Norme & Tributi

Iri in cerca di una via d’uscita sugli utili distribuiti ai soci

FISCO

Iri in cerca di una via d’uscita sugli utili distribuiti ai soci

La sede dell'Iri a Via Veneto a Roma. (Ansa)
La sede dell'Iri a Via Veneto a Roma. (Ansa)

Nuova Iri in cerca di una correzione normativa. L’imposta proporzionale sugli utili non distribuiti delle imprese Irpef in contabilità ordinaria arriva nel nostro ordinamento dopo diversi anni di tentativi andati a vuoto. Nonostante i molti progetti elaborati sull’argomento, il testo approvato (l’articolo 55-bis del Tuirintrodotto dalla legge di bilancio 2017) presenta lacune di tale portata da rendere necessario, ad avviso di chi scrive, un intervento correttivo da parte del legislatore.

I punti poco chiari sono numerosi e rilevanti. Si va dal calcolo degli importi deducibili (i cosiddetti «prelievi in conto utili»), argomento sul quale è arrivato un primo chiarimento dalle Entrate durante Telefisco 2017, al regime delle distribuzioni delle riserve di capitale. La questione più rilevante, che si ritiene non potrà essere risolta in via interpretativa, è la sorte degli utili tassati a Iri, che vengono distribuiti ai soci dopo la cessazione del regime.

Sono ipotizzabili tre possibili soluzioni normative.

1) Prevedere un prolungamento «virtuale» del regime e dunque la deduzione di tali distribuzioni da parte della società tornata in regime di trasparenza e correlativamente la tassazione integrale in capo al socio percettore.

2) Stabilire, invece, la assoluta irrilevanza (sia per la società trasparente che per il socio percettore) di tali distribuzioni.

3) Prevedere – e si tratta della soluzione più equilibrata – una tassazione parziale in capo al socio come per i dividendi pagati dalle società di capitali.

I tanti dubbi impediscono oggi ai contribuenti interessati di prendere la decisione sulla adozione del regime in modo sufficientemente affidabile, tenuto conto peraltro che ci si vincola per cinque anni (dal 2017 al 2021 per la prima opzione). Un’unica consolazione, ci sarà tempo fino al 30 settembre 2018 per esercitare l’opzione e per quella data, almeno è da sperarlo, gran parte degli interrogativi dovrebbe essere risolta

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