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Videosorveglianza, l’importo del credito dipenderà dal numero di…

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Videosorveglianza, l’importo del credito dipenderà dal numero di istanze

Entro il 20 marzo chi vorrà usufruire del credito d’imposta per le spese relative alla videosorveglianza dovrà inviare telematicamente la domanda attraverso il software «Comunicazione VDS» disponibile gratuitamente sul sito dell’agenzia delle Entrate. Possono ottenere il bonus i contribuenti che hanno sostenuto spese per prevenire attività criminali, installando sistemi di videosorveglianza digitale e di allarme o sottoscrivendo un contratto di vigilanza.

Il credito d’imposta spetta se le spese sono state sostenute nel 2016 e se l’immobile interessato alla sorveglianza è per uso personale o familiare. Il credito viene ridotto al 50% se invece l’immobile è utilizzato anche per l’esercizio di un’attività d’impresa o di lavoro autonomo.

In totale ci sono a disposizione 15 milioni di euro e verranno ripartiti tra tutti coloro che chiederanno di usufruirne, ma il credito d’imposta non sarà cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per le stesse spese. L’Agenzia stabilisce la percentuale massima del credito d’imposta che spetta a ciascun richiedente in base al rapporto tra l’ammontare delle risorse disponibili e l’ammontare del credito d’imposta complessivamente richiesto dai contribuenti. In base alle domande arrivate, quindi, sarà determinato (entro il 31 marzo) l’importo utilizzabile da ciascun contribuente.

Il credito può essere usato solo in compensazione di imposte, utilizzando il modello F24. Chi non è titolare di reddito d’impresa o di lavoro autonomo può fruire del credito anche portandolo in diminuzione delle imposte dovute in base
alla dichiarazione dei redditi.

L’agenzia delle Entrate specifica che per effettuare la richiesta bisognerà inserire «il codice fiscale, il codice fiscale del fornitore dei sistemi di sorveglianza o del servizio di vigilanza, la data e l’importo delle fatture dei beni e dei servizi acquistati (comprensivo dell’Iva), l’eventuale indicazione che la fattura si riferisce a un immobile destinato sia all’esercizio d’impresa o di lavoro autonomo sia all’uso personale o familiare».

Per trasmettere la domanda si può accedere al software utilizzando le credenziali Fisconline o Entratel. In alternativa è possibile rivolgersi a un intermediario abilitato alla trasmissione delle dichiarazioni (per esempio, Caf e professionisti).

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