Norme & Tributi

Per gli Intrastat niente sanzioni

fisco e contribuenti

Per gli Intrastat niente sanzioni

Nessuna sanzione per chi ritarda ad inviare i modelli Intrastat, e sulla contabilità per cassa si pensa al frazionamento di perdite e rimanenze. È quanto è emerso ieri durante l’incontro sulla legge di stabilità 2017 organizzato dall’Ordine dei commercialisti di Milano in collaborazione con la Cassa di previdenza dei ragionieri, a cui erano presenti, il viceministro dell’Economia, Luigi Casero e il direttore dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi.

L’impegno sull’Intrastat arriva dal direttore Orlandi, a cui è stato chiesto che cosa accadrà ora dato che la norma, che ne reintroduce l’obbigo, arriverà in prossimità del 25 febbraio, se non addirittura a scadenza superata. «L’agenzia delle Entrate ha dato un’interpretazione d’urgenza sui modelli Intra con i colleghi dell’agenzia delle Dogane come segno di attenzione verso i contribuenti - ha detto Rossella Orlandi -. Se la norma è in ritardo non si erogano sanzioni visto che viene in soccorso il principio generale». La semplificazione per gli Intrastat, per esigenze statistiche è quindi rimandata al 1° gennaio 2018 e l’idea a cui si sta lavorando, anticipata dal viceministro Casero, durante il suo intervento, è quella di adottare in Italia le stesse regole tedesche. Una strada già seguita, per esempio, con il superammortamento e l’iperammortamento, già adottati dai tedeschi e ora replicati anche da noi. Un modo per ridurre il gap competitivo tra le nostre imprese e quelle Ue.

A proposito di competitività in Europa la legge di bilancio 2017 contiene alcuni interventi pensati per gestire il post Brexit. Milano, infatti, è in prima linea per diventare una valida alternativa a Londra per tutte quelle realtà economiche e finanziarie che stanno decidendo dove trasferirsi; il principale competitor del capoluogo lombardo è Francoforte. «Il fisco in questa partita gioca un ruolo determinante quanto la giustizia civile - sottolinea Orlandi ai commercialisti milanesi -. Per questo stiamo lavorando per introdurre nuovi principi, come la cooperative compliance, e nuovi istituti come la tassazione forfettaria per i residenti non domiciliati, adottata già in Spagna e in Lussemburgo ». Il viceministro Casero ha sottolineato l’importanza del momento: «Riuscire ad attrarre a Milano queste realtà porta una spinta complessiva all’intero paese con ricadute occupazionali e sul Pil».

In merito allo sciopero dei commercialisti ormai scongiurato - i sindacati lo hanno revocato mercoledì scorso - Casero ringrazia la categoria di cui sottolinea il ruolo fondamentale: «Associare l’evasore al commercialista è sbagliato e falso - afferma -, le imprese che hanno un commercialista hanno una fedeltà fiscale maggiore rispetto a chi non lo ha ed è giusto riconoscere a questa categoria il ruolo che le compete». Per Casero così come non è possibile improvvisarsi avvocato, medico o ingegnere non è ammissibile che ci si possa improvvisare commercialista. Questo tema sarà affrontato già oggi all’apertura del tavolo sulla fatturazione elettronica e sul fisco digitale «uno dei pilastri della riforma fiscale », secondo Casero e «la madre di tutte le semplificazioni» per Orlandi, che vedrà partecipare il ministero dell’Economia, l’agenzia delle Entrate , il consiglio nazionale dei commercialisti e le imprese.

Casero, infine, nel rispondere a una domanda del moderatore sulla contabilità per cassa, anticipa che è in arrivo una circolare dell’agenzia delle Entrate e che, per le rimanenze e le perdite, si sta studiando la possibilità di un loro rinvio e scaglionamento su più annualità.

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