Norme & Tributi

Per la «flat tax» basta l’opzione

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Per la «flat tax» basta l’opzione

Non obbligatoria la presentazione dell’interpello per l’accesso al regime dei neo residenti (basta l’opzione in dichiarazione), via libera per i soggetti trasferitisi già nel 2016 e che nei 9 anni precedenti erano fuori Italia, focus sulla territorialità degli imponibili e quindi no ad obblighi di disclosure degli asset detenuti all’estero.

Questi i principali punti del Provvedimento del direttore dell’Agenzia di ieri, che definisce le modalità per l’accesso al regime di cui all’articolo 24-bis Tuir, dando il via libera ufficiale a questa felice intuizione volta ad attrarre consumi e investimenti nel nostro Paese sulla scorta di quanto hanno già fatto con successo Regno Unito, Portogallo e Malta.

Il provvedimento è opportunamente light e non prevede improbi compiti di disclosure degli asset esteri detenuti dal neo contribuente. Aspetti più tecnici sono rinviati ad una circolare di imminente pubblicazione.

Assoluto rilievo riveste innanzi tutto la facoltatività dell’interpello. Per esercitare l’opzione, e quindi entrare nel regime che prevede il pagamento di una imposta sostitutiva annuale di 100mila euro sui redditi prodotti all’estero (più 25mila euro per i familiari che dovessero seguire la scelta, da subito o nel corso dell’opzione), potrà bastare esercitare una opzione in dichiarazione dei redditi.

L’opzione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno e l’uscita dal regime, che può durare un massimo di 15 anni, è libera, basta comunicarlo in dichiarazione dei redditi o alla direzione centrale accertamento.

La cessazione degli effetti del regime in capo al contribuente (per revoca o decadenza a seguito di omesso/parziale versamento dell’imposta o di trasferimento della residenza), promanerà effetti anche sui familiari inclusi nell'opzione, che dunque perderanno il beneficio.

Questi ultimi, tuttavia, avranno la possibilità di esercitare in via autonoma una nuova opzione (con facoltà di estenderne gli effetti ai propri familiari), con efficacia di durata pari ai periodi di imposta residui rispetto all’opzione originaria.

Ovviamente se si vuole la certezza circa la possibilità di fruire del regime resta consigliabile presentare l’interpello preventivo.

L’istanza di interpello, di carattere probatorio (e per questo l’Agenzia ne chiarisce la facoltatività), può essere inoltrata anche prima della ricorrenza dei requisiti della residenza ex articolo 2 Tuir.

Sulla base del provvedimento, l’istanza dovrà focalizzarsi sulla prova dell’assenza del centro vitale dei propri interessi in Italia nei periodi di imposta precedenti, sia con riferimento ai legami affettivi e personali, sia con riferimento agli interessi economici, senza dunque necessità di effettuare una full disclosure della propria posizione patrimoniale e reddituale estera ante trasferimento (disclosure che, lo ricordiamo, non si renderà necessaria nemmeno nei periodi di validità dell’opzione, stante l’esonero dalla compilazione del quadro RW).

A supporto del contribuente è stata inoltre predisposta dall’Agenzia una specifica check-list da allegare all’istanza (la cui mancata o incompleta compilazione costituisce causa di inammissibilità), attraverso la quale si forniranno informazioni in merito ai propri legami familiari ed affettivi ed alle proprie fonti reddituali di origine (esclusivamente) nazionale, anche per interposta persona. Ciò per scongiurare l’esercizio abusivo dell’opzione da parte di soggetti che, seppur formalmente residenti fiscalmente in altri Paesi, abbiano avuto legami “forti” con l’Italia o che siano stati beneficial owner di redditi primari di fonte italiana.

“Al regime possono accedere anche soggetti residenti in stati considerati black list”

 

Al regime possono accedere anche soggetti residenti in stati considerati black list (articolo 2, comma 2 bis Tuir), per i quali la presentazione dell’interpello potrebbe essere vieppiù consigliabile stante l’operatività dell’inversione dell’onere della prova della residenza estera sul contribuente. L’interpello in questi casi assolve a questa finalità. L’istanza si presenta alla direzione centrale accertamento, dove è stato individuato un ufficio dedicato ai neo residenti.

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