di Enpab si è specializzato in tossicologia forense, una branca per la professione poco nota che offre diversi spazi di attività.

L’incontro Adepp di domani
Di sistema Casse si parlerà anche domani alla presentazione del Rapporto Adepp - l'associazione che rappresenta tutte le Casse professionali - a Palazzo Giustiniani. Un rapporto che considera sia le Casse del 103 che quelle privatizzate co il Dlgs 509/94.

«Il rapporto fotografa il mondo dei liberi professionisti - anticipa Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp - con 1 milione e mezzo di iscritti, 465mila prestazioni erogate 9 miliardi di euro raccolti nel 2016» .

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