Norme & Tributi

Riforma del processo penale, oggi il voto di fiducia

AL SENATO

Riforma del processo penale, oggi il voto di fiducia

Si vota questa mattina al Senato la fiducia sul maxiemendamento sul processo penale. La decisione del Governo è stata annunciata dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro e fa pensare a una giornata di fuoco a Palazzo Madama perché al voto di fiducia sul provvedimento ne seguirà un altro sulla mozione di sfiducia presentata nei confronti del ministro per lo Sport Luca Lotti per la vicenda Consip.

Intanto, tra le modifiche più significative dell’ultima ora al testo del disegno di legge delega, c’è l’accorciamento del tempo a disposizione del ministero della Giustizia per la revisione della disciplina delle intercettazioni da 12 a tre mesi. E, a ulteriore conferma della volontà del ministro Andrea Orlando di accorciare i tempi, è già in vista una commissione ministeriale per la redazione del decreto delegato con la partecipazione dei capi delle procure che hanno provveduto a disposioni di autodisciplina.

Ma il disegno di legge, che dovrà tornare alla Camera per il via libera definitivo, contiene anche altri interventi importanti. Primo tra tutti quello sulla prescrizione subito operativo, il cui perno è costituito dalla sentenza di condanna di primo grado che, spiega il ministero, «affermando la responsabilità dell’imputato, non può che essere assolutamente incompatibile con l'ulteriore decorso del termine utile all’oblio collettivo rispetto al fatto criminoso commesso».

Non si toccano però le regole della legge ex Cirielli sui criteri per il decorso dei termini, con una prescrizione di norma pari al massimo della pena prevista per il reato; si interviene piuttosto per introdurre specifiche parentesi di sospensione (di 18 mesi ciascuna per ciascun grado di impugnazione: Appello e Cassazione) per dare ai giudizi di impugnazione un periodo di tempo congruo per il loro svolgimento. Il periodo di sospensione torna però a correre la prescrizione nel caso in cui la sentenza di condanna sia riformata o annullata (o sia annullata la sua conferma in appello), perché a quel punto viene meno il presupposto che giustifica la sospensione e, cioè, il verdetto di condanna.

Il disegno di legge poi, anche qui con effetto immediato, inasprisce le sanzioni per i reati di furto in domicilio e rapina, oltre che il reato di scambio elettorale politico-mafioso. Per il furto in abitazione e lo scippo si innalza il minimo della pena detentiva dall’attuale anno a tre anni e si eleva anche la pena pecuniaria. Per il reato di rapina si innalzano i limiti sia della pena detentiva, dagli attuali tre a quattro anni nel minimo, sia di quella pecuniaria. Si inasprisce il quadro sanzionatorio relativo alle condotte aggravate.

Per quanto riguarda il voto di scambio, già nel corso della attuale legislatura, la legge 62 del 2014 è intervenuta sia sul fronte della condotta incriminata, dilatandola sensibilmente, sia su quello della pena, riducendola. Il disegno di legge interviene nuovamente sulla cornice edittale, sanzionando tale reato con la pena della reclusione da sei a 12 anni.

Resta confermata anche nel maxiemendamento la norma assai contestata, ancora la settimana scorsa, da parte dell’Anm (mentre le Camere penali saranno in sciopero per protestare contro la decisione della fiducia tutta la prossima settimana), sull’obbligo per il Pm di esercitare l’azione penale o richiedere l’archiviazione entro tre mesi dalla scadenza del termine massimo di durata delle indagini preliminari. In caso di inerzia, scatterà l’avocazione da parte della procura generale.

© Riproduzione riservata