Norme & Tributi

Spesometro anche per gli enti locali

ADEMPIMENTI FISCALI

Spesometro anche per gli enti locali

Anche gli enti pubblici devono comunicare al Fisco le fatture emesse ogni trimestre, almeno quelle al di fuori del sistema di interscambio.

Con la pubblicazione della circolare 1/E/2017 del 7 febbraio scorso sembra tramontare la speranza per gli enti pubblici di venire esonerati dalla comunicazione trimestrale delle fatture emesse e ricevute (il cosiddetto nuovo spesometro).

Gli uffici degli enti si aspettavano questo esonero al pari degli esoneri ripetuti relativi al vecchio adempimento previsto dall’articolo 21 del dl 78/2010.

La circolare 1/2017 stabilisce che le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2 della legge 196/2009, nonché le amministrazioni autonome, sono esonerate dall’obbligo di invio dei dati delle fatture ricevute, tenuto conto dell’ obbligo per i fornitori della trasmissione attraverso il Sistema di interscambio delle fatture elettroniche.

Ma la circolare stabilisce che resta obbligatorio, anche per tali enti, l’invio dei dati delle fatture emesse, e delle relative note di variazione, che non siano state trasmesse tramite il Sistema di interscambio. L’obbligo di invio delle fatture emesse al di fuori del sistema di interscambio comporta una serie di problemi peculiari per gli enti locali che richiedono puntuali chiarimenti.

Ad esempio, molti enti gestiscono in economia il servizio idrico integrato, emettendo le bollette-fatture ai sensi del Dm 370/2000, che prevede che per l’addebito dei corrispettivi relativi a diversi servizi, tra i quali le somministrazioni di acqua, fognatura e depurazione, possono essere emesse bollette in luogo delle fatture, la cui registrazione può avvenire cumulativamente sul registro dei corrispettivi.

Il provvedimento delle Entrate del 2 agosto 2013 (paragrafo 4.1) aveva previsto apposito esonero dalla comunicazione polivalente per le fatture oggetto dell’obbligo di trasmissione previsto dall’articolo 7 del Dpr 605/1973, nel caso specifico le comunicazioni delle utenze di cui all’articolo 6 lettera g-ter del Dpr 605/1973. Esonero che dovrà essere - ci si augura - ribadito per il nuovo adempimento.

Un altro punto da chiarire riguarda la fatturazione delle operazioni esenti, in quanto gli enti locali forniscono servizi esenti come asili nido, gestione di micro comunità per anziani, assistenza domiciliare, in contabilità separata, godendo dell’esonero dalla fatturazione previsto dall’articolo 36 bis del Dpr 633/1972.

La circolare delle Entrate 24/2011, al punto 2.1, stabiliva che tra i soggetti obbligati erano compresi anche coloro che si avvalevano della dispensa prevista dall’articolo 36-bis citato, obbligo ribadito dalla risposta dell’Agenzia dell’ 11 ottobre 2011 al quesito n. 10: «Vanno sempre comunicate le operazioni attive e passive esenti se di importo superiore alla soglia stabilita».

La circolare 1/2017 in effetti stabilisce che le informazioni da trasmettere sono relative alle “fatture emesse”, quindi i casi di esonero previsti dalla norma dovrebbero escludere un obbligo in tal senso, ma un chiarimento ministeriale si rende quanto mai opportuno, visti anche i contraddittori chiarimenti relativi al precedente spesometro.

Alla luce dell’impianto sanzionatorio previsto dalla norma (due euro per ogni fattura non trasmessa o trasmessa irregolarmente fino ad un massimo di mille euro a trimestre, con esclusione dell’applicazione del cumulo giuridico), ogni ente dovrà rivedere profondamente i propri comportamenti fiscali ai fini di avere la certezza della correttezza della certificazione delle proprie operazioni attive.

Fino ad oggi, essendo esonerati dal “vecchio” spesometro, la mancata fatturazione (con l’applicazione del cumulo giuridico) con registrazione delle entrate tra i corrispettivi, e quindi con il totale assolvimento dell’imposta, esponeva gli enti a sanzioni decisamente inferiori a quelle previste dalla nuova comunicazione trimestrale fatture.

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