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Comuni, conti ok grazie alle tasse sulla casa

corte dei conti

Comuni, conti ok grazie alle tasse sulla casa

Sulle casse dei Comuni incidono positivamente le imposte sulla casa, mentre Province e Città metropolitane hanno «persistenti criticità» nelle entrate. A fotografare lo stato delle entrate degli enti locali è la Corte dei Conti, che oggi ha reso pubblica la relazione sulla gestione finanziaria degli enti locali riferita al 2015.

I dati relativi ai Comuni mostrano che il gettito della tassa sui rifiuti è molto elevato; un gettito che, però, è totalmente assorbito dal costo del servizio. Di modesta entità, anche se in una dinamica in crescita, il gettito dipendente dalla leva fiscale comunale (tra cui quello dell’imposta di soggiorno) e dalle entrate derivanti dalla lotta all’evasione.

Per quanto riguarda le Province e le Città metropolitane l’analisi della spesa evidenzia, rispetto al 2014, un incremento degli impegni assunti sulla competenza del 22,86%, riferibile soprattutto alla crescita della spesa per gli investimenti (per effetto, anche, dei maggiori spazi finanziari creati dalla riduzione dell’indebitamento e, quindi, della spesa per il rimborso dei mutui) e meno alla dinamica della spesa corrente (in aumento del 12,63%). Si registra inoltre un andamento in flessione per gli impegni di spesa per il personale (-9,53%) e per l’acquisto di servizi (-2,11%).

“Si registra un considerevole aumento del numero di enti in disavanzo in larga parte attribuibile all’applicazione delle regole della contabilità armonizzata”

 

La Corte dei Conti ha dedicato particolare attenzione all’“operazione sblocca debiti”, con analisi dei dati acquisiti dalla Cassa depositi e prestiti, ed alla gestione in forma associata delle funzioni da parte dei Comuni, sulla base dei certificati di conto consuntivo di un campione significativo di Unioni di Comuni. L’andamento dei debiti fuori bilancio, nell’esercizio 2015, registra una inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Nei Comuni l’importo dei debiti fuori bilancio riconosciuti si è ridotto da 766,4 a 653,3 milioni di euro (-8,5%); nelle Province e nelle Città metropolitane è passato da 66,1 a 63,6 milioni di euro (-9,6%).

Dall’analisi dei risultati di amministrazione 2015, in controtendenza rispetto al biennio precedente, emerge un considerevole aumento del numero di enti in disavanzo in larga parte attribuibile all’applicazione delle regole della contabilità armonizzata. L’importo complessivo del disavanzo (al netto dei debiti fuori bilancio) ammonta, nei Comuni, a circa 4.004 milioni di euro; nelle Province e nelle Città metropolitane e' pari a 121 milioni di euro.
Quanto alle gestioni in dissesto, l’analisi dei dati ha evidenziato come tali situazioni colpiscano essenzialmente Comuni di piccole dimensioni. Il numero degli enti in pre-dissesto si riespande sensibilmente nel 2016, dopo la riduzione riscontrata nel 2015.

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