Norme & Tributi

Lotta all’evasione, il peso della voluntary nel record 2016

RECUPERO DA 19 MILIARDI

Lotta all’evasione, il peso della voluntary nel record 2016

Imagoeconomica
Imagoeconomica

Un record con una presenza di rilievo: la prima edizione del rientro dei capitali porta in dote alla lotta all’evasione 4,1 miliardi di euro (che si sommano ai 200 milioni “iscritti” già nel 2015). Un contributo determinante nel portare l’asticella del recupero complessivo a quota 19 miliardi con una crescita del 28% rispetto al 2015. Il risultato, nonostante l’una tantum, è stato definito «senza precedenti nel nostro Paese» dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

Le somme riportate all’Erario sono la testimonianza che «il governo - come ha fatto notare il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan - non strizza l’occhio agli evasori, il governo strizza l’occhio ai contribuenti e alle imprese onesti, li aiuta ad adempiere, a non sbagliare, e li invita a correggere eventuali errori, senza un approccio inutilmente punitivo».

Le slide presentate ieri al ministero dell’Economia fanno emergere che l’agenzia delle Entrate nell’azione di contrasto si è concentrata sui grandi contribuenti: su 3.114 aziende il 40,3% è stato sottoposto a controllo da cui sono arrivati 1,6 miliardi. «L’amministrazione non si accanisce sui piccoli contribuenti» ha fatto notare il direttore dell’Agenzia Rossella Orlandi. Comunque la componente dei controlli formali su detrazioni e deduzioni, e il corretto utilizzo dei crediti d’imposta nelle dichiarazioni dei redditi continuano a essere una certezza per gli incassi. Dai 280.650 contribuenti persone fisiche messi sotto la lente sono arrivati 1,5 miliardi di euro.

Nella scomposizione del gettito recuperato spiccano i 4,8 miliardi (+9% sul 2015) ottenuti grazie alla riscossione coattiva di Equitalia e i versamenti diretti che salgono da 10,2 a 13,7 miliardi (+34%). Ma a far ben sperare per il nuovo corso del fisco “dialogante” è il dato della compliance, ossia dell’adeguamento spontaneo dopo le lettere inviate dall’Agenzia. Il tasso di adesione agli oltre 533mila alert è stato di quasi il 42% ed ha garantito incassi per mezzo miliardo contro i 300 milioni dei 12 mesi precedenti. «I dati dimostrano che l’azione di politica fiscale che si basa sull’azione preventiva e il rapporto positivo con il contribuente portano a un incremento dell’adempimento spontaneo» è il commento del viceministro all’Economia, Luigi Casero, che ha ricordato anche come l’obiettivo del futuro immediato è quello di «far sì che questi dati da straordinari diventino consolidati per ridurre il tax gap».

Due le strade da percorrere: la riforma delle agenzie fiscali, con maggior autonomia gestionale anche sul fronte del personale, e un maggior utilizzo delle banche dati. Sul primo fronte il ministro Padoan ha parlato di un «completamento della riforma delle agenzie fiscali, in linea con le raccomandazioni di Ocse e Fmi, ed accompagnata da un rinnovato focus sulla riscossione coattiva, con la trasformazione di Equitalia in ente pubblico economico». Riforma che «dovrà garantire - sempre a detta del ministro - autonomia alle agenzie fiscali, la possibilità di usufruire delle migliori professionalità e di pianificare i propri investimenti, ed allo stesso tempo assicurare la supervisione e direzione governativa».

Un contributo potrà arrivare anche dalla Commissione di coordinamento voluta dal ministro per sfruttare al meglio le sinergie esistenti, sia sotto il profilo della analisi del rischio che dell’innovazione tecnologica. Sempre Padoan poi non ha risparmiato parole di ringraziamento agli oltre 39mila dipendenti dell’agenzia delle Entrate. Sulla stessa linea anche Rossella Orlandi, che ha ricordato l’impegno non solo sul recupero dell’evasione ma anche sui servizi ai contribuenti: 2,74 milioni di rimborsi erogati nel 2016 per un valore di 14 miliardi; gestione di 200 milioni di modelli di versamento F24 per un importo di 587 miliardi; la nuova e particolarmente complessa “partita” del canone Rai in bolletta che ha comunque garantito 2,1 miliardi con un gettito aggiuntivo di 500 milioni.

Il segnale di un fisco più rivolto al dialogo verso i contribuenti emerge dagli interpelli. Le risposte favorevoli ai contribuenti sono state il 43% a cui si aggiunge il 23% di risposte parzialmente favorevoli. Nel complesso l'Agenzia ha fornito risposte a 11.781 interpelli e 538 consulenze giuridiche. E i confini si allargano: l’interpello per nuovi investimenti ha già “attratto” 16 grandi investitori, di cui 11 esteri. Sei istanze già presentate producono un valore complessivo di 3,87 miliardi di euro di investimenti con ricadute occupazionali per circa 75mila posizioni lavorative.

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